Definite dal leggendario capitano James Cook le “Isole Amichevoli” per la grande ospitalità riservata ai forestieri, l’arcipelago polinesiano di Tonga è formato da oltre 170 isole nel cuore dell’Oceano Pacifico. Ed è qui che sopravvive l’ultima monarchia della Polinesia, guidata oggi da Re Tupou VI.
Un Re che, proprio come Giorgio VI del Regno Unito, alla nascita non era destinato a regnare. Quando viene al mondo, il 12 luglio 1959, davanti a lui nella linea di successione ci sono infatti i due fratelli maggiori, ma il destino della dinastia Tupou prenderà una strada diversa.
ʻAhoʻeitu ʻUnuakiʻotonga Tukuʻaho, questo il nome con cui nasce il futuro Tupou VI, è il terzo figlio maschio e il più giovane dei quattro figli di Re Tāufaʻāhau Tupou IV e della Regina Halaevalu Mataʻaho ʻAhomeʻe.
Indice
Due fratelli maggiori: non era destinato a diventare Re
Il primogenito Siaosi Tāufaʻāhau è l’erede al trono e diventerà Re George Tupou V, mentre davanti a ʻAhoʻeitu nella linea di successione c’è anche il secondogenito Fatafehi ʻAlaivahamamaʻo. Cresce all’interno di una delle monarchie più antiche del Pacifico, la dinastia “moderna” nasce nell’Ottocento con George Tupou I, che unifica le isole e nel 1845 fonda il Regno di Tonga.
Trent’anni dopo concede al Paese una Costituzione e introduce un sistema parlamentare. Ma le radici della monarchia tongana sono molto antiche: la tradizione dinastica risale ai Tu’i Tonga, i sovrani sacri che governavano l’arcipelago già intorno al X secolo.
Tonga riesce in un’impresa che non è stata possibile per altri Paesi del Pacifico: non viene mai colonizzata. Nel 1900, quando ancora regnava la Regina Vittoria, diventa uno Stato protetto britannico, mantenendo però la propria monarchia e la propria autonomia.
Il padre Tupou IV
Nel 1970 termina il rapporto di protettorato con il Regno Unito, il Regno delle Tonga assume il pieno controllo anche dei propri affari esteri, pur restando nel Commonwealth, con un Re tongano ancora sul trono. Il padre dell’attuale re, Tāufaʻāhau Tupou IV, sale al trono nel 1965, quando ʻAhoʻeitu ha appena sei anni, e regnerà per oltre quarant’anni.
È un sovrano fuori dal comune per il momento storico: laureato in legge, appassionato di storia e archeologia, da giovane pratica rugby, tennis, canottaggio e salto con l’asta, ma sa anche suonare vari strumenti, dal pianoforte al sassofono fino al tradizionale flauto nasale tongano.
Un sovrano da Guinness dei primati
La sua fama oltrepassa i confini del piccolo regno anche per un altro motivo: con i suoi oltre 200 chili entra nel Guinness dei primati come il monarca più pesante del mondo. Nel 1981, quando vola a Londra per assistere al matrimonio dell’allora Principe Carlo e Lady Diana Spencer, gli inglesi gli preparano addirittura una sedia speciale.
La carriera militare e diplomatica del futuro re
ʻAhoʻeitu viene educato prima a Tonga e poi si trasferisce in Inghilterra, dove frequenta la Leys School di Cambridge e successivamente studia Development Studies all’Università di East Anglia.
Tornato nell’arcipelago polinesiano dove regna suo padre, entra nella Marina. Negli anni ricopre incarichi sempre più importanti fino a diventare comandante delle forze navali tongane, completando nel frattempo un master in studi della difesa e uno in relazioni internazionali in Australia.
La carriera militare non sarà però la sua unica strada, il futuro re inizia, infatti, a ricoprire diversi incarichi di governo fino a diventare, nel 2000, Primo Ministro di Tonga, carica che mantiene per sei anni.
La moglie è una cugina di secondo grado
Anche nella sua vita privata ci sono dei cambiamenti: nel 1982 sposa Nanasipauʻu Tukuʻaho, figlia del barone Vaea e appartenente a una delle famiglie nobili più importanti di Tonga. I due sono anche parenti perché Nanasipauʻu è una sua cugina di secondo grado. Dal matrimonio nascono tre figli, la Principessa Lātūfuipeka, il Principe Tupoutoʻa ʻUlukalala, attuale erede al trono, e il Principe Ata.
Nel frattempo il fratello Fatafehi ʻAlaivahamamaʻo perde i propri diritti dinastici dopo essersi sposato nel 1980 senza il consenso del padre, uscendo dalla linea di successione.
Rimane il primogenito George Tupou V. Quando il padre muore nel 2006, dopo 41 anni di regno, è lui a diventare Re di Tonga. George, però, non si sposa e non ha figli legittimi. Il fratello minore ʻAhoʻeitu, che per gran parte della sua vita non aveva avuto motivo di pensare seriamente alla Corona, diventa così Principe ereditario.
La morte del fratello e l’arrivo della Corona
In quegli anni lavora nella diplomazia e viene nominato Alto Commissario di Tonga in Australia. Il 18 marzo 2012 arriva la notizia che cambia definitivamente la sua vita: George Tupou V muore in un ospedale di Hong Kong a 63 anni. Non essendoci un figlio legittimo, il fratello gli succede sul trono con il nome di Tupou VI.
Oltre al trono eredita però una monarchia molto diversa da quella nella quale era cresciuto. Suo padre aveva governato per decenni conservando poteri molto ampi, ma durante il regno di George Tupou V era stata avviata una profonda trasformazione politica.
Tre giorni prima della sua incoronazione, nel 2008, George aveva annunciato la rinuncia a gran parte dei poteri esecutivi della Corona a favore di un Parlamento eletto democraticamente, scelte arrivate dopo le violente proteste del 2006, quando il malcontento per la lentezza delle riforme democratiche esplose nelle strade di Nuku’alofa e gran parte del centro della capitale venne distrutta.
Il Re ha comunque tenuto alcune importanti funzioni di comando e Tupou VI sale quindi sul trono di una monarchia che, pur avendo avviato un processo di democratizzazione, conserva poteri molto diversi da quelli delle grandi monarchie europee.
La cerimonia d’incoronazione di Tupou VI
Anche lui come il fratello ha dovuto attendere alcuni anni prima di essere incoronato. È Re dal marzo 2012, ma la sua incoronazione viene celebrata soltanto il 4 luglio 2015, al termine di undici giorni di festeggiamenti che coinvolgono l’intero arcipelago.
Una settimana prima dell’incoronazione, circa 150 nobili si riuniscono per la Taumafa Kava, un’antica cerimonia durante la quale viene servita al sovrano la tradizionale bevanda ricavata dalla radice della pianta del kava. Il rito sancisce il riconoscimento di Tupou VI come 24esimo Tu’i Kanokupolu, un titolo tongano molto più antico dell’attuale monarchia.
Seguono feste nelle strade, ricevimenti, spettacoli, canti e banchetti, mentre migliaia di tongani che vivono all’estero tornano nel Paese per assistere all’evento. Il 4 luglio arriva il momento della cerimonia religiosa nella Centenary Church di Nuku’alofa. Tupou VI entra in chiesa con un lungo mantello di velluto bordato di pelliccia, viene unto con l’olio, riceve l’anello, lo scettro e infine la Corona.
Nessun tongano può toccare la testa del re
Ma a posargliela sulla testa non è un tongano, ma il reverendo australiano D’Arcy Wood e il motivo è legato a una delle più antiche tradizioni del Paese: nessun suddito può toccare la testa del re. Alla cerimonia assistono migliaia di persone e dignitari arrivati da tutto il mondo. Tra gli ospiti ci sono anche gli allora Principi ereditari del Giappone Naruhito e Masako.
La nonna Sālote, Regina per 47 anni
E se oggi l’erede al trono è suo figlio Tupoutoʻa ʻUlukalala, a Tonga le donne non sono escluse dalla successione. La nonna Sālote Tupou III fu Regina per ben 47 anni, dal 1918 al 1965. È la stessa sovrana che nel 1953 conquistò i britannici durante l’incoronazione di Elisabetta II, quando percorse Londra su una carrozza scoperta nonostante la pioggia.
Le altre Corone della Polinesia, intanto, stavano già scomparendo una dopo l’altra: i Pōmare a Tahiti, Liliʻuokalani alle Hawaii, la monarchia di Bora Bora e quelle delle altre isole. Quella dei Tupou, invece, è ancora lì, ben salda.