Mario Adinolfi, giornalista e leader del Popolo della Famiglia, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale. Un nuovo capitolo per un personaggio che, dopo l’Isola dei Famosi, aveva mostrato un lato diverso di sé, senza però allontanarsi mai davvero dalle polemiche che lo accompagnano da anni.
Mario Adinolfi arrestato: le accuse e la “Scommessa Collettiva”
La Guardia di Finanza ha bussato alla porta di Mario Adinolfi, giornalista, ex parlamentare e leader del Popolo della Famiglia, per notificargli gli arresti domiciliari. Le accuse sono pesanti: truffa aggravata e evasione fiscale.
Al centro dell’inchiesta c’è la cosiddetta Scommessa Collettiva, un sistema che Adinolfi avrebbe promosso via social fin dal 2005: chi partecipava versava una quota confluita in un fondo comune che sarebbe stato utilizzato per scommesse sportive gestite da lui stesso insieme a un fantomatico “team di esperti”.
Ai partecipanti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato garantito che il capitale investito non avrebbe mai potuto davvero andare perso.
Le cose, evidentemente, sarebbero andate diversamente. Secondo gli inquirenti il sistema avrebbe prodotto un danno vicino ai cinque milioni di euro, a cui si aggiungerebbero altri 400mila euro di evasione fiscale. Solo una parte delle somme raccolte sarebbe stata effettivamente legata alle scommesse: il resto, secondo le ricostruzioni, sarebbe finito in trasferimenti a terzi e in acquisti di orologi, lingotti, monete straniere, quadri e imbarcazioni.
Mario Adinolfi, da sempre divisivo nonostante “L’isola dei Famosi”
Il termine divisivo è quasi un eufemismo, se si parla di Adinolfi. Da anni si muove tra politica, giornalismo e dichiarazioni che accendono puntualmente le polemiche: posizioni ultraconservatrici sulla famiglia come fondamento della sua carriera politica, uscite giudicate offensive, scontri pubblici con opinionisti e inviati televisivi. Il tipo di personaggio che riesce a far parlare di sé anche solo con un post su Instagram, e che negli anni ha costruito una carriera fatta più di scontri mediatici che di ruoli istituzionali.
Eppure il 2025 gli ha regalato anche un’immagine diversa, più fragile e umana, con la partecipazione all’Isola dei Famosi. Partito con più di 200 kg, ha chiuso l’esperienza a quota 194,9, ovvero oltre 30 chili in meno conquistati tra fatica fisica e razioni ridotte in Honduras.
Tornato in Italia, invece di fermarsi, ha proseguito il percorso con dieta, camminate quotidiane e Tirzepatide, farmaco per il diabete usato anche per il dimagrimento, documentando ogni tappa sui social: le iniezioni in pancia, i traguardi via via raggiunti, fino a rivendicare 70 chili persi in totale nel giro di mesi.
In quella fase Adinolfi si è aperto anche su un fronte più intimo, quello familiare, raccontando la battaglia della figlia Clara contro i disturbi alimentari. Per un periodo l’immagine pubblica di Adinolfi è stata quella, insolita, di un uomo in grado di raccontare la fragilità fisica e voglia di riscatto.
Il ritorno alle sue battaglie, prima dell’arresto
La parentesi “umana”, però, non ha cambiato la sostanza del personaggio. Superata l’Isola, Adinolfi è tornato rapidamente sui suoi binari abituali fatti di uscite pubbliche e episodi finiti puntualmente sui giornali: dichiarazioni durissime sulle gemelle Kessler, la tensione al Roma Pride dove si è presentato con una bandiera israeliana tra i cori dei manifestanti, e un acceso battibecco con l’inviato de Le Iene Filippo Roma.
Segnali di un uomo che, nonostante il dimagrimento e l’esposizione mediatica più intima, non ha mai smesso di essere prima di tutto un provocatore seriale. Ora, con l’arresto per truffa ed evasione fiscale, la sua parabola pubblica si arricchisce di un capitolo decisamente più serio.