“Non è bella come la mamma”: ma che problema abbiamo con le figlie delle vip?

“Non è bella come la mamma”: perché sentiamo il bisogno di mettere in gara le figlie delle vip? Il confronto dice molto più di noi che di loro

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Redazione

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C’è una frase che torna con una puntualità quasi imbarazzante ogni volta che sui social compare la figlia di una donna famosa: “Non è bella come la mamma”. A volte viene scritta come se fosse un’innocua osservazione estetica, altre con il tono di una sentenza. E quasi sempre sembra sottintendere che, davanti a una madre considerata bellissima, una figlia debba necessariamente essere all’altezza di quello stesso standard.

Ma perché?

La domanda non riguarda soltanto le figlie delle celebrità, è un meccanismo molto più ampio: la nostra difficoltà ad accettare che una persona possa essere a suo modo bella, interessante, affascinante o semplicemente se stessa senza dover essere il “seguito” di qualcun altro. Quando la madre è una modella, un’attrice, una cantante o un personaggio televisivo, però, il confronto diventa quasi inevitabile. La figlia nasce già dentro una narrazione che non ha scelto, quella del paragone.

La figlia come “versione giovane” della madre

È un fatto curioso quanto inquietante. Una celebrity può trascorrere decenni a costruire la propria immagine, a cambiare look, attraversare mode, invecchiare davanti alle telecamere e diventare un’icona. Poi compare una figlia di vent’anni e pretendiamo di stabilire, in pochi secondi e attraverso una fotografia pubblicata su Instagram, se abbia ereditato o meno la stessa bellezza.

Come se la genetica fosse una gara, come se esistesse una classifica familiare. E soprattutto come se una figlia dovesse essere necessariamente più bella, altrettanto bella o almeno “degna” della madre. Ma d’altronde problema è già nella domanda. Perché dovrebbe esserci un “vincitore?”

Una figlia non è la versione giovane della propria madre o una sua copia aggiornata. Ha un volto diverso, una personalità diversa, un modo diverso di vestirsi, di truccarsi, di stare davanti a una macchina fotografica. E magari non ha alcun interesse a essere considerata bella secondo i parametri con cui viene giudicata la madre.

Il confronto che nessuno chiederebbe a un figlio maschio

C’è poi un altro dettaglio interessante: il meccanismo funziona soprattutto quando parliamo di donne. Se pensiamo al figlio di un attore amatissimo, difficilmente la conversazione sui social si riduce a: “Non è bello come il padre”. E, anche quando accade, raramente quella frase diventa il principale criterio con cui valutiamo la sua presenza pubblica.

Con le figlie delle donne famose, invece, il corpo e il volto diventano spesso il primo argomento. “È bella?” “È più bella della madre?” “Ha preso il naso della mamma?” “Gli occhi del padre?” “È ingrassata?” “È dimagrita?” “Si è rifatta?” La persona scompare e rimane il corpo da commentare. Ed è una dinamica che dice molto più di noi che di loro.

C’è anche un’ironia difficile da ignorare. Per decenni abbiamo chiesto alle donne di liberarsi dalla competizione estetica, di smettere di misurare il proprio valore sulla base dell’aspetto fisico, di accettare l’invecchiamento e di non vivere nel confronto con le altre; e poi, alla prima fotografia di una figlia famosa, ecco che organizziamo mentalmente una gara di bellezza tra due persone che magari non hanno mai chiesto di partecipare.

“Ha preso tutto dalla mamma”

Persino il complimento apparentemente più innocuo può nascondere la stessa logica: “È identica alla mamma”, “Ha preso tutta la bellezza da lei”. Sembra positivo. Ma anche qui la figlia viene raccontata attraverso qualcun altro. È bellissima perché assomiglia a sua madre. È interessante perché ha ereditato il suo stile. Il punto di riferimento rimane la madre.

Il vero problema è che siamo affezionati a un’idea di una storia già scritta. Forse il punto è proprio questo: dalle figlie delle celebrità pretendiamo una storia che conosciamo già. Se la madre è stata una modella, immaginiamo una modella. Se è stata un’attrice, immaginiamo un’attrice. Se è stata una donna considerata iconica per la sua bellezza, ci aspettiamo un’altra donna altrettanto iconica.

A forza di giudicare, dimentichiamo che dall’altra parte c’è una persona. I social hanno trasformato l’osservazione in una forma di partecipazione permanente. Vediamo una fotografia e sentiamo di poter dire la nostra. È solo un commento, ci diciamo, quanto può importare? Ma per chi lo riceve potrebbe non esserlo. Soprattutto quando si tratta di ragazze cresciute sotto lo sguardo pubblico e spesso incapaci di sottrarsi completamente al confronto con i propri genitori.

Una frase come “non è bella come la mamma”, alla fine, stabilisce una gerarchia: prima la madre, poi la figlia. E forse dovremmo chiederci perché sentiamo il bisogno di stabilirla. Perché abbiamo così tanta fretta di decidere chi è più bella? Perché davanti a una giovane donna il primo parametro che ci viene in mente è ancora il suo aspetto?

La risposta è nello sguardo con cui le osserviamo. Forse il problema non è che le figlie delle vip siano sottoposte a troppi paragoni. Forse il problema siamo noi, che siamo diventati talmente abituati a giudicare i volti da non accorgerci più di quanto sia bizzarro (e inutile) farlo.

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