Domenica 12 luglio, il Centre Court di Wimbledon ha ospitato l’ennesimo capitolo della cavalcata di Jannik Sinner. Il numero uno del mondo, reduce da una semifinale dominata contro Novak Djokovic, ha piegato Alexander Zverev in una finale lunghissima e nervosa, chiusa 6-7, 7-6, 6-3, 6-4 dopo quasi quattro ore di gioco, difendendo così il titolo conquistato dodici mesi prima contro Carlos Alcaraz. Per l’altoatesino è il quinto Slam in carriera, il trentesimo trofeo complessivo e la centesima vittoria nei tornei del Grande Slam: cifre che indicano una stagione tornata a correre alla velocità giusta dopo le difficoltà di Parigi. Ma accanto ai numeri, ieri, è rimasta impressa soprattutto l’immagine di Sinner che, subito dopo il match point, si dirige verso la sua tribuna e stringe a sé Laila Hasanovic.
L’abbraccio di Jannik Sinner a Laila Hasanovic
La modella e imprenditrice danese, legata a Jannik Sinner da poco più di un anno, aveva saltato i turni precedenti del torneo londinese, essendo stata avvistata nei giorni scorsi al Roskilde Festival in Danimarca, ma non ha voluto mancare all’appuntamento più importante della stagione del compagno. Seduta accanto ai genitori del campione, Hanspeter e Siglinde Sinner, e ai due allenatori Simone Vagnozzi e Darren Cahill, Laila ha seguito da vicino una rimonta complicata, iniziata con la battuta d’arresto al tie-break del primo set e proseguita con la solidità mentale che ormai è la caratteristica di Sinner.
Non è la prima volta che Hasanovic accompagna il fidanzato nei momenti che contano: era già successo agli US Open dello scorso settembre, al Roland Garros di maggio, alle ATP Finals di Torino a novembre. È stato però solo lo scorso ottobre, sul palco della premiazione di Vienna, che il tennista ha reso pubblica la relazione per la prima volta, menzionando la propria fidanzata davanti alle telecamere. Da allora la coppia ha scelto un basso profilo quasi ostinato, senza mai condividere una foto insieme sui rispettivi social, lasciando che fossero gli obiettivi dei fotografi a raccontare, torneo dopo torneo, la loro storia.
L’abbraccio di ieri, però, ha avuto un peso diverso: non un’istantanea rubata a distanza, ma un gesto vissuto alla luce del sole, davanti a un intero stadio, in una giornata in cui anche Sinner ha lasciato trapelare più emozione del solito. Nel discorso di premiazione ha ringraziato il proprio angolo e raccontato di aver notato sua madre allontanarsi dagli spalti due volte, sopraffatta dalla tensione: un dettaglio piccolo, quasi imbarazzato, che ci mostra un campione che sa restare umano anche sul palcoscenico più prestigioso del tennis mondiale.
La rivincita dopo il malore al Roland Garros
Una giornata ancora più significativa, quella del 12 luglio, perché Sinner arrivava a Londra dopo il ritiro per malore al secondo turno del Roland Garros, episodio che aveva riacceso dubbi sulla sua tenuta fisica. E così vincere due settimane più tardi, in rimonta, sotto lo sguardo del Principe e della Principessa del Galles dal Royal Box, ha il sapore di una rivincita completa.
In questo racconto, la presenza di Laila Hasanovic non è un dettaglio di colore da rubrica di gossip, ma parte integrante della storia umana di un ventiquattrenne che, tra un rovescio lungolinea e l’altro, rimane un ragazzo che ha bisogno, come chiunque, di un abbraccio a cui tornare quando la partita, finalmente, è vinta. Wimbledon si conferma così non solo il teatro della sua consacrazione tennistica, ma anche lo sfondo di un affetto che, un torneo dopo l’altro, smette pian piano di essere un segreto.