Se n’è andata martedì 25 agosto, a 80 anni, dopo aver affrontato per pochi mesi un tumore. Con Dolly Parton scompare una delle artiste più amate della musica americana. Pochi sanno però che l’ultimo capitolo della sua storia era già scritto da tempo: da oltre dieci anni la cantautrice sapeva con esattezza quali note avrebbero accompagnato il momento del proprio addio, come se avesse composto anche quella pagina con la stessa cura riservata ai suoi brani più celebri.
Il motivo per cui Dolly Parton ha escluso I Will Always Love You
Correva il 2014 quando Entertainment Weekly le domandò, in un’intervista, quale brano immaginasse per il proprio addio. Molti avrebbero scommesso su I Will Always Love You, il pezzo che porta la sua firma fin dagli anni Settanta e che il mondo intero associa oggi alla voce di Whitney Houston. Dolly, dal canto suo, era convinta che quella canzone sarebbe stata suonata comunque, senza che lei dovesse nemmeno chiederlo, proprio come era accaduto al funerale della collega scomparsa nel 2012.
Per il momento dell’ultimo saluto vero e proprio, però, la country star aveva pensato a tutt’altro, qualcosa che derivava dalla sua infanzia: If We Never Meet Again, un classico della tradizione gospel americana. La ragione è tutta sentimentale: era il brano preferito di suo padre, intonato anche quando la famiglia lo accompagnò all’ultimo riposo, e i suoi versi raccontano proprio questo, il dolore di un distacco insieme alla certezza di potersi riabbracciare, prima o poi, in un’altra vita.
I portavoce della famiglia hanno confermato martedì che Dolly aveva chiesto una funzione sobria e riservata, lontana da riflettori e telecamere, aperta solo a chi le era davvero vicino: nessuna data pubblica, dunque, ma la certezza che tutto si svolgerà come lei stessa aveva stabilito. Un ultimo tocco personale arriva da Bryan Seaver, legato a Dolly da un doppio ruolo – nipote e per anni responsabile della sua sicurezza – che ha raccontato come l’artista avesse chiesto di essere accolta nella bara su un morbido strato di cotone.
My Place in History, la canzone che nessuno potrà ascoltare prima del 2046
L’attenzione di Dolly per il proprio lascito sonoro va oltre la scelta di un brano per l’ultimo saluto. Al Dollywood’s DreamMore Resort di Pigeon Forge, in Tennessee, si trova un cofanetto in legno di castagno, sigillato, dentro il quale riposa una registrazione che nessuno ha mai potuto ascoltare: My Place in History. La compose nel 2015, proprio nell’anno in cui la struttura aprì i battenti, stabilendo che quel brano restasse muto fino al giorno del suo 99° compleanno, il 19 gennaio 2046. Accanto al CD, Dolly volle inserire anche un lettore, pensando a chi, tra vent’anni, aprirà quella scatola.
Anche di fronte a questo enigma, Dolly non perdeva la sua vena ironica: sapeva bene che un lettore CD del 2015 avrebbe potuto non sopravvivere al passare dei decenni. Nel libro Dolly Parton, Songteller: My Life in Lyrics, pubblicato nel 2020, aveva ammesso di augurarsi che il dispositivo si rivelasse ancora funzionante e che nulla, nel frattempo, si fosse rovinato dentro quella scatola. Oggi, dopo la sua scomparsa, quel piccolo scrigno racchiude un significato nuovo: sarà l’ultima canzone che Dolly Parton ha scritto per il mondo, e bisognerà avere pazienza fino al 2046 per poterla finalmente ascoltare.