Dolly Parton è morta a 80 anni: il grande amore Carl Dean e la famiglia che non ha mai smesso di raccontare

La leggenda del country è morta a 80 anni, poco più di un anno dopo il marito Carl Dean. Non aveva figli, ma era cresciuta con undici fratelli e aveva costruito intorno a sé una famiglia enorme

4 min di lettura

Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

Per quasi sessant’anni Carl Dean è stato l’uomo che Dolly Parton tornava a cercare lontano dai riflettori. Lo aveva perso nel marzo 2025 e, negli ultimi mesi, aveva raccontato quanto fosse difficile imparare a vivere senza di lui. Ora, a poco più di un anno dalla morte del marito, Dolly Parton è morta a 80 anni. La notizia è stata annunciata il 25 agosto dal nipote Bryan Seaver.

Soltanto quattro giorni prima aveva parlato apertamente dei problemi di salute affrontati nell’ultimo periodo e aveva spiegato di essere ancora al lavoro sui suoi progetti. In quella stessa intervista era tornata anche sul lutto che aveva cambiato il suo ultimo anno: la morte del marito Carl Dean, scomparso nel marzo 2025 dopo quasi sessant’anni di matrimonio.

Dietro i capelli biondi, gli strass, Jolene e una carriera diventata parte della cultura pop, la vita privata di Dolly Parton è sempre rimasta molto più raccolta. La famiglia era il punto da cui era partita e quello a cui continuava a tornare, nelle canzoni come nella vita.

Dolly Parton e Carl Dean, quasi sessant’anni insieme

Dolly Parton aveva incontrato Carl Thomas Dean nel 1964, appena arrivata a Nashville per provare a costruirsi una carriera nella musica. Lui lavorava nel settore dell’asfalto e dello stesso mondo dello spettacolo, per sua scelta, avrebbe frequentato pochissimo.

Si sposarono il 30 maggio 1966 e rimasero insieme fino alla morte di Dean. Il loro è stato uno dei matrimoni più longevi e, allo stesso tempo, meno esposti dello showbusiness americano. Dean non amava le apparizioni pubbliche, accompagnava raramente la moglie agli eventi e preferiva la loro vita privata a Nashville alle luci che circondavano la moglie.

Una distanza dal mondo dello spettacolo che Dolly Parton aveva sempre protetto. Nel 2016, per i cinquant’anni di matrimonio, i due avevano rinnovato le promesse. Lei raccontava spesso che proprio le loro differenze avevano contribuito a far funzionare la relazione.

La morte di Carl Dean aveva lasciato un vuoto che Dolly non aveva nascosto. Aveva definito la vita senza di lui un grande cambiamento e gli aveva dedicato “If you hadn’t been there”, pubblicata poche settimane dopo la sua scomparsa.

Perché Dolly Parton non ha avuto figli

Dolly Parton e Carl Dean non hanno avuto figli. Da giovani ne avevano parlato e avevano persino immaginato il nome di una bambina: Carla, in omaggio al padre.

Con il passare degli anni, aveva però raccontato di aver trovato un significato diverso in quella parte della propria vita. La libertà di lavorare e viaggiare le aveva permesso di dedicarsi completamente alla musica e, più avanti, ai progetti rivolti ai bambini.

Nipoti e pronipoti hanno infatti occupato uno spazio enorme nella sua famiglia. Anche la sua iniziativa filantropica più conosciuta nasceva da un legame familiare. La Dolly Parton’s Imagination Library, fondata nel 1995 per regalare libri ai bambini dalla nascita ai cinque anni, era stata ispirata dal padre Robert Lee Parton, che non aveva avuto la possibilità di imparare a leggere e scrivere.

Dolly Parton, quarta di dodici figli

Prima di diventare una delle cantanti più famose al mondo, Dolly Rebecca Parton era la quarta di dodici figli.

I genitori, Robert Lee Parton e Avie Lee Owens, crescevano sei maschi e sei femmine nel Tennessee orientale, in condizioni economiche molto difficili. Dolly Parton avrebbe indicato proprio la madre come una delle prime influenze sulla propria voce e sul modo di raccontare storie attraverso le canzoni.

Quell’infanzia era rimasta dentro buona parte della sua musica. Coat of Many Colors, una delle sue canzoni più autobiografiche, raccontava il cappotto cucito dalla madre con pezzi di stoffa recuperati e indossato da Dolly da bambina. La povertà della famiglia Parton, le Smoky Mountains, la religione, sua madre che cantava e suo padre che lavorava per mantenere dodici figli erano diventati materiale narrativo molto prima che il Tennessee diventasse soltanto lo sfondo della leggenda Dolly Parton.

Miley Cyrus, la figlioccia diventata parte della famiglia

Tra gli affetti che Dolly Parton aveva scelto per sé c’era anche Miley Cyrus, sua figlioccia. Il rapporto tra le due era andato ben oltre l’etichetta di madrina e figlioccia. Dolly Parton aveva seguito Miley Cyrus fin dall’infanzia, aveva recitato con lei in Hannah Montana e negli anni le due avevano condiviso più volte il palco e la musica.

Per Dolly Parton, che non aveva avuto figli, Miley faceva parte di quella famiglia allargata che aveva costruito intorno a sé insieme a nipoti, pronipoti e alle persone cresciute sotto la sua ala.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963