Caldo e condizionatori, quando c’è il rischio legionella e batteri. Il vademecum

Una corretta manutenzione previene la diffusione di malattie come la legionellosi. I sintomi e come evitarla

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Il caldo è arrivato e le previsioni indicano un ulteriore aumento delle temperature, che ha portato a un uso maggiore dei condizionatori. Oltre ai costi aggiuntivi, però, occorre tenere in considerazione le possibili insidie da un punto di vista sanitario: la manutenzione corretta degli impianti, infatti, può evitare non solo una dispersione di energia, ma anche la diffusione di batteri pericolosi come quello della legionella. Da qui i consigli degli esperti dell’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Caldo e boom di condizionatori

Con l’arrivo dell’estate ormai imminente, anche chi non fosse dotato di un impianto di condizionamento è corso ai ripari, per ridurre l’impatto delle temperature elevate e migliorare la qualità di vita dentro casa. Secondo un’indagine Istat dello scorso anno fino al 48,8% delle famiglie italiane ha un sistema di climatizzazione estiva, con punte del 51,2% delle regioni del Sud e un record che invece si registra in Veneto (con il 70%). Fanalino di coda, tra le Regioni, è invece la Valle d’Aosta, che può godere di un clima più fresco e soprattutto meno umido. In media gli impianti sono tenuti accesi per 6 ore e 17 minuti al giorno, distribuite soprattutto tra pomeriggio e sera: rispettivamente 3 ore e circa 2.

L’importanza della pulizia dei filtri

Nonostante la maggior parte dei sistemi di condizionamento sia ormai costituito da pompe di calore (56%, che sono usate sia per produrre fresco in estate, sia per produrre caldo in inverno), il 24% degli italiani utilizza impianti di vecchia generazione, che si limitano a rinfrescare. Per questo, durante la stagione invernale i condizionatori non funzionano. Prima della loro riaccensione, dunque, diventa fondamentale procedere a una pulizia dei filtri, per migliorarne il funzionamento ed evitare di disperdere nell’ambiente batteri nocivi per la salute. Da qui il monito degli esperti dell’Enea: “Se il condizionatore non viene manutenuto correttamente, tende a lavorare sotto sforzo, consumando fino al 30% in più di energia elettrica rispetto ai parametri di fabbrica”.

Come si effettua la corretta manutenzione

Le norme indicano che è obbligatorio sottoporre l’impianto a controlli periodici, in caso abbiano una potenza superiore a 12 kW per quelli estivi e a 10 kW per quelli invernali. Ma è alla pulizia dei filtri che viene attribuita particolare importanza, perché è lì e nelle ventole che si annidano più spesso muffe e batteri dannosi per la salute, “tra i quali il batterio della legionella che può essere mortale”, indicano gli esperti.

Cos’è la legionella: che rischi e come prevenirli

La Legionellosi, detta anche Malattia dei legionari, è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila, che si diffonde attraverso le condotte cittadine e gli impianti idrici degli edifici. Identificata per la prima volta nel 1976, in quella occasione provocò una grave epidemia che causò 221 casi di polmonite e 34 vittime tra ex combattenti dell’American Legion riuniti in un hotel a Philadelphia, negli Stati Uniti. La fonte di contaminazione batterica fu identificata proprio nell’impianto di aria condizionata dell’albergo. Come chiarisce il ministero della Salute, “La legionella è un batterio presente negli ambienti naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi, ecc. Da questi ambienti essa raggiunge quelli artificiali come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana”.

I luoghi più a rischio

Proprio per il tipo di diffusione e le fonti di contaminazione, in particolare non solo dalle acque, negli anni si sono registrati focolai di epidemie in diversi ambienti collettivi nei quali è possibile trovarsi per periodi di tempo più o meno lunghi, come ospedali o alberghi, navi da crociera, centri commerciali, ecc. Il periodo più a rischio è rappresentato dai mesi estivo-autunnali, mentre quelli di origine nosocomiale non presentano una particolare stagionalità. Le infezioni da legionella vanno contenute il più rapidamente possibile, pena una diffusione che può portare anche a decessi. Come confermano i dati dell’Epicentro, il portale dell’Istituto superiore di sanità, nel 2019 l’Italia, insieme a Francia, Germania e Spagna, ha registrato il 71% dei casi notificati (11.298). In Italia nel solo 2017 si sono contati 1981 casi di Legionellosi, con un’incidenza pari a 33,2 casi per milione di abitanti.

Bonifiche periodiche indispensabili

Per questi motivi occorre non sottovalutare i potenziali pericoli di una esposizione a condizionatori non adeguatamente bonificati. Il contagio da Legionella, infatti, avviene soprattutto per via aerea, cioè tramite l’inalazione di aerosol contaminato disperso in un ambiente chiuso. Come spiega il portale Legionella.it, “le situazioni più comuni e da non trascurare ci sono:

  1. Impianti aeraulici di grandi dimensioni con numerose canalizzazioni, giunture e punti ciechi;
  2. Eventuale presenza di ristagni dell’acqua nelle condutture, nelle canaline di scolo e nelle vasche di raccolta della condensa;
  3. Incrostazioni e depositi di calcare resistenti ai più comuni prodotti detergenti;
  4. Serbatoi esterni o torri di raffreddamento ove si accumula l’acqua;
  5. Usura e scarse condizioni igieniche dei filtri e delle altre componenti degli impianti.

I sintomi: saper diagnosticare la legionella

La malattia è caratterizzata dalla presenza di sintomi come febbre e polmoniti anche gravi. Come spiega la dottoressa Lucia Diella, dell’Unità Operativa Malattie infettive dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, “La febbre di Pontiac è la forma più lieve di legionellosi e si presenta con sintomi simil-influenzali, come brividi, cefalea, debolezza e febbre. Si tratta di una patologia a decorso benigno, che si risolve generalmente in tempi brevi. Diverso, invece, è il caso della Malattia dei Legionari, una patologia più severa che si manifesta con sintomi analoghi a quelli della febbre di Pontiac, a cui si aggiunge però una importante sintomatologia di origine respiratoria, con tosse e sviluppo di polmonite. La Malattia dei Legionari ha un periodo di incubazione di 2-10 giorni”.

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