Chi era Bibi, la figlia segreta di Freddie Mercury morta a 48 anni

La sua esistenza era emersa appena un anno, quando si era parlato di lei nel libro "Love, Freddie" di Lesley-Ann Jones. Chi era Bibi

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Martina Dessì

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La notizia è arrivata il 15 gennaio, a circa un anno dalla scoperta della sua esistenza: Bibi, la figlia “segreta” di Freddie Mercury, è morta a 48 anni dopo una lunga malattia. Da tempo combatteva infatti contro un cordoma, un raro tumore alla spina dorsale. A darne l’annuncio è stato il compagno Thomas, che ha parlato di una morte serena e di una donna che lascia due figli piccoli, di nove e sette anni. Le sue ceneri, secondo quanto riferito, sono state disperse sulle Alpi.

Chi era Bibi

Il grande pubblico – e non solo quello dei Queen – ha scoperto l’esistenza di Bibi solo di recente. Il suo nome è uscito allo scoperto la scorsa estate con la pubblicazione di Love, Freddie, il libro dell’autrice e biografa Lesley-Ann Jones. Fino ad allora, la sua storia era rimasta appunto segreta, protetta da un silenzio che Freddie Mercury avrebbe voluto sicuramente assoluto. Nel volume, Jones racconta che il frontman dei Queen ebbe una figlia nel 1976, durante una relazione con una donna sposata, e che decise di custodire gelosamente questa verità per tutta la vita.

Per Freddie, però, Bibi sarebbe stata una persona amata. Il loro legame sarebbe rimasto stretto fino alla morte del cantante nel 1991, avvenuta a causa di una polmonite bronchiale legata all’Aids. Secondo quanto riportato nel libro, Mercury la chiamava affettuosamente “il mio trésor” e “la mia piccola ranocchietta”, quindi con una serie di soprannomi che suggerirebbero tenerezza e protezione nei suoi confronti. Alcune canzoni dei Queen, come Bijou e Don’t Try So Hard, sarebbero state scritte pensando a lei, come messaggi in musica affidati al tempo.

I diari di Freddie Mercury

La fonte principale del racconto di Jones sarebbero i 17 volumi di diari che Freddie avrebbe consegnato alla figlia poco prima di morire. Una serie di pagine intime, destinate a lei soltanto, che si sarebbero trasformate nei documenti su cui si fonda il libro. L’autrice ha anche dichiarato di essere in possesso di prove del DNA a sostegno della sua ricostruzione, un dettaglio che ha alimentato nuovi dubbi, che ora come ora non saranno mai chiariti, su una figura rimasta nell’ombra per oltre trent’anni.

La morte di Bibi ha colpito profondamente la stessa Jones, che l’ha ricordata come una donna animata da un intento preciso. Nelle sue parole, non c’era desiderio di notorietà, ma la volontà di rimettere ordine in una verità che, a suo giudizio, per decenni aveva semplificato o distorto la vita di Freddie Mercury. Malata da quattro anni, Bibi avrebbe portato avanti questo progetto mettendo sempre se stessa in secondo piano.

“Sono devastata dalla perdita di questa donna che è diventata una mia cara amica, che era venuta da me con un obiettivo altruistico: mettere da parte tutti coloro che hanno avuto carta bianca con la storia di Freddie per 32 anni, per sfidare le loro bugie e la loro riscrittura della sua vita, e per rivelare la verità. “Alla fine della sua vita, era tutto ciò che contava per lei. È stata molto malata per tutti i 4 anni in cui abbiamo lavorato insieme. Ma aveva una missione. Ha messo se stessa e i suoi bisogni all’ultimo posto”, ha dichiarato l’autrice.

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