Il dramma di Emma Marrone, di cosa parla Il Ritorno e dove vedere il film

Dall'11 luglio arriva su RaiPlay Il ritorno, il film che vede Emma Marrone protagonista in un dramma intenso: la trama completa

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Per chi non ha avuto l’occasione di vedere Emma Marrone protagonista di un film, lontana dal palcoscenico, è arrivata l’ora di rifarsi con Il Ritorno, il film drammatico che arriva dall’11 luglio 2026 sulla piattaforma streaming RaiPlay. La pellicola firmata da Stefano Chiantini ha segnato il primo ruolo da protagonista assoluta per la cantante, dopo il debutto sul set voluto a suo tempo da Gabriele Muccino.

Dove vedere Il Ritorno e il debutto da protagonista di Emma

Il Ritorno approda in streaming su RaiPlay, dove è disponibile in esclusiva a partire dall’11 luglio 2026. Un’occasione preziosa, considerando che si tratta di un lavoro intenso, con un percorso alle spalle: presentato nell’autunno del 2022 nell’ambito di Alice nella Città, la sezione parallela dedicata al cinema giovane all’interno della grande kermesse capitolina, il film è poi arrivato nelle sale poco prima di Natale dello stesso anno. Girato tra le atmosfere del litorale laziale, tra Latina e Fiumicino, porta la firma dello stesso Chiantini, autore tanto della regia quanto della sceneggiatura.

Per Emma Marrone, questa esperienza ha rappresentato un salto importante. Se in passato si era già affacciata al mondo della recitazione, la narrazione di questa pellicola l’ha vista protagonista. Una prova coraggiosa, che l’ha portata lontanissima dalla comfort zone della musica e l’ha costretta a mettersi a nudo in un modo del tutto nuovo, chiamata a comunicare attraverso le pieghe di un volto e i movimenti di un corpo affaticato dalla vita.

La trama e la scelta del silenzio

Di cosa parla, esattamente, Il Ritorno? Teresa vive nel Lazio, in una periferia dove ogni giornata sembra consumarsi tra conti da far quadrare, lavori che mancano e responsabilità lasciate quasi tutte sulle sue spalle. Accanto a lei ci sono Pietro, compagno instabile e poco presente, e il piccolo Antonio, il figlio che Teresa cerca di proteggere anche quando tutto intorno comincia a cedere.

L’equilibrio, già fragile, si spezza quando la situazione precipita. Quando finalmente esce dal carcere, dopo dieci lunghi anni, ad attenderla ci sono ancora Pietro e Antonio, insieme a tutto ciò che aveva lasciato in sospeso. Il ritorno a casa, però, è tutt’altro che una liberazione. Ed è proprio qui che si concentra lo sguardo del regista, interessato a scandagliare cosa accade nell’animo di chi rientra dopo una separazione tanto lunga. “Il ritorno a casa di una madre dopo una lunga assenza diventa il racconto di un viaggio che dovrebbe colmare il vuoto creato da quel distacco forzato ma che finisce invece per amplificarlo”, ha raccontato Chiantini, spiegando di aver voluto sondare le fratture emotive della protagonista e di chi le vive accanto.

“Mi interessava analizzare le dinamiche psicologiche ed emotive di una persona che torna dopo una lunga separazione e misurarmi con il suo animo e con quello di chi le sta accanto. Ho scelto di raccontare tutto questo attraverso le atmosfere e il corpo, eliminando quasi completamente il dialogo dalla scena. Il silenzio e il non detto si caricano così dell’impotenza della protagonista, mentre il volto e il corpo dell’attrice diventano gli strumenti attraverso cui emergono emozioni e pulsioni interiori”.

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