Arisa come Laura Pausini, l’inno d’Italia alla chiusura delle Paralimpiadi 2026 dopo le polemiche

La cantante è stata una visione alla cerimonia di chiusura delle Pralimpiadi 2026: il paragone con Laura Pausini dopo l'inno d'Italia

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Giorgia Prina

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La cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi 2026 è un rito imperdibile per gli amanti dello sport (e anche dello spettacolo). Dallo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo gli atleti che si sono sfidati nella scorsa settimana hanno salutato il pubblico che li ha seguiti con tanta passione e ammirazione, ricordandoci che è l’attività sportiva con i suoi successi e le sue difficoltà a rappresentare un ampio e sentito rito collettivo. Momento commovente e altissimo è stato il canto dell’inno d’Italia, interpretato da Arisa dopo le polemiche rivolte alla versione di Laura Pausini in apertura delle Olimpiadi di Cortina 2026.

Arisa canta l’inno d’Italia alla cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi

Fresca fresca di un Sanremo 2026 strepitoso, Arisa si è presentata allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo per un momento solenne ed atteso. La cantante ha infatti interpretato l’inno d’Italia, interpretandolo a suo modo e senza nascondere tutta la sua emozione. “La forza vera non è quella dei muscoli, ma quella di chi sceglie, ogni mattina, di non arrendersi“, ha commentato su Instagram, “Grazie atleti. Siete la risposta e tutte le scese che ci inventiamo”. Un chiaro riferimento il suo all’estrema forza fisica e mentale che gli atleti paralimpici hanno dimostrato durante i Giochi.

Un vero record quello segnato dagli atleti e dalle atleti in questa edizione: 16 splendide medaglie, il numero più alto mai ottenuto ai Giochi Paralimpici dall’Italia. Arisa si è presentata sul palco sapendo di dover rendere onore a tutti e tutte coloro che hanno gareggiato, mettendo tutto in discussione. Un’interpretazione pulita la sua, ritmata nell’arrangiamento, sostenuta nella voce. A completare lo splendido insieme il look d’eccezione curato nei minimi dettagli da Rebecca Baglini, stylist dell’artista.

Un abito custom creato per lei da Maison Margiela nel caratteristico bianco ha accompagnato la sua performance, evidenziandone con finezza quasi teatrale la figura. Le linee semplici, essenziali ed eleganti hanno svolto al meglio la propria missione: accompagnare il canto della ragazza, consegnandoci un’esibizione da ricordare.

L’esibizione dopo la polemica contro Laura Pausini

Durante la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 anche Laura Pausini aveva cantato l’Inno di Mameli. In molti però non hanno gradito l’interpretazione  giudicata “troppo personale” della cantante, scagliandosi contro di lei e la sua interpretazione, impreziosita (o appesantita secondo alcuni) dai caratteristici mielismi dell’artista.

In sua difesa sono intervenuti alcuni grandi nomi della musica internazionale, da Céline Dion e Vasco Rossi. A loro si è unita anche Arisa, il cui nome è entrato nella polemica perché anche lei ha cantato in più di un’occasione l’inno italiano. “Non so se vi è capitato di assistere all’inno nazionale fatto da Beyoncé o l’inno nazionale fatto da Whitney Houston o fatto da Lady Gaga”, ha affermato, “Anche quelli sono stati inni personalizzati. Non possiamo pensare a Laura Pausini come un’artista solamente italiana. Lei è una grande artista internazionale, quindi le si può concedere di fare le cose a modo suo”.

La cantante ha poi aggiunto che le sue esecuzioni dell’inno invece sono state più classiche: “Io sono molto elementare nel mio modo di cantare, non ho altra scelta se non rispettare le canzoni per quello che sono originalmente. Perché io quello che ha fatto Laura Pausini, visto che stiamo parlando di lei, non l’avrei saputo fare. Lei è un’artista che ha una vocalità incredibile, che ha girato il mondo, che ha espresso la sua grandezza attraverso un canto, un’interpretazione dell’inno unica”.

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