Simona Izzo e la sindrome di Sjögren, i sintomi ambigui, la diagnosi e la convivenza con la malattia autoimmune

L’attrice, produttrice e moglie di Ricky Tognazzi ripercorre il percorso medico degli ultimi mesi, quando ha temuto anche di morire per una malattia “femminile”

4 min di lettura

Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

I primi sintomi sono stati esclusivamente dermatologici e Simona Izzo li ha sottovalutati, almeno fino a quando non ha iniziato a sentirsi debole, accusando una forte astenia, astenia problemi agli occhi: “Stavo così male che ho pensato di morire. Mi sono detta, ed eravamo in estate: non arrivo a ottobre”, ha rivelato davanti alle telecamere di Storie al bivio week end, in onda su Rai2. Dopo aver effettuato esami e accertamenti, ma soprattutto dopo essersi affidata a un immunologo, definito da lei stessa molto caparbio, ha ricevuto una diagnosi chiara: l’attrice produttrice soffre della sindrome di Sjögren, una malattia autoimmune dalla quale non si può guarire, ma con la quale si impara a convivere.

Il racconto della malattia di Simona Izzo

“È cominciato tutto con una banale dermatite, che però non passava – ha spiegato Simona Izzo – In poco tempo avevo problemi agli occhi, astenia e stavo così male che ho pensato di morire. Mi sono detta, ed eravamo in estate: non arrivo a ottobre. Poi la svolta, dopo un consulto con uno specialista: “Un immunologo bravissimo è riuscito a capire che si trattava della sindrome di Sjögren, malattia autoimmune non mortale, con cui si convive e ci si fa pace – ha proseguito Izzo, chiarendo anche l’importanza del supporto del marito: “Ho avuto vicino Ricky. Quando ero giù di morale mio marito faceva di tutto per farmi riprendere. Ha provato a cucinare di tutto, perfino panna e champagne”.

Simona Izzo e l’appello alle donne

Simona Izzo, dunque, ha voluto condividere le tappe fondamentali del suo percorso diagnostico, anche per essere a sua volta di aiuto ad altre donne: “Lo faccio perché ci sono molte donne in questa situazione. Molte accusano sintomi difficili da sintetizzare e vengono considerate malate immaginarie, mentre soffrono tantissimo. Ho scelto di metterci la faccia proprio per mandare un messaggio a loro. Ho sempre detto tutto al mio pubblico, il lifting, le operazioni alle gambe e tutto il resto. È una questione di trasparenza”.

Una malattia che colpisce soprattutto le donne

La patologia diagnosticata a Izzo, infatti, colpisce soprattutto la popolazione femminile, come confermano i dati: il 90% dei pazienti è donna e ha un’età compresa tra i 40 e i 50 anni, arrivando anche a diagnosi intorno ai 60 anni. “La sindrome di Sjögren è più comune nelle donne di mezza età. In alcune persone è accompagnata anche ad altri disturbi autoimmuni come artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, sclerosi sistemica, malattia mista del tessuto connettivo, tiroide di Hashimoto, cirrosi biliare primitiva ed epatite cronica autoimmune”, specifica il Manuale MSD, punto di riferimento in ambito medico-sanitario. “Nella sindrome di Sjögren, i globuli bianchi attaccano e danneggiano le ghiandole che secernono i liquidi, come le ghiandole salivari nella bocca e le ghiandole lacrimali negli occhi, causando secchezza della bocca e degli occhi. Possono diventare secche anche la pelle e altre superfici umide dell’organismo (mucose), per esempio nel naso, nella gola, nel tratto digerente, nella laringe, nella trachea, nelle vie aree dei polmoni, nella vulva e nella vagina”, si legge ancora sul Manuale.

Perché colpisce le donne

Il motivo per cui interessa prevalentemente le donne “è legato a una combinazione di fattori genetici, immunologici e ormonali. Gli estrogeni e gli altri ormoni sessuali, per esempio, influenzano il funzionamento del sistema immunitario e possono contribuire alle differenze tra uomini e donne nella predisposizione alle malattie autoimmuni – sottolinea Proietti – I cambiamenti ormonali, inoltre, che accompagnano la perimenopausa e la menopausa possono accentuare la secchezza delle mucose e della pelle, rendendo alcuni sintomi più evidenti. È importante, però, sottolineare che la menopausa non è di per sé la causa della sindrome di Sjögren e che i meccanismi responsabili della maggiore prevalenza femminile non sono ancora completamente chiariti”.

La malattia nella forma dermatologica

Quando le manifestazioni sono prevalentemente dermatologiche “Il sintomo cutaneo più frequente è la xerosi, cioè una secchezza della pelle particolarmente accentuata, che può accompagnarsi a desquamazione, prurito, sensazione di pelle che tira e maggiore sensibilità agli agenti esterni”, spiega Ilaria Proietti, dermatologa presso l’UOC di Dermatologia dell’Universitaria La Sapienza, di Roma e della SIDeMaST società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. “In alcune pazienti possono comparire arrossamenti, irritazioni e manifestazioni simili a quelle dell’eczema», sottolinea la dermatologa, che elenca anche segnali da non sottovalutare: «Un segno meno comune, ma clinicamente importante, è la porpora, caratterizzata dalla comparsa di piccole macchie rosse o violacee, soprattutto agli arti inferiori. In alcuni casi può essere espressione di una vasculite, ossia un’infiammazione dei piccoli vasi sanguigni. Possono manifestarsi, inoltre, il fenomeno di Raynaud, con dita che diventano bianche o bluastre in risposta al freddo; o secchezza delle mucose, compresa quella genitale, con possibili ripercussioni sul benessere e sulla qualità della vita”, aggiunge l’esperta.

Una sola malattia, ma con sintomi molto diversificati

La difficoltà della diagnosi della patologia, dunque, è legata alla possibilità che possa manifestarsi sotto forme differenti e con un ventaglio di sintomi molto ampio, non sempre tutti presenti: Uno degli aspetti più insidiosi della sindrome di Sjögren è il fatto che le manifestazioni cutanee possono essere poco specifiche o confondibili con altre quelle di altre malattie: per esempio, “La secchezza intensa, ad esempio, può essere scambiata per una semplice disidratazione cutanea, una dermatite atopica o una dermatite da contatto. Anche il prurito e gli arrossamenti possono ricordare comuni forme eczematose. Le manifestazioni vascolari, invece, possono essere confuse con altre forme di porpora o vasculite cutanea. È importante ricordare che la sindrome di Sjögren può associarsi ad altre malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso e l’artrite reumatoide”, chiarisce la dermatologa”.

Come individuare e curare la sindrome

Per poter arrivare a individuare con precisione la patologia, dunque, può essere fondamentale associare manifestazioni di carattere differente, come la “secchezza cutanea persistente, secchezza oculare e secchezza della bocca, soprattutto quando si accompagnano a stanchezza importante, dolori articolari o altri sintomi sistemici”, per cui può essere indicata la collaborazione con altri specialisti come il reumatologo, l’oculista o l’otorinolaringoiatra, nel caso del coinvolgimento delle ghiandole parotidi.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963