Presley Gerber, i video prima di morire: “Sono terrorizzato ma voglio ritrovarmi”

Nei suoi ultimi filmati pubblicati sui social, il figlio di Cindy Crawford raccontava il proprio percorso di riabilitazione e lo stato costante di "paura, incertezza e confusione"

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Redazione

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Presley Gerber, il meraviglioso figlio 27enne di Cindy Crawford morto mentre si trovava in una clinica di riabilitazione,  aveva documentato negli ultimi anni, con onestà e trasparenza, le sue difficoltà, chiedendo anche aiuto via social per uscire dalle dipendenze, in particolare da quella dei farmaci. A rivedere oggi, a poche ore di distanza dalla sua morte, i video in cui, giovane e bellissimo, raccontava dei problemi delle malattie mentali, della depressione, degli attacchi di panico e dei tanti tentativi fatti per uscire dalle dipendenze, ritrovando fiducia in se stesso, vengono i brividi. Perché Presley è morto proprio mentre stava cercando con tutte le sue forze di farcela, ricoverato dentro l’ennesima rehab,  che gli aveva promesso un metodo sperimentale per liberarsi dei suoi demoni. Non per una overdose dovuta ad un momento di debolezza e ricaduta nel profondo, ma mentre annaspava per risalire.

Nel suo ultimo filmato pubblicato sui social, Presley Gerber raccontava a cuore aperto la propria esperienza dicendo: “Sto cercando la strada verso me stesso“. In un video messo in evidenza sul suo profilo IG, il modello e figlio di Cindy Crawford raccontava il proprio difficile percorso di riabilitazione, confessando di vivere in uno stato costante di “paura, incertezza e confusione“.

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In un post pubblicato invece pochi mesi prima della sua morte morte, il figlio di Cindy Crawford aveva raccontato di essere “assolutamente terrorizzato” all’idea di sottoporsi a un nuovo e controverso trattamento per curare le sue dipendenze. A marzo, aveva scritto di aver ricevuto una “dose di pre-ibogaina” in una clinica messicana: una singola somministrazione ad alto dosaggio di ibogaina, una sostanza psicoattiva di origine naturale.

Sua mamma e sua sorella lo avevano pubblicamente sostenuto ed elogiato. La Crawford aveva commentato: “Sei un guerriero! Hai attraversato il fuoco per ritrovare te stesso! Sono così orgogliosa!”, mentre Kaia avea aggiunto: “Questo è mio fratello, sono così dannatamente orgogliosa”.

Lui aveva poi aggiunto: “Ho affrontato ciò da cui stavo fuggendo e, in mezzo a tutto questo, ho iniziato a ritrovare me stesso… Vedremo… Prego solo che sia l’ultima volta che devo tornare”

Gerber aveva scelto negli ultimi anni di esporsi pubblicamente per rompere il tabù sul disagio psicologico e offrire supporto a chi si trovava nella sua stessa situazione. Il modello portava avanti da tempo un format social, “Mental Health Mondays“, attraverso cui discuteva apertamente di salute mentale, dipendenze da sostanze e depressione con l’obiettivo dichiarato di aiutare altre persone in difficoltà.

“Quando si parla di riabilitazione è come se tutti ti avessero bloccato all’età in cui hai iniziato la tua dipendenza”, diceva in video Presley. Il 27enne raccontava apertamente l’uso di medicinali (come antidepressivi e ansiolitici) e la frustrazione nel trovare un supporto medico adeguato per scalarli o ridurli, lamentando che molti psichiatri tendessero a prescriverne altri piuttosto che aiutare a diminuirne la dipendenza.

A dicembre dello scorso anno, dopo un periodo di silenzio social, era ritornato ad aprirsi. In un nuovo video, elencava i farmaci assunti per “incubi notturni” e “attacchi di panico”. “Credo che l’onestà sia la migliore politica“, diceva prima di rivelare di assumere 1 mg di buprenorfina, farmaco usato per trattare sia il dolore che i disturbi da uso di oppioidi, due volte al giorno.

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Presley ribadiva continuamente che la sua esposizione social scatirova dal desiderio di aiutare gli altri: Il motivo per cui aveva scelto di raccontare le proprie “crepe” sui social era mettere la propria esperienza al servizio di chi viveva le stesse sofferenze, per far sentire meno soli gli altri.

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