Anche Federica Pellegrini commenta una notizia, terribile e drammatica, di fronte a cui è difficile restare indifferenti. Quella della morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni e mezzo di Nola morto all’ospedale Monaldi di Napoli. A tenere in vita Domenico, dopo il trapianto di cuore del 23 dicembre, era un macchinario Ecmo. La vicenda ha scosso fortemente l’opinione pubblica perché tragica e spaventosa: l’organo impiantato al bambino e che avrebbe dovuto salvarlo, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato danneggiato, negandogli di fatto la possibilità di sopravvivere.
L’addio di Federica Pellegrini a Domenico
Una vicenda che ha scosso fortemente anche Federica Pellegrini. La sportiva è mamma di Matilde, nata nel 2024, ed è in attesa di una seconda bambina sempre dal marito Matteo Giunta. La nuotatrice ha condiviso su Instagram uno scatto di Domenico in braccio alla sua mamma, commentando: “Ciao Domenico. Questa notizia, l’ultima di una lunga serie che non dovrebbero mai arrivare, mi strazia l’anima! Un bimbo non dovrebbe mai pagare per errori altrui!! Mi stringo forte a questa donna, mamma, che posso solo lontanamente immaginare cosa stia provando. Rip Piccolino”.
Un messaggio di cordoglio per la famiglia e la necessità di esternare uno sgomento che, di fronte alla storia di Domenico, non si può che provare.
La storia di Domenico
È il 23 dicembre quando Domenico, bambino di due anni e mezzo affetto da una grave cardiopatia, viene ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli e sottoposto ad un trapianto di cuore. Al termine dell’intervento però alla mamma viene comunicato che il cuore “non funziona” e il piccolo viene collegato al macchinario Ecmo.
Solo dopo i famigliari del bambino scopriranno che il cuore impiantato era danneggiato. Secondo le prime ricostruzioni il cuore, espiantato a Bolzano e trasportato a Napoli, non sarebbe stato conservato nel modo giusto, e sarebbe stato bruciato dall’uso di ghiaccio secco. Un errore che, di fatto, avrebbe condannato a morte il bambino. I medici infatti avrebbero escluso la possibilità di sottoporlo ad un nuovo trapianto di cuore, trovando come unica strada per lui la terapia del dolore. Il 21 febbraio Domenico si è spento, lasciando dietro di sè tante domande e un immenso dolore.
Sulla vicenda sono già partite le indagini per capire chi ha sbagliato e sopratutto chi dovrà pagare per una morte che poteva essere evitata. “Finché non saprò la verità non posso dire chi ha sbagliato, ma qualcuno parlerà, deve parlare – ha detto la mamma del piccolo, Patrizia Mercolino -. Perché mio figlio adesso non c’è più e se n’è andato per colpa di qualcuno, anzi più di uno. Di questo sono certa”.
Una mamma che non si dà pace e che continua a ripercorrere quei giorni, quelle ore, che avrebbero dovuto segnare l’inizio di una nuova vita per suo figlio e che invece si sono rivelate fatali. “Sicuramente ci avrò parlato, gli avrò anche stretto la mano – ha detto, parlando della possibilità di aver incontrato chi ha commesso l’errore -. Però io ho la coscienza pulita e loro no. Sono loro che si devono vergognare per il fatto che mi hanno guardata negli occhi, non io”.