Carlo Acutis, il film sul giovane santo arriva in tv e al cinema: ecco quando

Dalla prima serata di Canale 5 al grande schermo, la figura di Carlo Acutis sarà al centro di due nuovi racconti in uscita tra settembre e ottobre

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

A vent’anni dalla scomparsa, la storia di Carlo Acutis arriva sullo schermo con due progetti molto diversi tra loro, ma legati dallo stesso filo. Da una parte c’è una fiction (Il mio nome è Carlo) pensata per la prima serata televisiva, dall’altra un documentario (Carlo Acutis. Il giovane santo) che punta sulle testimonianze e sui materiali privati legati al giovane diventato santo nel 2025.

Due modi per avvicinarsi a una figura che continua a incuriosire credenti e non solo, soprattutto per il rapporto molto particolare che aveva con il mondo digitale.

Carlo Acutis in tv, cosa vedremo nel film di Canale 5

Domenica 27 settembre Canale 5 trasmetterà Il mio nome è Carlo, la fiction diretta da Giacomo Campiotti, che sceglie di raccontare Carlo Acutis partendo dalla sua crescita e dai passaggi che hanno costruito la sua personalità. A interpretarlo negli anni dell’adolescenza è Samuele Carrino, mentre Lucia Mascino presta il volto alla madre Antonia Salzano Acutis.

Il racconto segue il giovane santo in diverse fasi della sua infanzia e adolescenza, fino agli ultimi mesi della sua vita. Sullo sfondo ci sono anche due luoghi fondamentali: Milano, la città della quotidianità e della famiglia, e Assisi, diventata nel tempo uno dei punti di riferimento per chi vuole conoscere la sua storia.

Tra gli aspetti più attuali c’è sicuramente il suo rapporto con la tecnologia. La madre ha ricordato come Carlo Acutis, pur essendo appassionato di informatica, avesse imparato molto presto a darsi delle regole. Anche con i videogiochi, ad esempio, preferiva non esagerare e ridurre al minimo il tempo trascorso davanti allo schermo.

Una scelta che oggi suona quasi controcorrente, almeno stando ai luoghi comuni sui giovani. In un’epoca in cui smartphone, social e piattaforme occupano una parte importante delle giornate dei ragazzi e ragazzini, il suo modo di vivere il digitale è uno degli elementi che continuano a far parlare di lui anche dopo la canonizzazione.

Il documentario porta al cinema immagini e ricordi privati

Il 21 ottobre sarà invece il momento di Carlo Acutis. Il giovane santo, diretto da Luca Salmaso. Qui il taglio sarà meno narrativo e più intimo: al centro ci saranno racconti personali, ricordi e materiali capaci di restituire un ritratto più vicino alla vita quotidiana del ragazzo.

Il pubblico potrà vedere contenuti provenienti dall’archivio familiare e immagini legate alla cerimonia della canonizzazione, celebrata il 7 settembre 2025 in Vaticano. A parlare saranno anche alcune delle persone che hanno attraversato la sua vita: familiari, amici, insegnanti e chi gli è stato vicino durante la malattia.

Nel documentario troverà spazio anche Valeria Vargas Valverde, la giovane costaricana legata a uno dei casi riconosciuti dalla Chiesa nel percorso verso la santità di Acutis. Il film inaugurerà inoltre il nuovo progetto cinematografico I misteri della fede, pensato per affrontare sul grande schermo temi legati alla spiritualità e alle domande più profonde dell’esistenza.

Le parole della madre Antonia

Durante la presentazione dei due titoli al cinema Ariosto di Milano, Antonia Salzano Acutis ha parlato anche delle polemiche nate attorno alla canonizzazione del figlio. Ha respinto le accuse rivolte alla famiglia e ribadito che il percorso ecclesiastico si è basato su due miracoli riconosciuti ufficialmente, sottolineando che “i miracoli non si comprano, non si compra il toccare il cuore, perché può farlo solo Gesù”.

Tra tv e cinema, quindi, l’autunno offre due occasioni diverse per scoprire il primo santo dell’era digitale, Carlo Acutis: una attraverso il linguaggio della fiction, l’altra affidandosi alle voci di chi lo ha conosciuto davvero.

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