Ed Sheeran torna sui suoi passi, la verità su Macklemore: “Non sono complice”

Ed Sheeran rompe il silenzio dopo l’esclusione di Macklemore dal Loop Tour e respinge le accuse: ecco cosa è successo e perché è scoppiata la polemica

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

Una polemica ha scosso il mondo della musica e, nel giro di pochi giorni, ha travolto uno dei tour più importanti dell’anno: Ed Sheeran ha deciso di rompere il silenzio sul caso Macklemore, il rapper americano escluso dalle successive date statunitensi del suo Loop Tour dopo essersi espresso pubblicamente a favore della Palestina durante i concerti in New Jersey.

Una vicenda diventata rapidamente molto più grande di una semplice modifica alla lineup. Al centro del dibattito sono finite libertà d’espressione, politica, responsabilità degli artisti e interessi legati all’organizzazione di giganteschi concerti negli stadi e, dopo giorni di accuse, Sheeran ha deciso di raccontare la propria versione, respingendo soprattutto l’idea di essere stato personalmente responsabile dell’allontanamento del collega. Ma cosa è successo davvero tra Ed Sheeran e Macklemore?

Cosa ha detto Macklemore e la reazione di Ed Sheeran

Tutto è cominciato durante le date del 4 e 5 settembre al MetLife Stadium, in New Jersey, dove Macklemore era uno degli opening act di Ed Sheeran.

Il rapper, da tempo pubblicamente schierato a sostegno della popolazione palestinese, ha utilizzato il palco per parlare della situazione a Gaza e in Cisgiordania: durante il suo intervento ha pronunciato anche la frase “Free Palestine” e ha eseguito Hind’s Hall, il brano di protesta pubblicato nel 2024 e ispirato alle manifestazioni studentesche pro-Palestina.

Le sue parole hanno immediatamente suscitato reazioni contrastanti: l’Israeli-American Council ha promosso una petizione chiedendo la sua esclusione dal tour, mentre alcuni proprietari delle strutture destinate a ospitare le successive date avrebbero comunicato agli organizzatori di non essere disposti ad accogliere gli show se Macklemore fosse rimasto nel cartellone.

Pochi giorni dopo è arrivata la decisione: Macklemore non avrebbe più partecipato alle restanti date americane del Loop Tour e, a quel punto, le critiche si sono inevitabilmente concentrate su Ed Sheeran tanto che il cantante britannico ha deciso di pubblicare una lunga dichiarazione su Instagram per chiarire il proprio ruolo nella vicenda.

Secondo la sua ricostruzione, non sarebbe stato lui a decidere l’esclusione di Macklemore, ma il promoter del tour, dopo le posizioni assunte da alcuni degli stadi che avrebbero dovuto ospitare i concerti. Sheeran ha spiegato inoltre che il contratto di Macklemore era con il promoter e non direttamente con lui.

Il cantante ha raccontato di aver trascorso giorni cercando una soluzione e parlando con le parti coinvolte tra cui anche Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots e della società che gestisce il Gillette Stadium, dove sono previste alcune date del tour.

Sheeran ha quindi respinto l’accusa di complicità, spiegando che il fatto di non utilizzare abitualmente il proprio profilo pubblico per parlare di politica non significa essere indifferente a ciò che accade nel mondo.

Il caso Macklemore-Ed Sheeran e le conseguenze sul tour

Qui emerge dunque una delle differenze principali tra i due artisti: Macklemore considera il palco anche uno spazio attraverso il quale portare avanti le proprie battaglie, mentre Sheeran ha spiegato di preferire un approccio differente.

Il cantautore britannico ha sottolineato come tra il suo pubblico ci siano persone di provenienze, culture ed età molto diverse, compresi molti bambini, per questo preferisce che i propri concerti rappresentino un luogo di incontro e di evasione anziché trasformarsi in un forum politico.

Allo stesso tempo, Sheeran ha detto di rispettare la determinazione con cui Macklemore difende le proprie convinzioni, ma il chiarimento di Ed Sheeran, non ha fermato la bufera. Poco dopo la sua dichiarazione è arrivata una vera e propria reazione a catena tra gli artisti coinvolti nel Loop Tour.

Finneas, Lukas Graham e Aaron Rowe hanno annunciato che non avrebbero più preso parte alle rispettive date e anche i Beoga, gruppo folk irlandese che accompagnava Sheeran durante alcune parti dello spettacolo, hanno deciso di ritirarsi.

Finneas ha motivato pubblicamente la propria scelta sostenendo che gli artisti non dovrebbero essere messi a tacere quando decidono di prendere posizione in difesa degli oppressi.

Il Loop Tour, intanto, è andato avanti e la vicenda ha finito per superare persino i suoi protagonisti, aprendo una discussione molto più ampia sul confine tra musica, libertà d’espressione, attivismo e responsabilità di chi organizza eventi davanti a decine di migliaia di persone.

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