Blake Lively non andrà a processo con Justin Baldoni, trovato un accordo segreto

Finisce la disputa legale nata sul set di “It Ends with Us”: grazie a un accordo riservato, Blake Lively e Justin Baldoni eviteranno il processo

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

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Chi aveva ragione, se mai qualcuno l’avesse avuta davvero, non si saprà mai. Blake Lively e Justin Baldoni si sono scontrati per mesi, accusandosi reciprocamente di molestie, diffamazione e atteggiamenti ben poco professionali. Tutto nacque sul set della pellicola di denuncia contro la violenza domestica It Ends with Us e si credeva che tutto sarebbe finito in tribunale. Invece no. L’attrice e il regista hanno stretto un accordo riservato che farà loro evitare un processo.

L’accordo riservato tra Blake Lively e Justin Baldoni

Il 18 maggio 2026, Blake Lively e Justin Baldoni si sarebbero dovuti trovare presso il Tribunale Federale del distretto di Manhattan, a New York, affinché una giuria decidesse quale delle due parti era in torto. A due settimane dal processo programmato – che sarebbe stato mediatico almeno quanto quello di Johnny Depp e Amber Heard – arriva la notizia: niente tribunale, Lively e Baldoni sono giunti ad un accordo. Lo fanno sapere in una nota congiunta i loro legali.

IPA
Una scena da It Ends with Us

Il comunicato si concentra sul film It Ends with Us, dove iniziò l’alterco tra l’attrice e il regista. Entrambi parlano della pellicola come una “fonte di orgoglio”, perché capace di “sensibilizzare l’opinione pubblica e avere un impatto significativo sulla vita delle vittime di violenza domestica e di tutte le vittime”. Gli scontri sul set vengono descritti come un “processo” che “ha presentato delle difficoltà” e, prosegue, “riconosciamo che le preoccupazioni sollevate da Lively meritavano di essere ascoltate”.

Non viene precisato in alcun modo di che tipo sia l’accordo raggiunto, quali le clausole né le condizioni economiche. Quel che gli attori comunicano, tramite i propri avvocati è: “Restiamo fermamente impegnati a garantire ambienti di lavoro liberi da comportamenti scorretti e improduttivi. Ci auguriamo sinceramente che questo accordo ponga fine alla vicenda e permetta a tutte le persone coinvolte di guardare al futuro in modo costruttivo e pacifico, anche in un ambiente online rispettoso”.

Lo scontro sul set e i mesi di diffamazione reciproca

Già nel 2024, quando It Ends with Us arrivò nei cinema, si capiva che qualcosa non andava: Baldoni scelse di promuovere la pellicola separatamente dal resto del cast. Nel dicembre dello stesso anno, Blake Lively accusa formalmente Baldoni di molestie sessuali e diffamazione, quest’ultima confermata da un’inchiesta del New York Times, che pubblicò alcuni messaggi in cui il regista progettava con la propria assistente il modo per “seppellire” la reputazione di Lively.

Bladoni respinse ogni accusa e, nei primi mesi del 2025, intentò contro una Lively una causa per diffamazione e per aver cercato di ottenere il controllo creativo del film assieme al marito Ryan Reynolds: il regista chiese un risarcimento pari a 400 milioni di dollari. Le sue accuse furono archiviate nel giugno 2025. Ad aprile 2026 furono archiviate anche le accuse di Lively, non perché infondate ma per ragioni procedurali.

Il processo avrebbe dunque riguardato esclusivamente le contestazioni riguardanti infrazioni al contratto di lavoro, per il quale Blake Lively e Justin Baldoni hanno scelto di stringere un accordo che, dai contorni riservati, pare abbia definitivamente posto fine a questa lunga e complessa vicenda.

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