Proprio lei, per gli amici “cacca”, per i bimbi “pupu” e in gergo tecnico feci, può rappresentare per molte persone che monitorano il proprio peso settimana dopo settimana o mese dopo mese un elemento ingannatore.
Considerate che il nostro intestino è lungo circa 7 metri e ha la capacità di trattenere anche circa 5 kg di feci al suo interno se la motilità intestinale si arresta per qualche tempo.
Ovviamente si arriva a questi valori quando ci sono importanti problematiche alla base, mentre parliamo di stitichezza quando le evacuazioni risultano meno di tre volte a settimana. Tutto ciò è accompagnato da gonfiore, crampi, dolore durante l’evacuazione e da un’altra serie di sintomi poco piacevoli che chi ne soffre sa bene cosa significhi sopportare.
Nel decimo appuntamento di Mangia Senza Stress, il format pensato per imparare a rapportarci con il cibo nel modo migliore per il nostro benessere fisico e psicologico, approfondiremo insieme quanto l’intestino pigro e la stitichezza possano trarre in inganno sul peso rilevato dalla bilancia e ti svelerò alcune curiosità che non tutti conoscono.
Indice
Intestino pigro e perdita di peso, che legame c’è?
Quello che risulta ancor più avvilente, come vi anticipavo nella parte iniziale di questo racconto ben poco gioioso, è che molto spesso questo deposito di scarti presente nell’intestino viene confuso con un aumento di grasso sulla bilancia o con una mancata perdita di grasso durante un percorso di dimagrimento applicando un deficit calorico.
O, ancor peggio, dopo aver fatto magari un pasto abbondante con un carico importante di carboidrati, arriviamo a pensare che per le 1000 kcal di una pizza siamo ingrassati, quando invece si tratta solamente di acqua e “cacca” che stiamo trattenendo.
Siccome, sia a livello fisiologico sia a livello psicologico, liberarci di questa massa di scarti in eccesso rappresenta un valore aggiunto per la nostra salute, e una buona motilità intestinale significa anche un microbiota sano e in equilibrio, sono qui oggi per darti alcuni consigli utili e pratici.
Praticamente ti sto “mandando a cagare”, ma nel senso buono e nel rispetto di tutti quelli che sono i buoni propositi per la vostra salute.
Come favorire la motilità intestinale, i consigli dell’esperta
Bevi acqua
Lo so, sembra banale, ma la maggior parte delle persone ha difficoltà a bere e molto spesso non arriva nemmeno a terminare una bottiglietta da mezzo litro in una giornata. L’idratazione è fondamentale per permettere alle feci di scivolare agevolmente all’interno dell’intestino, aumentare il loro volume e agire da spazzine, pulendo per bene il lume intestinale.
Consuma almeno 30-35 g di fibra al giorno
Non ti sto dicendo di metterti lì a contare tutte le tabelle nutrizionali, ma ti basterà consumare, come da linee guida, mezzo chilo di verdura e mezzo chilo di frutta al giorno, preferibilmente ben lavata e con la buccia, cereali integrali alternandoli anche ai legumi.
L’eccesso di fibra, a sua volta, può determinare costipazione: quindi, se fai già un pasto con una quantità abbondante di verdura, magari abbinare anche pasta normale, riso o patate può andar bene e non creare gonfiore.
Se hai problemi con i legumi, prova a mangiarli decorticati o passati. Ricordati che ognuno ha una dose di tolleranza e, facendo delle prove, potrai capire quale sia la tua porzione adatta.
Bevi una bevanda calda
Tè, tisane, latte caldo, brodo, camomilla o semplicemente acqua tiepida aiutano soprattutto al mattino ad attivare la peristalsi, stimolando l’attività intestinale e rilassando l’organismo.
La componente psicosomatica fa parte dell’attivazione di tutto questo, quindi dai tempo al tuo corpo per svolgere questa funzione, non mettergli fretta e soprattutto non ignorare lo stimolo rimandando e trattenendo le feci.
Kiwi a colazione
L’ideale sarebbe consumarli al mattino, ma vanno benissimo anche come spuntino.
Questo frutto rappresenta un eccellente rimedio per l’intestino pigro grazie alle sue fibre solubili e insolubili, oltre a essere ricco di vitamina C, potassio e magnesio.
Aspetta che abbia un buon grado di maturazione e, meglio ancora, consumalo con tutta la buccia, scegliendo quelli con la buccia liscia, che risultano più appetibili alla maggior parte delle persone.
Semi di chia
Spesso questi “superfood” vengono elevati a supereroi che salveranno l’uomo da tutti i suoi peccati alimentari.
Ragionando in modo realistico, possiamo dire che questi semi, grazie alla formazione di un gel che si produce lasciandoli macerare qualche ora in soluzioni come lo yogurt, sono ottimi per l’intestino pigro in quanto vanno ad ammorbidire le feci, lubrificarle e facilitare l’evacuazione.
Funzionano anche come prebiotici, andando a nutrire la flora dei batteri buoni.
Anche qui non eccediamo con le dosi: 10 g possono essere una buona soluzione, considerando sempre il complesso dell’alimentazione ed evitando estremizzazioni che porterebbero all’effetto opposto.
Il movimento
Anche questo sembra il consiglio più banale che ci sia, quando invece purtroppo siamo una società sempre più sedentaria e antisportiva.
L’attività motoria, dalla camminata al Pilates, dal nuoto alla corsa, a qualsiasi cosa ti porti ad alzare il sedere da quella sedia, da quel divano o da quel sedile della macchina, rappresenta un importante contributo per l’attività intestinale.
Massaggio “I LOVE YOU”
Si possono aiutare le feci anche attraverso un massaggio comunemente utilizzato nei bambini per le coliche neonatali, chiamato “I LOVE YOU”. Si tratta semplicemente di favorire il transito con la palpazione addominale: si parte dall’anca destra, premendo delicatamente con i polpastrelli, si sale verso la costola destra, poi si passa lateralmente verso la costola sinistra e infine si scende per raggiungere la cresta iliaca sinistra, accompagnando il movimento verso la parte interna bassa sotto l’ombelico.
La posizione accovacciata
La posizione migliore per facilitare l’uscita delle feci, rispettando la fisiologia del tratto terminale dell’intestino, non è seduti ma accovacciati. Assicurati che le ginocchia siano più alte delle anche utilizzando uno sgabello o un gradino davanti al water su cui appoggiare i piedi.
Abiti e cinture stretti
Evita di tenere quotidianamente il punto vita costretto da cinture o chiusure che comprimono eccessivamente la parete addominale.
Questa compressione meccanica peggiora anche la respirazione, forzando la zona del diaframma e aumentando lo stress a livello addominale, peggiorando la circolazione e quindi anche il drenaggio dei liquidi.
Con questa serie di consigli spero di aiutarti ad alleggerire il tuo intestino, permettendoti di vivere con meno stress e con tanta fortuna l’inizio di questo 2026.