Matteo Berrettini, quanto è alto e come si mantiene in forma

Un atleta di quasi 2 metri ma anche un uomo che negli anni ha sorpreso con la sua empatia: ma quanto è alto davvero Matteo Berrettini?

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Martina Dessì

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Una stella del tennis mondiale che ha lasciato il segno per i suoi colpi magistrali e per una presenza scenica che ha catalizzato l’attenzione dentro e fuori dal campo. Matteo Berrettini, il campione romano che ha saputo riportare il tennis italiano ai vertici internazionali, ha lentamente conquistato il cuore dei tifosi con il suo sorriso sincero e una grinta d’acciaio. Soprannominato affettuosamente The Hammer (il martello) per la potenza devastante del suo servizio e del suo diritto, il tennista azzurro è un talento puro di tecnica e potenza fisica. Ma vi siete mai chiesti quali siano i segreti dietro la sua struttura da gigante e la sua straordinaria preparazione atletica?

Quando è alto Matteo Berrettini

Ma partiamo dai numeri. Perché la potenza di gioco di Matteo Berrettini si esprime anche attraverso la sua statura letteralmente imponente. L’azzurro vanta un’altezza di ben 196 centimetri, abbinata a un peso forma che si aggira intorno ai 95 chilogrammi. Questa stazza considerevole gli permette una leva naturale eccezionale, fondamentale per scagliare servizi che superano regolarmente i 220 km/h. Ma, nel tennis moderno, l’altezza può essere un’arma a doppio taglio: se da un lato dà potenza, dall’altro rischia di penalizzare la rapidità nei cambi di direzione e la flessibilità. È qui che entra in gioco il lavoro invisibile, quello fatto di sudore e disciplina lontano dai riflettori dei tornei del Grande Slam.

Il motore fisico viene mantenuto da una routine di allenamento straordinariamente diversificata come il suo collega Jannik Sinner. Il programma di Matteo Berrettini, supervisionato da un team di professionisti di altissimo livello, non si limita al semplice potenziamento muscolare in palestra. Grande attenzione viene dedicata alla prevenzione degli infortuni, un aspetto delicato che ha segnato profondamente la carriera del campione romano. Le sessioni di core stability e gli esercizi di mobilità articolare sono il pane quotidiano per proteggere la schiena e gli addominali dalle tremende sollecitazioni della rotazione del busto. A questo si aggiunge un lavoro costante sulla coordinazione e sulla reattività dei piedi, elementi chiave che consentono a un atleta di quasi due metri di muoversi sulla terra battuta o sull’erba con la grazia e la velocità di un giocatore molto più brevilineo.

La dieta di Matteo Berrettini

Naturalmente, nessun allenamento può dare i suoi frutti senza il giusto carburante, e la nutrizione gioca un ruolo da protagonista nella vita del tennista. Matteo Berrettini segue una dieta bilanciata studiata nei minimi dettagli per supportare il dispendio energetico di match che possono durare anche quattro o cinque ore. Il suo regime alimentare prevede un alto apporto di carboidrati complessi (come pasta e riso, immancabili per un italiano) nei giorni di gara per fare il pieno di glicogeno, alternati a proteine nobili come pollo, pesce e uova per favorire il recupero muscolare. Non mancano mai i grassi sani derivanti dall’olio d’oliva e dalla frutta secca.

Ma l’aspetto più affascinante di Matteo Berrettini è il suo approccio sereno e umano. Nonostante la rigida disciplina da atleta d’élite, il campione non ha mai nascosto di concedersi, quando possibile, qualche piccolo peccato di gola per ricaricare lo spirito. È questa combinazione di dedizione assoluta e normalità che lo rende così vicino al pubblico. Un gigante buono che, centimetro dopo centimetro, continua a lavorare sodo per scrivere nuove memorabili pagine dello sport italiano.

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