L’ultima in ordine di tempo ad aver dichiarato pubblicamente di seguire la dieta del digiuno intermittente è stata Catena Fiorello. La scrittrice ha raccontato di aver scelto questo regime alimentare dopo aver visto i risultati ottenuti dal fratello Rosario. Ma l’elenco di vip che mangiano alternando pasti e ore di digiuno è lungo. Gli esperti, invece, sono divisi sull’efficacia del metodo e, soprattutto, mettono in guardia da possibili controindicazioni, suggerendo alcuni accorgimenti.
Catena Fiorello e il digiuno intermittente
“Vedevo fare il digiuno intermittente 8/16 di mio fratello Fiorello, ho visto i risultati e quindi ho deciso di farlo anche io”. Così Catena Fiorello, scrittrice e personaggio noto, ha raccontato in un’intervista televisiva perché ha deciso di seguire a sua volta la dieta che da qualche tempo è al centro dell’attenzione. Intervenendo al programma tv “La Volta Buona”, ha quindi confermato di aver scelto il regime alimentare che alterna periodi di assunzione calorica a fasi di astinenza.
Cos’è il digiuno intermittente
Proprio all’interno dello stesso programma che ha visto ospite Catena Fiorello è intervenuto anche Yari Rossi, dottore in Scienze della nutrizione umana, che ha spiegato le strategie alla base di questo regime alimentare: “La base, innanzitutto, è scegliere quanto e cosa mangiare, e poi quando farlo”. Il digiuno intermittente può essere riassunto nella formula numerica 16/8, “Dove si digiuna per 16 ore e si concentra l’alimentazione nelle rimanenti 8, nelle quali possiamo inserire due piccoli spuntini e un pasto principale”, ha spiegato Rossi.
Le varianti al 16/8
Come chiarito dall’esperto, però, esistono anche alcune varianti: ad esempio, è possibile prolungare il digiuno su giorni alterni oppure seguire lo schema 5/2, che prevede che per 5 giorni si mangi normalmente, mentre nei 2 rimanenti si riduce l’apporto calorico. Infine, è diffusa anche la formula per cui si assume “un solo pasto al giorno”. Riguardo quest’ultima strategia, però, Rossi ha commento: la “considero pericolosa per l’organismo”. Rossi non è l’unico esperto di nutrizione a mettere in guardia dai possibili rischi di un digiuno intermittente, specie se seguito in modalità “fai-da-te”. Anche il professor Giorgio Calabrese, infatti, invita alla cautela: “Bisogna trovare un equilibrio, dobbiamo educare all’alimentazione”. La raccomandazione principale, infatti, è di ricevere “sempre il parere del clinico che faccia una diagnosi”, come ricordato da Calabrese.
Gli studi sul digiuno intermittente: cosa dicono
Secondo alcune recenti ricerche, seguire un regime alimentare che alterna fasi di assunzione regolare di calorie ad altre di digiuno, può aumentare il rischio di decesso per malattie cardiovascolari fino al 135% rispetto a un’alimentazione più regolare, con fasi di digiuno non superiori alle 12-14 ore. Tra le possibili conseguenze di un’alternanza troppo rigida tra fasi di alimentazione e di astinenza, inoltre, ci sarebbe anche la cosiddetta “deplezione potassica” o ipokaliemia: si tratta, come spiegano i DMS Manuals, della “riduzione del potassio nel sangue, causata solitamente da perdite eccessive (diuretici, vomito, diarrea) o ridotto apporto. Provoca debolezza muscolare, crampi, stipsi e, nei casi gravi aritmie cardiache pericolose. La cura prevede la correzione della causa e l’integrazione, spesso orale, di potassio.
Rischio di squilibri nutrizionali
Un altro effetto frequente in coloro che seguono il digiuno intermittente senza la supervisione di uno specialista e in casi nei quali sarebbe sconsigliato questo regime alimentare è costituito da squilibri nutrizionali: in mancanza di una scelta accurata di alimenti e un bilanciamento adeguato tra i nutrienti, infatti, si potrebbe incappare nel rischio di un eccesso di grassi o proteine, controproducente per la salute dell’organismo. Un’attenzione particolare va riservata, inoltre, alla necessaria idratazione e all’apporto di elettroliti nelle ore di astinenza dal cibo: occorrerebbe sempre bere e, in caso di necessità, integrare (anche il potassio).
Attenzione al desiderio di compensare
Piuttosto frequente, inoltre, è il desiderio di compensare la fase di digiuno forzato con abbuffate successive: in questo modo si annullano i potenziali benefici della dieta. Inoltre, il protocollo potrebbe causare, in pazienti meno portati a seguire l’alternanza digiuno-pasti regolari, a una maggiore stanchezza o irritabilità. Per questo molti esperti esortano alla gradualità nell’approccio, sempre sotto supervisione di uno specialista.
I benefici del digiuno intermittente
D’altro canto i sostenitori del digiuno intermittente ricordano i benefici di questa dieta, a partire dalla perdita di peso: una revisione delle principali ricerche in materia, mostra come protocolli come il 16/8 portano a un calo medio del 3-8% del peso corporeo nell’arco di 3-12 mesi, in particolare con una riduzione di circonferenza vita e massa grassa. Questo perché durante le ore di digiuno prolungato, il corpo – esaurendo le riserve di glicogeno – inizia a bruciare grassi come fonte di energia. Secondo diversi esperti, inoltre, si favorirebbe il processo di “autofagia”, ossia una “pulizia” da tossine e componenti negativi per la salute dell’organismo, favorendo anche la longevità. Infine, il metabolismo godrebbe degli effetti positivi del digiuno intermittente: l’astinenza prolungata, infatti, riduce i livelli di insulina a digiuno e migliora la sensibilità insulinica, diminuendo il rischio di diabete di tipo 2. A questo proposito alcune ricerche indicano che si ottiene anche un calo significativo della pressione arteriosa, dei trigliceridi e del colesterolo LDL nel sangue di coloro seguono il 16/8 con regolarità.