Ingrid Alexandra, ora cambia tutto: è la nuova erede al trono di Norvegia

I fiori davanti al Palazzo Reale di Oslo, il consiglio di Stato straordinario e una studentessa di 22 anni che entra nella sala al fianco del padre re

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

Fino a giugno Ingrid Alexandra era una studentessa di scienze sociali a Sydney. Venerdì mattina ha attraversato il cortile del Palazzo Reale di Oslo accanto al padre, tra la gente arrivata a lasciare fiori, ed è la prima nella linea di successione al trono di Norvegia.

Harald V si è spento alle 6.35 del 28 agosto, a 89 anni, ricoverato dal 17 per un’anemia emolitica poi complicata da un’infezione. In Norvegia il trono passa nell’istante esatto della morte: suo figlio era già re prima dell’annuncio. Alle 11.30, consiglio di Stato straordinario, dove ha scelto di chiamarsi Haakon VIII e ha tenuto il motto di famiglia, Alt for Norge. Accanto a lui, la figlia.

Cosa cambia davvero

Il titolo, intanto: Ingrid Alexandra è Sua Altezza Reale la principessa ereditaria. Mette-Marit diventa regina. Sonja resta regina ma perde il “sua maestà” (le gerarchie di corte hanno una precisione che farebbe invidia a un catasto). Sverre Magnus, il fratello minore, sale al secondo posto. Incoronazione non pervenuta: in Norvegia non se ne celebra una dal 1906, basta un giuramento davanti allo Storting.

La prima donna, grazie a una riforma del 1990

Ingrid Alexandra ha 22 anni ed è la prima norvegese destinata a regnare per diritto di nascita, merito della primogenitura assoluta. Che però non vale all’indietro: per questo Märtha Louise, che di anni ne ha due più di Haakon VIII, non è mai stata in corsa. L’ultima donna sul trono di Norvegia sarebbe morta nel 1412.

Surf, caserma e un’estate a fare le veci dei genitori

Nel 2020 ha vinto l’oro ai campionati juniores di surf, pratica kickboxing e sci. Dopo il diploma ha fatto l’addestramento militare nel Battaglione del Genio. A dicembre il debutto al Nobel per la pace, poi il primo viaggio ufficiale da sola: tre giorni nel Finnmark, una notte a seguire le renne con una famiglia sami.

A giugno Ingrid Alexandra è rientrata di corsa per la madre. Mette-Marit convive dal 2018 con una fibrosi polmonare ed è stata dimessa a luglio dopo un trapianto di polmone. La figlia ha deciso di restare: dal 10 agosto studia all’Università di Oslo, in scambio. Nel mezzo, i Mondiali di calcio con Sverre Magnus, al posto dei genitori.

La corona che le tocca

Non è un’eredità comodissima. A giugno Marius Borg Hoiby, figlio di Mette-Marit da una relazione precedente, è stato condannato a quattro anni in un processo con 32 capi d’accusa, stupro e violenza domestica compresi. I legali hanno annunciato ricorso. A gennaio erano usciti documenti su una corrispondenza tra Mette-Marit e Jeffrey Epstein, per cui lei si è scusata. Il consenso verso la monarchia tiene, ma scende.

Del fratellastro Ingrid Alexandra aveva parlato una volta sola, in un’intervista: “È difficile”, per chi sta intorno, per lei come sorella, per i genitori. A mezzogiorno le campane norvegesi hanno suonato a lutto per un’ora e l’esercito ha sparato 21 colpi di cannone, uno ogni trenta secondi.

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