Pianta delle formiche, perché si chiama così e come coltivarla

Tutto quello che c'è da sapere sulla pianta delle formiche, la Dischidia: a cosa deve il suo nome e come coltivarla in casa tra terreno e irrigazione

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Foglioline tonde come monete, steli sottili che ricadono dai vasi sospesi e, in alcune specie, strane foglie gonfie che sembrano piccoli palloncini. La Dischidia è una pianta che incuriosisce spesso, e il suo soprannome, pianta delle formiche, nasconde infatti una delle alleanze più sorprendenti del mondo vegetale. Strettamente imparentata con la più famosa Hoya, il genere Dischidia appartiene alla famiglia delle Apocynaceae ed è diffuso nell’Asia tropicale e subtropicale fino al Pacifico occidentale, con alcune specie presenti anche nell’Australia settentrionale.

Perché la Dischidia si chiama pianta delle formiche

In natura la Dischidia è un’epifita: non affonda le radici nel terreno, ma vive aggrappata ai tronchi e ai rami degli alberi. Lassù, tra le chiome della foresta, i nutrienti scarseggiano, e alcune specie hanno trovato un modo ingegnoso per procurarseli.

La più celebre è la Dischidia major, che produce due tipi di foglie: quelle piccole e carnose, tipiche del genere, e altre trasformate in vere e proprie sacche cave, lunghe fino a una decina di centimetri. Queste foglie diventano la casa di intere colonie di formiche, tanto che in inglese vengono chiamate scherzosamente “ant hotels”, hotel per formiche. Gli ospiti, però, pagano l’affitto. Dentro le sacche si accumulano detriti, resti organici e acqua piovana, e la pianta ci fa crescere le proprie radici per assorbirne i nutrienti. In cambio della protezione, le formiche difendono la Dischidia da insetti e altri predatori.

Niente paura, comunque: in casa le formiche non sono richieste. La pianta può essere coltivata anche senza inquilini, e diverse specie ornamentali non producono nemmeno le foglie a sacca. Tra le più diffuse ci sono la Dischidia nummularia, dalle foglie rotonde che ricordano tante monetine, la ruscifolia, detta “million hearts” per le foglioline a forma di cuore, e la ovata, con foglie striate che sembrano minuscole angurie.

Come coltivare la pianta delle formiche

Nel nostro clima la Dischidia si coltiva in vaso e trascorre gran parte dell’anno in casa. Teme il freddo e predilige temperature comprese tra i 18 e i 26 gradi: meglio non farla scendere sotto i 15. Ama la luce intensa ma filtrata, quindi la posizione ideale è vicino a una finestra luminosa, lontano dal sole diretto delle ore centrali, che rischia di bruciarne le foglie. Per il suo portamento ricadente dà il meglio di sé in un vaso sospeso, oppure avvolta attorno a un supporto di corteccia, come farebbe in natura. In estate può anche essere trasferita sul balcone, in un angolo riparato e ombreggiato, purché le notti restino miti. Attenzione a correnti d’aria e termosifoni.

Terreno

Meglio evitare il terriccio universale usato da solo se è compatto e trattiene a lungo l’acqua: le radici hanno bisogno di un substrato ben aerato e drenante, simile a quello delle orchidee, a base di corteccia sminuzzata, fibra o chips di cocco, con l’aggiunta di un po’ di sfagno. Si rinvasa quando il contenitore è diventato insufficiente oppure quando il substrato si è degradato e non garantisce più una buona aerazione e un corretto drenaggio

Irrigazione

Le foglie carnose immagazzinano acqua e la pianta tollera bene qualche giorno di siccità, ma i ristagni sono il suo peggior nemico. Si annaffia quando il substrato è quasi asciutto, lasciando defluire completamente l’acqua in eccesso. Ama però l’umidità nell’aria, che può diminuire d’inverno con il riscaldamento acceso. Se l’ambiente è molto secco, un umidificatore può essere utile. Si può anche sistemare il vaso su un sottovaso con ghiaia e acqua, mantenendo il fondo sopra il livello dell’acqua.

Concime

In primavera e in estate basta un concime liquido per orchidee o piante verdi, diluito a metà dose rispetto alle indicazioni, una volta al mese insieme all’acqua d’irrigazione. In autunno e in inverno si riducono le concimazioni, sospendendole se la pianta interrompe la crescita.

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