Quarto Grado, il cd mai trovato di Chiara Poggi e la verità di Loris Bianchi: cosa è successo

A Quarto Grado il 10 luglio i video intimi di Chiara Poggi, lo scontrino e le scarpe di Andrea Sempio, e il caso Paganelli con Loris Bianchi in studio

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

Uno scontrino di un parcheggio, un cd sparito, un paio di scarpe. Visti da fuori sembrano il contenuto di un cassetto delle cianfrusaglie, ma dentro un’indagine per omicidio diventano i dettagli attorno a cui ruota tutto. La puntata di Quarto Grado di venerdì 10 luglio 2026 è stata costruita proprio così, per oggetti: Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, come sempre su Rete 4, hanno dedicato ampio spazio al delitto di Garlasco, per poi passare al caso di Pierina Paganelli, tornato ufficialmente un mistero dopo l’assoluzione in primo grado di Louis Dassilva. Ospite in studio Loris Bianchi, fratello di Manuela, con il parterre composto tra gli altri da Carmelo Abbate, Grazia Longo, Candida Morvillo e Massimo Picozzi.

Il giallo dei video intimi e del cd mai trovato

Il capitolo Garlasco si è aperto dal filone più delicato della nuova inchiesta: i video intimi tra Chiara Poggi e Alberto Stasi. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, ripercorsa dal programma, dietro quei contenuti potrebbe celarsi il movente dell’omicidio. A rendere il quadro ancora più scivoloso, un cd che non è mai stato trovato: un supporto fantasma su cui in studio ci si è interrogati a lungo, tra chi lo considera una pista concreta e chi l’ennesimo dettaglio destinato a restare sospeso.

Nel corso della serata si è tornati anche sulla domanda che accompagna il caso da quasi vent’anni: il Dna attribuito ad Andrea Sempio è una traccia da difesa o il frutto di una contaminazione durante i rilievi? E ancora, un interrogativo riemerso dagli atti: nelle prime fasi Stasi avrebbe parlato di un possibile incidente domestico? Una ricostruzione rimasta al livello delle ipotesi, discussa in studio tra posizioni divergenti.

Lo scontrino, le scarpe taglia 44 e il pompiere

Immancabile il ritorno sullo scontrino di Vigevano, il tormentone di questa fase dell’inchiesta. La trasmissione ha analizzato le intercettazioni che dovrebbero chiarire chi lo avrebbe materialmente preso e chi lo avrebbe fatto, prima della consegna agli inquirenti: un passaggio che, dopo la “terza versione” evocata la settimana scorsa, continua a generare più domande che risposte.

Sul tavolo anche il giallo delle scarpe: Sempio, unico indagato del nuovo filone della Procura di Pavia, ha sempre portato la taglia 44? Un quesito solo in apparenza banale, legato al confronto tecnico sulle impronte repertate nella villetta. Infine una figura nuova nel racconto televisivo del caso: un pompiere amico di Daniela Ferrari, la madre di Sempio, al centro di uno degli approfondimenti della serata.

Pierina Paganelli, l’identikit dell’assassino

La seconda parte della puntata si è spostata a Rimini, in via del Ciclamino. Pierina Paganelli, 78 anni, è stata uccisa con 29 coltellate il 3 ottobre 2023 e oggi, dopo l’assoluzione di Louis Dassilva, il suo omicidio non ha un colpevole. La trasmissione ha provato a tracciare l’identikit dell’assassino, mettendo in fila ciò che si sa (poco) e ciò che si ipotizza (molto), a partire dalla scena del delitto e dagli orari di quella sera.

La verità di Loris Bianchi in studio

A dare corpo al racconto è stato Loris Bianchi, mai indagato nella vicenda, che in studio ha offerto la sua verità. Il fratello di Manuela ha raccontato anche il rapporto non sempre semplice della famiglia con la vittima: “Pierina diceva che ci mancava qualche rotella”, ha ricordato, restituendo l’immagine di una convivenza fatta di attriti quotidiani più che di grandi scontri.

Nel corso della serata è stato mostrato anche un confronto tra Valeria, sorella di Loris e Manuela, e Louis Dassilva, riassunto dalla frase rivolta all’ex imputato: “Ti hanno tirato in mezzo”. Parole che fotografano il clima attorno a un caso che si prepara al processo d’appello, con la difesa già al lavoro per confermare l’assoluzione e una famiglia che, davanti alle telecamere, continua a dividersi tra versioni e sospetti.

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