Olimpiadi Milano-Cortina, epidemia di norovirus. Hockey femminile finlandese ko. Sintomi e cure

Si tratta della causa principale delle gastroenteriti invernali. Come riconoscere i segnali e curarsi

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Mentre il count down in vista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina è ormai entrato nel vivo, al villaggio olimpico si vivono ore di apprensione per le condizioni di salute della nazionale di hockey femminile della Finlandia: le giocatrici, infatti, sono alle prese con un’epidemia di norovirus, che rischia di comprometterne la performance, oltreché di estendersi anche ad altri atleti, provenienti da diversi Paesi. Definito anche “virus del vomito invernale”, rappresenta una delle principali cause di gastroenterite in questa stagione.

Il norovirus mette Ko le finlandesi dell’hockey

Ad essere colpite dal norovirus sono state quattro giocatrici della delegazione finlandese e, in particolare, della Nazionale femminile di hockey del Paese nordeuropeo. Il primo effetto è stato l’annullamento della sezione di allenamento prevista alla vigilia del primo match e la cancellazione degli appuntamenti con stampa e tv, su consiglio dei medici, per evitare possibili ulteriori contagi. Le atlete alle prese con la gastroenterite, infatti, sono state isolate, così come le compagne di stanze, e si è proceduto con la disinfezione degli ambienti. Questa forma di infezione, infatti, è altamente contagiosa.

Cosa sono i norovirus

“Isolati e scoperti nel 1972, i norovirus appartengono alla famiglia dei Caliciviridae, virus a singolo filamento di Rna, e rappresentano uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica”, come spiega l’Istituto Superiore di Sanità sul portale Epicentro. “Sono anche comunemente noti come virus di Norwalk, dal nome della città dell’Ohio centro di un’epidemia di gastroenterite nel 1968. Le infezioni causate da norovirus si manifestano soprattutto in contesti comunitari, negli ospedali, nelle case di riposo, nelle scuole o, tipicamente, in ambienti confinati, come per esempio le navi da commercio e da crociera”. Di recente aveva fatto scalpore proprio un contagio a bordo di una nave da crociera, che aveva causato un’epidemia a bordo, durante una traversata al largo dei Caraibi.

Rischio di potenziale epidemia

Il timore è proprio che si possa verificare una potenziale epidemia, dati i precedenti. Nel caso dei passeggeri della vacanza ai Caraibi, si erano registrati sintomi gastrointestinali acuti in 94 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Secondo i dati riportati dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi (CDC), il personale di bordo aveva attuato protocolli di isolamento e intensificato le operazioni di disinfezione per contenere la diffusione del patogeno. Quell’episodio, verificatosi tra fine dicembre e i primi di gennaio scorso, si era aggiunto ai 23 focolai di malattie gastrointestinali registrati dal CDC nel corso del 2025, la maggior parte dei quali dovuti proprio al norovirus.

I sintomi da contagio da norovirus

Come spiega ancora l’Istituto Superiore di Sanità, “il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore. I sintomi sono quelli comuni alle gastroenteriti, e cioè nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea acquosa, crampi addominali. In qualche caso si manifesta anche una leggera febbre. La malattia non ha solitamente conseguenze serie, e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni senza complicazioni”.

Come si cura la gastroenterite invernale

Come per altre forme gastroenteriche, salvo particolari eccezioni in soggetti fragili, in genere non esiste una cura specifica: “Normalmente, l’unica misura è quella di assumere molti liquidi per compensare la disidratazione conseguente a vomito e diarrea. In particolare, la disidratazione può rappresentare una complicazione più seria per i bambini, gli anziani e i soggetti con precario equilibrio metabolico o cardiocircolatorio, e può quindi richiedere una certa attenzione medica. Non esiste un trattamento specifico contro il norovirus, né un vaccino preventivo. I meccanismi di immunizzazione contro il norovirus sono poco conosciuti, e secondo i CDC l’immunità dura solo alcuni mesi: lo stesso individuo quindi può essere infettato dal virus più volte nel corso della vita”.

Gastroenteriti molto contagiose

Il vero problema è l’elevata contagiosità delle forme gastroenteriche causate dai norovirus. “Il virus è altamente infettivo e bastano 10 particelle virali per dare vita a un’infezione. Data la loro persistenza nell’ambiente, che ne permette la replicazione e diffusione anche per due settimane dopo l’infezione iniziale, i norovirus sono difficili da controllare ed è quindi necessario applicare rigorose misure sanitarie per prevenirli e contenerli”, sottolinea l’ISS. La trasmissione, infatti, avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti: per questo occorre la massima attenzione nella preparazione dei cibi e nella somministrazione delle bevande che non siano confezionate o imbottigliate. La trasmissione, inoltre, può avvenire anche per semplice contatto con superfici contaminate.

Come prevenire contagi da norovirus

Nella maggior parte dei casi la trasmissione del virus che provoca l’infezione avviene tramite l’alimento alla fonte, cioè nel lavaggio con acque infette, sia nel caso di frutti di mare (in particolare ostriche), sia di verdure fresche o frutta. “In molti casi, la contaminazione è stata attribuita alle cisterne di raccolta dell’acqua o a piscine e fontane. Sono state inoltre descritte diverse epidemie legate al consumo di alimenti contaminati da parte di un alimentarista, produttore o distributore, subito prima del consumo. Le epidemie sono spesso associate al consumo di frutti di mare crudi, insalate, frutti di bosco, acqua contaminata, cibi freddi, germogli, erbe e spezie”, sottolinea l’ISS, che spiega: “L’unica forma di controllo efficace del norovirus è l’attuazione di rigorose misure igieniche nella manipolazione e distribuzione di cibi e bevande”.  Va anche ricordato che i norovirus sono piuttosto resistenti anche alle temperature elevate (sopravvivono sopra i 60°C) e persino al trattamento con cloro, molto utilizzato per disinfettare le acque potabili. Infine, dal momento che possono rimanere nelle feci di soggetti infetti per almeno 72 ore dopo la guarigione, è importante osservare misure di igiene personale, come il lavaggio delle mani prima di toccare i cibi, i materiali e le superfici; utilizzare solo cibi di provenienza certificata, soprattutto nel caso di alimenti che vengono cotti poco o sono crudi; eliminare tutte le scorte alimentari a rischio contaminazione; tenere separati i soggetti che portano pannolini e pannoloni, soprattutto in asili e case di riposo, dalle aree dove viene preparato e distribuito il cibo.

 

 

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