La Volta Buona, le pagelle del 23 marzo: Don Backy nostalgico (5), Paolo Turchi iconico (8)

Nella puntata del 23 marzo de "La Volta Buona", Caterina Balivo e i suoi ospiti hanno commentato il ritorno di "Canzonissima"

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Anna Verrillo

Giornalista e Lifestyle Editor

Sangue campano e cuore a stelle e strisce. Scrive di cultura e spettacolo con frequenti incursioni nella cronaca rosa perché da brava gemelli non ama prendersi troppo sul serio.

Appuntamento ridotto per La Volta Buona: per lasciare spazio allo speciale sul Referendum Costituzionale, il 23 marzo lo show condotto da Caterina Balivo è andatto in onda in versione sensibilmente più breve. Nonostante ciò, la conduttrice campana e i suoi ospiti hanno passato in rassegna i momenti salienti di Canzonissima, lo show cult degli Anni ’60 tornato in Rai con la conduzione di Milly Carlucci.

La nostalgia di Don Backy. Voto 5.

Canzonissimaprogramma molto popolare negli Anni ’60, è tornato in prima serata Rai lo scorso sabato. Un appuntamento importante, che Caterina Balivo ha commentato in compagnia di alcuni ospiti nella puntata odierna de La Volta Buona. Tra le esibizioni più applaudite, c’è quella di Fausto Leali sulle note di Pregherò: a tesserne le lodi, è stato Don Backy, autore del testo del brano.

“Io e Fausto siamo amici di lunga data, ma non è per questo che lo apprezzo. Lui è una delle tre migliori voci che abbiamo per intonazione e capacità vocale”. Decisamente più critiche le sue posizioni sul panorama attuale: “I giovani? Non li seguo. Canzonissima? Non l’ho vista. Conosco chi cantava la versione originale dei brani, e andare a riascoltare le versioni fatte da altri non mi piace. Io cerco sempre di imparare qualcosa quando ascolto delle canzoni. Oggi non c’è niente da imparare nelle canzoni che sento”. Una posizione disfattista che non rende giustizia ad artisti moderni che non hanno nulla da invidiare a chi li ha preceduti.

Le opinioni negative di Backy non hanno risparmiato nemmeno la regia dello show: “Le regie del programma nelle vecchie edizioni erano di Antonello Falqui, non è che fosse uno improvvisato”. Parole che hanno leggermente indispettito anche la padrona di casa: “Beh ma oggi non c’è nessuno improvvisato”. “Non sto criticando quelli di oggi, sto esaltando quelli di ieri” si corregge lui.

Il ritorno dei Jalisse. Voto 7.

Lo show di Milly Carlucci ha visto anche il ritorno in scena dei Jalisse: i vincitori di Sanremo 1997 avevano provato per ben 29 volte consecutive a tornare all’Ariston con scarsi risultati. “Sono molto contenta per loro. Alessandra ha una voce meravigliosa, con un’estensione pazzesca”, ha spiegato Annalisa Minetti.

Dello stesso parere, anche Rossella Erra: “Anche io sono contenta. Milly ha riportato i Jalisse dove devono essere: sul palco”.

La nascita del Tuca Tuca. Voto 9.

Proprio sul palco di Canzonissima nacque nel 1971 il celebre Tuca Tuca. A raccontare la genesi di quel ballo, è stato nel salotto de La Volta Buona Enzo Paolo Turchi. Il coreografo partenopeo fu il primo a proporlo in coppia con Raffaella Carrà in Rai: “L’idea del Tuca Tuca fu di Boncompagni. Eravamo a cena e lui chiese di fare un balletto semplice che tutti potessero imitare”.

Il giorno delle prove, tuttavia, la reazione del Direttore della Rai non fu particolarmente entusiasta: “Scese da noi dicendo che era una cosa oscena. Gianni lo convinse a lasciarci ballare, anche se in una posizione di profilo rispetto alla camera”, ha spiegato Turchi. A segnare un punto di svolta fu la richiesta di un grandissimo divo del tempo: Alberto Sordi.

“Fu invitato a partecipare alla terza puntata, ma disse che sarebbe venuto solo se avrebbe potuto prendere il mio posto nel balletto. Da quel momento, il Tuca Tuca divenne un successo. Ringrazierò Sordi per sempre”. E noi ci uniamo a lui.

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