Occhi di gatto, il testo della storica sigla a Sanremo 2026 grazie a Bambole di Pezza e Cristina D’Avena

Chitarre distorte e sogni d'infanzia si incontrano sul palco di Sanremo 2026 grazie alle Bambole di Pezza, che hanno scelto Cristina d'Avena per la serata delle cover

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Nicoletta Fersini

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C’è qualcosa di magico quando il passato incontra il presente, soprattutto se a farlo sono una donna che ha “cresciuto” intere generazioni di bambini e ragazzi e un gruppo di donne capace di travolgere con la propria energia, ma soprattutto con le proprie parole. Se poi tutto ciò accade al Festival di Sanremo, la faccenda si fa ancor più carica di significato.

Non si discute: saremo sempre grati e grate alle Bambole di Pezza per aver portato sul palco dell’Ariston la mitica Cristina D’Avena sulle note di Occhi di gatto, una delle sue sigle più celebri e amate di sempre. Non una semplice operazione-nostalgia, ma un vero e proprio manifesto di sorellanza (che, di questi tempi, male non fa).

Occhi di gatto, un manifesto di sorellanza in salsa punk-rock

Il mix tra il punk-rock graffiante della band milanese e la voce rassicurante di Cristina D’Avena è perfetto per creare quella che le Bambole di Pezza hanno definito una versione “bambolizzata”, appunto. Chitarre distorte e sogni d’infanzia si incontrano, per ballare (e farsi venire una lacrimuccia) al ritmo di una delle sigle dei cartoni animati più iconiche di sempre.

Per la prima rock band interamente al femminile a competere tra i Big di Sanremo, questo duetto rappresenta il coronamento di anni di gavetta. Il brano, scritto originariamente da Alessandra Valeri Manera, racconta le avventure di tre sorelle complici e coraggiose, storia che calza a pennello per Cleo, Morgana, Dani, Xina e Kaj (questi i nomi delle Bambole), che sul palco del Teatro Ariston hanno voluto sfoggiare il proprio talento, ma soprattutto lanciare un messaggio politico e sociale.

Martina “Cleo” Ungarelli, voce delle Bambole di Pezza, ha spiegato così la scelta: “Per noi Occhi di gatto è il ricordo dell’infanzia che unisce tutti, ma portarlo all’Ariston in versione rock è un atto super punk, un modo per dire che le donne possono essere tutto“.

Per rinfrescarci la memoria, ecco il celebre ritornello:

Oh-oh-oh occhi di gatto
Oh-oh-oh occhi di gatto
È questo il nome del trio compatto
Son tre sorelle che han fatto un patto

Oh-oh-oh occhi di gatto
Oh-oh-oh occhi di gatto
Ecco han colpito là, di soppiatto
Fuggendo poi con un agile scatto
Occhi di gatto un altro colpo è stato fatto

La mitica Cristina D’Avena a Sanremo

Cristina D’Avena non ha bisogno di presentazioni. Con oltre 750 sigle e una carriera iniziata piccolissima, tra le fila dello Zecchino d’Oro, per tutti e tutte è come una di famiglia. Eppure, nonostante il successo planetario, l’artista non smette di mettersi in gioco con la curiosità di una debuttante e il Festival di Sanremo 2026, in tal senso, è l’ennesima occasione per regalarci un ricordo indimenticabile.

Tornare a Sanremo mi fa battere il cuore ogni volta – ha confessato -. Quest’anno lo faccio con le Bambole di Pezza, artiste potenti con un’energia che mi ha travolta. Sarà un incontro di mondi”. Intesa e fiducia assolutamente ricambiate: “Cristina è meravigliosa, si è dimostrata una sorella con una forte idea di sostegno alle donne”, ha ribadito la band.

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