Siamo abituati a misurare i calciatori attraverso parametri freddi: i gol segnati, i contrasti superati, il valore di mercato o i trofei, anche pesantissimi, sollevati sotto i riflettori. Poi, ogni tanto, la routine sportiva lascia spazio alle vicende private che quasi mai riguardano il rettangolo verde. È esattamente quello che è successo con Marc Cucurella, il terzino diventato celebre certamente per le sue prestazioni sul campo, ma anche per quell’inconfondibile ed esuberante chioma riccia. Una scelta estetica che fino a ieri poteva sembrare insignificante o addirittura una stravaganza da atleta, ma che nasconde in realtà qualcosa di profondamente toccante.
Cucurella ha infatti rivelato il motivo per cui rifiuta categoricamente di darci un taglio: dietro quella decisione non ci sono scaramanzie da spogliatoio né strategie d’immagine concordate con gli sponsor, ma le esigenze del suo bambino, affetto da un disturbo dello spettro autistico. Per il piccolo, quei capelli lunghi sono da tempo un punto di riferimento sensoriale fondamentale. Toccarli, stringerli o semplicemente vederli muoversi è un’ancora di salvezza, e non solo: è proprio grazie a questi riccioli così esplosivi che il piccolo riesce a riconoscere il suo papà in tv e sorridere.
Un punto di riferimento sensoriale: la scelta d’amore del calciatore
Che il calcio sia spesso dipinto come cinico e patinato non è una bugia, ma sapere che la caratteristica visiva più famosa del neo Campione del Mondo della Roja è dettata dall’amore paterno e dalla sensibilità verso le necessità del figlio riposiziona completamente la percezione del personaggio pubblico. E del calcio, che oltre a essere diventato noioso è ormai privo di altri contenuti slegati dagli interessi personali e dal denaro.
Possiamo anche dirlo senza tema di smentita: chi vive l’autismo nei bambini da vicino sa quanto la prevedibilità, la routine e i dettagli tattili possano fare la differenza nell’equilibrio quotidiano. Per il figlio di Cucurella, quei ricci sono letteralmente il profumo di casa, la certezza che il papà è lì, presente e riconoscibile, rimane la sua colonna incrollabile. Un po’ come il tè della Regina Elisabetta consumato sempre allo stesso orario: se ci leghiamo a un’abitudine, niente potrà mai andare male.
La reazione sui social e la condivisione di Chiara Ferragni
La storia commovente ha comprensibilmente travalicato i confini dei giornali sportivi, rimbalzando sui social media e catturando l’attenzione di un pubblico ben più ampio. Tra le molte persone nate e cresciute fuori dai campi di calcio che sono rimaste colpite dal gesto c’è stata anche Chiara Ferragni. L’imprenditrice digitale ha ricondiviso la notizia sulle proprie storie Instagram, accompagnandola con una reazione piena di emozione.
Forse è proprio per questa ragione che la vicenda ci ha toccati così nel profondo. In fondo, non c’è la retorica del grande gesto da sbandierare, ma la normalità di un genitore che si adatta alle fragilità di suo figlio senza farne un dramma, trasformandole in una quotidianità da proteggere. La prossima volta che vedremo Cucurella correre lungo la fascia, sarà impossibile non notare la sua splendida chioma. Ma adesso sappiamo che non è solo uno stile: è una promessa d’amore mantenuta ogni giorno.