- La pressione alta spesso non dà segnali evidenti, ma aumenta il rischio di ictus, infarto, scompenso cardiaco e danni a reni e vista.
- I valori corretti richiedono attenzione a sistolica e diastolica, mentre una misurazione affidabile dipende da riposo, postura, silenzio e assenza di caffeina o sforzi recenti.
- Gli esperti raccomandano misuratori automatici da braccio, controlli regolari e confronto medico quando compaiono valori elevati, sintomi nuovi o familiarità cardiovascolare.
Il primo passo per prendersi cura della salute del proprio cuore è effettuare controlli periodici, in particolare della pressione sanguigna. I segnali di ipertensione sono spesso assenti, ma valori troppo elevati possono portare sul lungo periodo a malattie cardiovascolari con un maggior rischio di andare incontro a ictus, infarto, scompenso cardiaco o anche problemi renali e di vista. È importante, dunque, misurare correttamente la pressione.
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La pressione alta è un “killer silenzioso”
Gli esperti definiscono l’ipertensione come un “killer silenzioso”, perché non dà sintomi evidenti, se non quando ormai ha causato danni a organi come cuore, vasi sanguigni, cervello e reni. In Italia le stime indicano che ne soffre il 33% degli uomini e il 31% delle donne, pari a una persona su tre, molti dei quali sono ignari di avere valori di pressione sanguigna eccessivamente alti.
Cos’è la pressione, quanti tipi ne esistono e cosa indicano
Per ipertensione si intende, infatti, una pressione sanguigna elevata, che si verifica quando il sangue esercita una forza intensa contro le pareti dei vasi che, per diversi motivi, perdono o hanno perso la loro caratteristica elasticità e resistenza. Questo porta anche a uno sforzo maggiore da parte del cuore. Esistono due tipi di pressione, che sono rilevati al momento della misurazione: sistolica e diastolica, che indicano rispettivamente la pressione massima (quando il cuore si contrae e spinge il sangue nelle vene) e minima (quando il cuore si rilassa tra un battito e l’altro).
Quali sono i valori di riferimento corretti
“Secondo le nuove linee guida dell’European Society of Hypertension (ESH) e dell’European Society of Cardiology (ESC) del 2023-2024, si considera ottimale una pressione sistolica inferiore a 120 mmHg e una pressione diastolica inferiore a 80 mmHg, normale una pressione sistolica tra 120-129 mmHg e una diastolica tra 80-84 mmHg ed elevata (pre-ipertensione) una pressione sistolica tra 130-139 mmHg e diastolica tra 85-89 mmHg, da attenzionare ed eventualmente secondo lo stato di salute generale della persona”, chiarisce l’Istituto Superiore di Sanità sul portale ufficiale Epicentro.
Come misurare la pressione sanguigna
Misurare la pressione è un’azione molto semplice, ma che va eseguita in modo corretto per risultati falsati da errori di postura, tempistiche e preparazione non adeguati. Il primo passo, infatti, è attendere cinque minuti in un ambiente tranquillo, prima di procedere, evitando però fumo, caffè, tè o altre bevande energizzanti nella mezz’ora precedente, così come l’esercizio fisico intenso. I cardiologi del Monzino ricordano anche che è “fondamentale anche svuotare completamente la vescica prima di procedere alla misurazione, che deve sempre essere effettuata da seduti, cercando di non parlare fino al termine del processo”, come spiegato sul portale dell’Istituto.
Dalla postura allo stress, cosa evitare
Se stress, ansia o agitazione “possono far aumentare temporaneamente la pressione”, “un altro fattore da tenere in considerazione per una corretta misurazione della pressione sanguigna è la postura”. Occorre misurare la pressione da seduti, appoggiati a uno schienale, senza accavallare le gambe e appoggiando il braccio scelto a un supporto all’altezza del cuore. Una volta posizionato il bracciale sulla pelle, si può procedere.
Gli errori più comuni
Gli esperti ricordano che gli errori più comuni riguardano proprio la posizione del braccio (e delle gambe, da tenere libere e con piedi a terra), ma anche il parlare durante la misurazione, che può far salirei battiti perché viene attivato il sistema nervoso e la frequenza cardiaca aumenta leggermente. La pressione risente anche di sforzi fisici compiuti in un arco temporale recente o di un posizionamento scorretto del bracciale, per cui si consigliano più misurazioni in sequenza e precisamente almeno 2 consecutive a distanza di 1-2 minuti, riprovando in momenti diversi della giornata, specie al mattino (prima di colazione e farmaci) e alla sera.
Quando affidarsi ai misuratori da casa e quando al medico
Se si controlla la pressione da soli a casa, “Lo strumento migliore da utilizzare è il misuratore automatico da braccio, decisamente più affidabile rispetto a quello da polso”, conferma il Monzino-IEO, secondo cui “si tratta di un dispositivo validato clinicamente che, per garantire una misurazione della pressione perfetta, deve avere il bracciale della misura corretta: troppo stretto o troppo largo altera i valori”. La misurazione è particolarmente consigliata a chi soffre di ipertensione o segue una terapia e i risultati andrebbero condivisi il medico, che va avvertito sempre, però, in casi di valori della pressione spesso elevati; variazioni improvvise e persistenti della pressione; comparsa di sintomi nuovi anche lievi come mal di testa frequente, vertigini, palpitazioni, affanno, ecc.; familiarità per ipertensione o malattie cardiovascolari. È in questi casi che è preferibile rivolgersi direttamente al medico di famiglia o allo specialista, per eventuali ulteriori accertamenti o terapie specifiche.
Chi dovrebbe controllare la pressione e perché
In linea generale, però, la pressione arteriosa elevata, scoperta per caso e in assenza di disturbi, può essere tenuta sotto controllo in una fase iniziale non patologica “modificando lo stile di vita (alimentazione corretta, esercizio fisico regolare, abolizione dell’abitudine al fumo) per almeno 6 mesi – chiarisce ancora l’ISS – In Italia il 50% degli uomini e il 40% delle donne nella fascia di età 35-74 anni soffre di pressione alta (ipertensione arteriosa). È consigliabile, quindi, che tutte le persone adulte misurino la pressione arteriosa almeno una volta ogni due-tre anni (anche ogni anno per gli adulti con più di 40 anni e con familiarità per problemi cardiovascolari)”.