Franco Battiato, cinque anni senza il maestro: lo speciale RaiPlay per ricordarlo

A cinque anni dalla morte di Franco Battiato, RaiPlay riapre gli archivi e restituisce al pubblico il ritratto di un artista fuori da ogni definizione

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Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

Sono passati cinque anni dalla scomparsa di Franco Battiato, ma parlare di lui al passato continua a sembrare quasi impossibile. Il cantautore siciliano, morto il 18 maggio 2021 nella sua casa di Milo, alle pendici dell’Etna, resta una presenza viva nella musica italiana: nelle cover dei colleghi, nei ricordi di chi lo ha conosciuto, nelle frasi che ancora oggi tornano sui social e probabilmente non se ne andranno mai nel dimenticatoio. E come potrebbero. Per ricordarlo, Rai Teche ha scelto di riportare su RaiPlay alcuni materiali preziosi, riuniti nello speciale Battiato – orizzonti ritrovati.

Franco Battiato, lo speciale su RaiPlay

Il nuovo omaggio disponibile su RaiPlay, Battiato – orizzonti ritrovati, non è soltanto una raccolta d’archivio, ma un percorso dentro l’universo di Franco Battiato che mette insieme dialoghi, apparizioni televisive e interpretazioni d’epoca per raccontare l’artista nella sua dimensione più profonda: quella di un uomo curioso, libero, mai davvero incasellabile.

Nelle interviste tratte da programmi come Sottovoce e Storie emerge il Battiato più riflessivo, quello che guardava alla vita e alla morte senza retorica, con una visione spesso illuminata. Di certo illuminante. Rai Teche lo presenta come un artista capace di unire “misticismo orientale e sapienza occidentale”, sempre in una ricerca personale e aconfessionale. Il centro di tutto, ancora una volta, resta Milo: quel luogo silenzioso sull’Etna che per lui non era solo casa, ma quasi un osservatorio dell’anima.

I concerti e le esibizioni iconiche

Lo speciale offre anche un viaggio nella stagione più iconica della sua musica. Sono disponibili due concerti legati ai tour Patriots, del 1981, e La voce del padrone, del 1982, anni fondamentali per capire il modo in cui il Maestro riuscì a portare la sperimentazione dentro il pop senza far perdere profondità né a un genere né all’altro.

Accanto ai live tornano anche le esibizioni a Discoring, con brani diventati patrimonio collettivo come Up patriots to arms, L’era del cinghiale bianco e Bandiera bianca. Canzoni che molti hanno ballato, cantato, citato, magari senza coglierne subito tutti i riferimenti. Ed è proprio lì che stava il suo incanto: far convivere leggerezza e complessità, ironia e visione, melodia e riflessione.

Non mancano poi materiali più rari, come l’augurio di fine anno al pubblico televisivo con Prospettiva Nevsky, eseguita nel programma Prisma. Piccoli frammenti che oggi sembrano quasi finestre aperte su un modo diverso di stare in scena, elegante, spiazzante e mai compiaciuto.

Gli altri omaggi a Franco Battiato

Su RaiPlay è disponibile anche Franco Battiato – Il lungo viaggio, il film di Renato De Maria con Dario Aita, da poco passato in tv, che rende omaggio in modo delicato ma molto preciso alla vita del cantautore siciliano. Non solo, si è conclusa qualche settimana fa anche la mostra a lui dedicata esposta al Museo MAXXI di Roma e sono molti in questi giorni gli artisti e colleghi che spendono parole su colui che ha aperto la strada a un modo tutto nuovo di fare musica. E di essere artista.

Perché Franco Battiato non è stato solo un cantautore, né soltanto un compositore, regista o pittore. È stato un artista capace di spostare più in là il confine della canzone italiana, portando dentro il pop parole, immagini e domande che sembravano appartenere ad altri mondi.

Forse è per questo che, cinque anni dopo, il suo nome continua a tornare. Nelle cover, negli omaggi, nelle mostre, negli archivi riaperti e in chi scopre oggi per la prima volta La voce del padrone o Centro di gravità permanente, o magari i suoi dischi più sperimentali come Fetus. Battiato resta lì, difficile da definire e impossibile da archiviare. E da dimenticare.

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