Longevità, la mappa delle Blue zones: dove vivono i centenari e i loro “segreti”

Arrivano criteri scientifici per definire quelle aree dove c’è una maggiore percentuale di abitanti con un’età media superiore, come in Sardegna

Pubblicato:

Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Ci sono zone nel mondo dove la concentrazione di centenari è indubbiamente maggiore: in Giappone, per esempio, ma anche in alcune regioni italiani, come la Sardegna. Sono le cosiddette “Blue Zones”, già al centro dell’interesse degli scienziati, che ne studiano abitudini, stili di vita, ma anche caratteristiche genetiche alla ricerca dei loro “segreti” di longevità. Ora arrivano alcuni parametri per definirne meglio le peculiarità.

Criteri rigorosi per definire le Zone Blu

“Dopo 2 decenni di fascinazione, tentativi di imitazione e dibattiti”, ecco pronto un modello basato su criteri rigorosi e scientifici, che permetterà di includere – o escludere – alcune località, paesi o regioni all’interno della lista delle cosiddette “Blue Zones”. Ad annunciarlo è stata l’American Federation for Aging Research (Afar), sotto la cui egida potrà essere realizzato un elenco preciso.  “L’annuncio si applica alle Zone Blu più note – Nicoya in Costa Rica, Okinawa in Giappone e 6 villaggi nella regione dell’Ogliastra in Sardegna – e stabilisce un chiaro parametro scientifico per la valutazione di future rivendicazioni”, hanno spiegato gli esperti.

Cosa sono le “Blue Zones”

Finora, come ricordano dall’Afar, è capitato spesso di far ricorso a “uso improprio e diffuso del termine Zona Blu con una definizione scientifica formale basata su dati demografici validati e su una revisione trasparente”. Da oggi in poi si cambierà, con l’obiettivo di evitare questo ricorso disinvolto a un termine preciso. Una classificazione che, come ricorda la Fondazione Lonvitas sul proprio sito, indica quelle zone che “si trovano in diverse parti del mondo e, similmente, hanno in comune la possibilità che i propri abitanti vivano fino ai 100 anni o anche di più”. Sono aree, dunque, nelle quali “l’aspettativa di vita media è superiore alla media globale e gli scienziati le studiano da decenni per svelarne i segreti, metodi, stili di vita per proseguire in una vita longeva e positiva”.

La mappa delle “Blue Zones”

In tutto sono cinque le aree che hanno ottenuto un riconoscimento unanime di Zona Blu nel mondo: Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, la Sardegna in Italia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California. “Seppur distanti tra loro, questi luoghi hanno molto in comune: alimentazione, movimento, relazioni sociali e prospettive di vita. Non vi è naturalmente una formula generale per la longevità, ma dei principi generali da seguire, quelli sì”, ricorda ancora la Fondazione.

A “caccia” di centenari

L’iniziativa di voler indicare in modo chiaro e incontrovertibile i criteri per cui inserire o meno una zona nella lista di quelle già presenti, come le più longeve al mondo, arriva proprio in un momento nel quale cresce l’interesse verso i centenari, i loro “segreti” di vita e le ragioni biologiche o genetiche che permettono loro di superare l’età media del resto della popolazione globale. A contribuire ad accrescere l’interesse scientifico per le “Blues Zones” è stato anche un recente articolo pubblicato sulla rivista The Gerontologist. Vi si chiariva che l’idea che in alcune aree gli abitanti potessero realmente vivere più a lungo non era frutto di supposizioni, ma il risultato di attenti studi sulle loro caratteristiche. Per questo il dibattito pubblico si sta orientando a motivare sempre di più a livello scientifico quanto viene discusso in tema di anti-aging, visto anche il crescente sviluppo di prodotti commerciali che promettono di migliorare la salute o l’aspetto fisico anche in quella che un tempo era considerata la “terza età”. Ad oggi, dunque, la federazione americana per la ricerca sull’età sta procedendo con la revisione dell’articolo che indicherà formalmente i paletti per poter utilizzare la definizione di Zona Blu.

I nuovi parametri delle zone blu

Nel frattempo sono stati proposti ufficialmente due parametri: “una metrica di longevità e una di sopravvivenza”: “Entrambi sono necessari perché ciascuno cattura un aspetto diverso della sopravvivenza eccezionale”, spiegano i ricercatori. Successivamente “gli studi futuri si estenderanno oltre la longevità per includere la durata della vita in buona salute, ovvero il numero di anni che le persone vivono in buona salute”. Per poter ottenere la certificazione di Zona Blu, però, “altrettanto importanti sono i dati a supporto delle affermazioni. Un luogo non potrà essere riconosciuto” Blue Zone “senza dati amministrativi sufficientemente solidi a supporto della validazione dell’età e senza la disponibilità a consentire a ricercatori esterni qualificati di esaminare le prove”, hanno spiegato i ricercatori.

I segreti della longevità

Intanto le ricerche esistenti hanno indagato cosa renda longevi i centenari che sono stati studiati. Il divulgatore scientifico e saggista Dan Buettner, tra i primi a dedicarsi alle Zone Blu, ha individuato queste caratteristiche nelle loro popolazioni: il movimento naturale (per esempio, gli abitanti dell’Ogliastra in Sardegna si muovo tra centinaia di scalini al giorno, a causa delle caratteristiche del territorio, come in Liguria, altra zona di longevi); alimentazione moderata e basata su cibi non processati e prevalentemente di origine vegetale; relazioni sociali forti che hanno un impatto significativo nel proteggere dalle malattie neurodegenerative, mentre l’isolamento e la solitudine possono accelerare il processo di invecchiamento fisico e cognitivo; accettazione serena dell’invecchiamento e consapevolezza di sé.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963