Bianca Balti, le foto ad alto impatto che raccontano la lotta contro il cancro: “È dubbio, forza, lutto”

Bianca Balti rompe il silenzio sulla malattia: dalle accuse di paranoia alla rinascita emotiva, il suo racconto cambia lo sguardo sul cancro e regala speranza

Pubblicato:

Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

Bianca Balti è tornata a parlare del cancro che l’ha colpita e contro cui ha combattuto strenuamente: lo ha fatto senza filtri, come ci ha abituati da tempo, lontano dalle passerelle che l’hanno resa celebre. In occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, la top model ha condiviso sui social delle immagini potenti e un racconto intimo che va ben oltre la sua esperienza personale. La sua è una riflessione toccante su quanto spesso le donne vengano fraintese, giudicate o minimizzate quando parlano del proprio corpo e della propria salute. Bianca apre così una finestra su ciò che davvero significa affrontare la malattia, prima, durante e dopo, invitando ad ascoltare di più e guardare oltre le apparenze.

Bianca Balti, lo sfogo su Instagram e le foto che raccontano la lotta al cancro

Bianca Balti ha scelto la Giornata Mondiale contro il cancro per raccontarsi senza filtri attraverso un lungo post sul suo profilo Instagram corredato da immagini potenti. La sua testimonianza intima e profondamente autentica ha toccato migliaia di donne proprio perché priva di retorica.

Tutto è iniziato con la scoperta di essere portatrice della mutazione genetica BRCA1, un fattore di rischio importante per tumori al seno e alle ovaie. Una notizia che Bianca ha affrontato con lucidità e determinazione, scegliendo una mastectomia preventiva: una decisione coraggiosa, razionale, salvavita, eppure accolta da molti con incredulità. “Perché lo fai se non sei malata?” le hanno chiesto, insinuando che fosse esagerata. Alcuni l’hanno definita paranoica, come se ascoltare il proprio corpo e proteggere il proprio futuro fosse un atto di paura e non di consapevolezza.

Prima ancora di questo, Bianca aveva già sentito che qualcosa non andava, ma era stata liquidata come troppo ansiosa e troppo sensibile. Poi la realtà l’ha colpita con violenza di una diagnosi di cancro ovarico al terzo stadio, ma ciò che ha spiazzato chi la circondava è stato il suo atteggiamento: durante le cure, Bianca si è sentita paradossalmente forte, presente, viva come mai prima e l’unica cosa che voleva era essere trattata come una persona normale.

Per questo la top model ha voluto pubblicare un lungo post di denuncia contro i pregiudizi che aleggiano sul cancro scrivendo:

“Quando ho scelto una mastectomia preventiva dopo la diagnosi di BRCA1, mi è stato detto ‘ma perché lo fai se non sei malata?’. Prima del cancro dicevo che sentivo che qualcosa non andava, e mi liquidavano come paranoica. Quando mi hanno diagnosticato il cancro, mi hanno chiesto ‘ma perché non ti sei tolta le ovaie se avevi la mutazione?’. Durante il cancro, le persone provavano compassione per me, ma io mi sentivo più forte che mai e tutto ciò che volevo era sentirmi normale. Quando la chemioterapia è finita e i miei capelli sono ricresciuti, tutti pensavano che stessi bene. Non era così: quello è stato il periodo più difficile. Il cancro non è una linea retta. È dubbio, è essere sminuiti, è senso di colpa, forza, paura, adrenalina, lutto, spesso tutto insieme. Se ti risuona, non sei sola. Il cancro non è una sola storia.È essere messi in dubbio prima, giudicati durante e fraintesi dopo. E se qualcuno che ami lo sta attraversando, ascolta di più e cerca di aggiustare meno”.

Bianca Balti, il coraggio di affrontare i pregiudizi sul cancro

Con il suo racconto dunque Bianca Balti ha ribadito una verità potente: il cancro non è un percorso lineare, non è solo dolore seguito da guarigione, ma è un intreccio di dubbi, forza, senso di colpa, adrenalina, paura, lutto e rinascita, spesso tutti insieme. È essere giudicate prima della malattia, compatite durante e fraintese dopo ed è proprio per questo che il suo messaggio finale risuona così forte: a chi vive questa esperienza dice “non siete sole”, e a chi sta accanto a una persona malata chiede di ascoltare di più e aggiustare meno.

La chemioterapia è stata dura, certo, ma non è lì che ha toccato il fondo emotivo: il momento più difficile per la top è arrivato dopo, quando i capelli sono ricresciuti e il mondo ha iniziato a comportarsi come se tutto fosse passato. All’esterno sembrava di nuovo lei, ma dentro portava cicatrici invisibili e paure silenziose insieme all’eco di ciò che aveva vissuto. È in quel ritorno alla vita di prima che molte sopravvissute al cancro si sentono più sole ed è lì che la voce di Bianca vuole portare una luce di speranza, ricordando che vulnerabilità e forza possono coesistere e che raccontarsi davvero è un gesto di enorme coraggio.

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