Tinto Brass, 7 film cult oltre la censura

Sette tra i più grandi capolavori di Tinto Brass, da guardare senza pregiudizi, per scoprire il lato più sensuale del cinema

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

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Fu uno dei registi più discussi e chiacchierati della storia del cinema italiano. Tinto Brass iniziò tra i grandi, autore di film impegnati e “seriosi”, come li definiva lui. Nei suoi lavori criticava il potere e le ideologie e, proprio allora, si rese conto dell’indissolubile, complesso e sfaccettato, rapporto tra il potere, il denaro e il sesso. Decise di dedicarsi all’erotismo, portandolo sul grande schermo contro ogni tabù. E proprio senza pregiudizi e preconcetti è necessario approcciarsi oggi ai suoi capolavori, di cui almeno 7 sono davvero imperdibili.

Io, Caligola, il kolossal sequestrato

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La messalina di Io, Caligola

Forse Tinto Brass non sarebbe d’accordo perché, infine, Io, Caligola lo disconobbe. Forti contrasti con la produzione portarono all’estromissione del regista dal mondo finale – e il tutto si trasformò in una lunga battaglia legale. Io, Caligola, prodotto da Bob Guccione fondatore della rivista Penthouse, era un kolossal, ma della storia raccontava soprattutto le perversioni. Le scene di sesso erano così violente da far sì che il film venisse sequestrato. E proprio per questo è un vero cult.

La chiave, i segreti di un matrimonio

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Stefania Sandrelli è la più famosa delle muse di Brass

Arriviamo al 1983, l’anno che segna una svolta nella carriera di Tinto Brass. La chiave, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Jun’ichirō Tanizaki, è il titolo che trasforma il regista in un maestro. La protagonista è Teresa, interpretata da un’indimenticabile Stefania Sandrelli, giovane moglie che, dopo aver scoperto il diario in cui il marito scrive le sue fantasie più segrete, inizia a fare lo stesso.

Salon Kitty, l’approdo di Brass all’eros

Per conoscere davvero il cinema di Tinto Brass bisogna partire dagli inizi, da Salon Kitty, il primo film erotico del regista, datato 1976. Ambientato nella Berlino del 1939, racconta delle prostitute di un bordello di lusso frequentato da generali nazisti, tutte addestrate come spie e impegnate a raccogliere preziose informazioni da passare agli alleati.

Paprika, nostalgia di un tempo che fu

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La giovanissima Debora Caprioglio

Segnò il successo dell’allora giovanissimo Debora Caprioglio Paprika, del 1991. Qui Brass utilizza l’erotismo per affrontare un tema scomodo: la legge Merlin del 1958, che rese illegali le case chiuse. Come Salon Kitty, anche Paprika è ambientato in un bordello, ma stavolta siamo in Italia, nel 1957. Il mondo della prosituzione è mostrato attraverso gli occhi della giovane Mimma, che scopre la possibilità di vivere un piacere senza regole.

Così fan tutte, ispirato a Mozart

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Claudia Koll è Diana in Così fan tutte

Riprende il titolo di uno dei più famosi libretti di Mozart Così fan tutte, che debuttò al cinema nel 1992. Protagonista è una delle più famose delle muse di Tinto Brass, Claudia Koll. L’attrice oggi redenta interpreta Diana che, spinta dalla noia, intraprende una variegata serie di avventure extraconiugali. Una donna che sceglieva di tradire e si divertiva anche: le critiche furono spietate, ma gli spettatori altrettanto numerosi.

Monella, la più giovane delle muse

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La famosa scena in bicicletta di Monella

Anna Ammirati, 18enne all’epoca delle riprese, fu la più giovane delle attrici di Tinto Brass. In Monella era Lola che, sfidando le convenzioni dell’Italia degli Anni ’50, non aveva intenzione di arrivare vergine al matrimonio. Il sesso come spinta d’azione in una protagonista così giovane non mancò di attirare critiche e dissensi, ma Monella resta uno dei titoli più visti del regista.

Col cuore in gola, il thriller

Infine, un titolo non erotico. È un thriller Col cuore in gola, il film del 1967 tratto dal romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati. Racconta di un attore innamoratosi perdutamente della bella e misteriosa Jane, conosciuta dopo aver assistito alla morte di un uomo. Il protagonista cerca di proteggere l’amata, ma si trova infine a scoprirne la vera, crudele, identità. Il titolo è stato da poco restaurato e presentato all’83esimo Festival del Cinema di Venezia.

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