Che sia un’estate di caldo record era stato in qualche modo previsto, ma soprattutto è stato confermato fin dai primi giorni di giugno. Giunti alla quarta ondata di calore, però, ci si chiede se ci si possa in qualche modo abituare alle alte temperature. A dispetto di quanto si possa pensare, la risposta è “sì”. E con saune ripetute, parola di scienziati.
Il caldo e le saune: quale nesso
Nonostante il caldo intenso, nel Regno Unito è boom di saune. A riportarlo è The Guardian, che non si limita a certificare la tendenza, ma racconta di come si stiamo moltiplicando gli studi sui benefici di questi trattamenti, non solo in inverno, ma persino in estate e quando verrebbe da pensare a tutto fuorché a un’attività che porta proprio a sudare. Eppure, a quanto pare, proprio la sauna aiuta a prepararsi meglio ad affrontare la calura.
La sauna allena al caldo?
Mentre l’Agenzia per la salute inglese (UKHSA) ha diramato il bollettino in occasione della quarta ondata di calore, Nicola Pegues, responsabile operazioni della no-profit Community Sauna Baths, ha spiegato che, dopo un iniziale calo di domanda, ora le prenotazioni per la sauna sono nuovamente aumentate. Si tratta di richieste per poter accedere al percorso che prevede sia la sauna che le immersioni in acqua fredda: “Se ne ricava davvero un sollievo”, ha spiegato.
Ma a confermare che ripetute saune possono preparare all’esposizione al caldo è il professor Jari Laukkanen, cardiologo alla University of Eastern Finland, autore di ricerche sui benefici di questo trattamento. “È dimostrato che dagli studi in psicologia dello sport, che mostrano come gli atleti fanno ricorso frequente al caldo per migliorare la loro tolleranza alle temperature elevate”. “Ma anche l’esposione ‘passiva’ può portare a un adattamento psicologico analogo, quindi in condizioni come quelle di una sauna o di una immersione in acqua calda”, ha sottolineato.
Come migliora l’adattamento al caldo
Nello specifico, Laukkanen ha spiegato che tipo di vantaggio se ne può ricavare: una sudorazione più veloce ed efficiente, un flusso sanguigno cutaneo migliore, l’espansione del volume del plasma del sangue e una minore sollecitazione cardiovascolare durante il periodo trascorso al caldo.
“In altre parole, una esposizione regolare può aiutare il corpo a regolare la propria temperatura in modo più efficiente”, ha sottolineato. Come se non bastasse, ulteriori conferme arrivano da un altro studio, condotto dalla dottoressa Jessica Mee, della University of Worcester, che ha reclutato un campione di persone per studiare se immersioni regolari in acqua calda possono migliorare la risposta del fisico al caldo stesso. Il risultato mostra che a cambiare è anche la percezione di caldo in sé che riferiscono gli individui: “Le persone abituate al calore regolano i propri ritmi, si idratano in modo migliore e riconoscono i segnali di allarme prima rispetto agli altri”, ha chiarito.
Non tutti si acclimatano nello stesso modo
Come ribadiscono gli esperti, però, non tutti hanno la stessa capacità di acclimatarsi. A cambiare sono sia le risposte del corpo per i singoli soggetti, sia le eventuali condizioni generali che possono influire sulla capacità di adattamento. Per esempio, le saune e i bagni troppo caldi non sono adatti in caso di malattie acute o febbre, di angina o per in chi ha sofferto di un recente infarto. Non sono indicati neppure nelle persone con bassa pressione e per questo anche il professore Laukkanen raccomanda di effettuare saune solo dopo un consulto medico.
Se le condizioni di salute lo permettono, invece, gli esperti indicano una esposizione massima di 40-60 minuti al massimo al giorno, almeno 4 volte a settimana, per poter ottenere benefici che durino per circa una settimana. Anche il portale di SaluteLazio indica gli effetti positivi di “uso regolare della sauna” che “può migliorare la capacità del corpo di sudare in modo efficiente, contribuendo a dissipare il calore e a mantenere una pressione sanguigna ottimale. Questi benefici possono essere particolarmente vantaggiosi durante le ondate di calore, poiché consentono di rimanere più freschi per periodi più lunghi”.
Attenzione alle controindicazioni
Lo stesso portale, in collaborazione con gli esperti dell’Umberto I, sottolineano però anche che “Le ondate di calore possono creare problematiche importanti alla salute delle persone in particolare a quelle anziane o fragili”, ricordando i possibili disturbi che possono nascerne. Si va dal colpo di sole (rossore e dolore cutaneo, sudorazione, spossatezza, cefalea, vertigini, ecc.) ai crampi muscolari, includendo anche un “esaurimento da calore con abbondante sudorazione, astenia, cute pallida e fredda, polso debole; colpo di calore (temperatura corporea superiore a 40 °C con pelle secca e calda, polso rapido e respiro frequente, stato confusionale, deliri o convulsioni, possibile perdita di coscienza”.
Cosa fare in caso di colpo di calore
Tra le raccomandazioni, ci sono semplici regole: bere molta acqua, non ghiacciata, anche in assenza dello stimolo della sete e integrare i sali minerali persi con la sudorazione; bagnarsi con acqua fresca per rinfrescarsi e abbassare la temperatura corporea; consumare pasti leggeri e soprattutto frutta e verdura; prediligere i posti all’ombra evitando quelli assolati e in caso di esposizione prolungata ai raggi solari indossare un cappello con visiera e una crema solare con protezione >30; usare indumenti traspiranti e comodi che non ostacolino i movimenti; preferire pasti leggeri facili da digerire, privilegiando la frutta e la verdura”.
Come aiutare chi ha un colpo di calore
In caso di colpo di sole o colpo di calore, è bene chiedere aiuto al 118 e, in attesa dell’arrivo dei soccorritori, procedere con semplici operazioni: “posizionare la persona all’ombra e al fresco, sdraiata in caso di vertigini con le gambe sollevate, sul fianco in caso di vomito, mantenendo la persona in assoluto riposo; se possibile rilevare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca; slacciare o togliere gli abiti stretti”. È utile rinfrescare la pelle con spugnature di acqua fresca, soprattutto sui polsi, sulla fronte o ricorrendo a un lenzuolo bagnato nel quale avvolgere la persona che accusa il malessere.