Arriva in modo graduale, con un intorpidimento della mano che a volte si estende anche al braccio. Ma, se trascurato, il fastidio diventa dolore e può persino compromettere parte della funzionalità della mano e del polso. È la sindrome del tunnel carpale, che interessa soprattutto le donne e che sembra stia aumentando, complice l’uso massiccio di computer e mouse. Gli esperti rassicurano: se si interviene per tempo, si può risolvere facilmente e in poco tempo. Ma non è l’unico problema alla mano che può interessare le donne: c’è anche la “tendinite della mamma” (e della nonna).
Cos’è la sindrome del tunnel carpale
Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità “La sindrome del tunnel carpale è una neuropatia periferica che può generare formicolii, intorpidimento e dolore alla mano e al braccio; è dovuta alla compressione del nervo mediano che decorre lungo il braccio e raggiunge le dita passando all’interno di uno stretto canale (il tunnel carpale appunto) presente a livello del polso. L’anatomia del polso, problemi di salute e movimenti ripetitivi delle mani possono contribuire all’insorgenza della sindrome del tunnel carpale. Poiché, nella maggior parte dei casi, peggiora nel tempo è importante accertarla (diagnosticarla) e curarla prima possibile”.
I sintomi a cui prestare attenzione
Come spiega ancora l’ISS, i sintomi “si manifestano, generalmente, in maniera graduale e discontinua; se si dorme con il polso piegato possono peggiorare nelle ore notturne. I disturbi più comuni includono: formicolio e intorpidimento delle dita della mano”: sono colpiti principalmente il pollice, il dito indice, il medio e l’anulare. Ma qualche volta si può anche avvertire come una scossa elettrica nelle dita. “I disturbi spesso si manifestano quando si tiene in mano un oggetto per un tempo prolungato, per esempio il volante dell’auto, il telefono o il giornale”. O stando al computer, come conferma anche Andrea Ghezzi, chirurgo della mano, responsabile del Servizio di Chirurgia della Mano e referente CDI SOS Mano.
Quando c’entra anche il computer
“Il lavoro al computer sottopone mano e polso a sollecitazioni costanti e ripetitive. Tastiera e mouse impongono alle strutture della mano uno sforzo che nel tempo può scatenare tendiniti, dita a scatto e il disturbo più noto, appunto, cioè la sindrome del tunnel carpale”, conferma Ghezzi. Si tratta di sintomi che non andrebbero sottovalutati e che sono molto diffusi: si stima che almeno una persona su 5 negli over 60 ne soffra. Secondo l’esperto oggi ci sono più pazienti con sindrome del tunnel carpale, un po’ per il tipo di attività alla scrivania, un po’ per una migliore capacità di diagnostica il problema.
Le cause del dolore nelle donne
“Tastiera, mouse e smartphone possono però peggiorare una situazione già predisposta, soprattutto se il polso resta piegato o appoggiato male – spiega ancora Ghezzi – Il tunnel carpale colpisce le donne circa tre volte più degli uomini. Il motivo è in parte anatomico: le donne hanno in media polsi più piccoli, quindi il canale è strutturalmente più stretto e meno tollerante alle variazioni dei tessuti circostanti”. Ma c’è anche una componente ormonale: il disassetto ormonale tipico della perimenopausa e della menopausa favorisce l’infiammazione dei tessuti, comprimendo ulteriormente un nervo già a disagio. Non a caso, il picco di incidenza si registra tra i 45 e i 60 anni”
Dalla menopausa alla ritenzione idrica
Come chiarisce il chirurgo, “Anche la ritenzione idrica tipica dell’ultimo trimestre di gravidanza può di questa fase aumentare la pressione all’interno del tunnel, e il formicolio notturno alle mani — spesso attribuito alla posizione nel letto — è in realtà tunnel carpale a tutti gli effetti. Di solito si risolve spontaneamente dopo il parto, ma è importante riconoscerlo per gestirlo correttamente”. Per questo possono essere effettuati alcuni esercizi, specie se si tratta di un problema legato alla postura che si assume quando si trascorrono molte ore davanti a un pc. Per esempio, “il polso deve essere dritto durante la digitazione, non piegato verso l’alto o verso il basso. Il mouse va tenuto vicino alla tastiera per evitare torsioni prolungate del braccio. Un poggiapolsi in gel aiuta a mantenere la posizione neutra nelle pause; i mouse verticali, che simulano la “stretta di mano”, riducono la torsione dell’avambraccio in modo significativo. Ogni 45–60 minuti, una pausa breve con qualche esercizio semplice: aprire e chiudere lentamente le dita, ruotare i polsi in circolo, tenere il braccio teso e piegare il polso verso il basso per allungare i tendini flessori. Non serve un fisioterapista — servono due minuti di attenzione”.
Dalla diagnosi al trattamento: cosa fare
“Nelle fasi iniziali, un tutore notturno che mantiene il polso in posizione neutra è spesso sufficiente a ridurre la compressione del nervo e attenuare i sintomi in modo significativo – suggerisce ancora Ghezzi – Le terapie farmacologiche, tra cui il cortisone, offrono un sollievo rapido nelle fasi acute, utile soprattutto quando il dolore notturno è già diventato invalidante. Quando i sintomi non rispondono alle terapie conservative, o quando il danno al nervo è già avanzato — lo si valuta con un esame elettromiografico — l’intervento chirurgico è indicato. Si tratta di una procedura minimamente invasiva, eseguita in anestesia locale, spesso in Day Hospital: il legamento che comprime il tunnel viene sezionato, il nervo torna a “respirare”. I tempi di recupero sono rapidi e i risultati, quando l’indicazione è corretta, sono soddisfacenti e spesso completamente risolutivi”.
Non solo tunnel carpale: la tendinite delle mamme (e delle nonne)
Le donne, però, possono essere soggette anche a un altro problema, legato alla fase in cui hanno figli piccoli, che non risparmia a volte neppure le nonne: si tratta della tendinite di De Quervain, o “tendinite delle mamme”. “Colpisce i tendini alla base del pollice, e il meccanismo che la scatena è tanto preciso quanto semplice: tenere in braccio un neonato per ore richiede una posizione specifica di polso e pollice che infiamma i tendini nel loro canaletto di scorrimento. Con la crescita del bambino il peso aumenta, e l’infiammazione peggiora”. Infine, non va dimenticato che anche chi usa in modo massiccio lo smartphone può andare incontro a dolori a carico di mano e dita, a causa del continuo scorrere, digitare con il pollice e tenere il telefono in una mano. Da qui l’invito a prestare attenzione anche a piccoli campanelli d’allarme, rivolgendosi se necessario a uno specialista.