“Il settimanale Chi verso la chiusura”, l’indiscrezione sulla scelta di Marina Berlusconi

Il settimanale Chi potrebbe chiudere: tra crisi della carta stampata, calo delle vendite e l’addio di Signorini, Marina Berlusconi preferisce puntare sui libri

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Addio al settimanale Chi? L’indiscrezione arriva da Lettera 43, secondo cui all’interno del gruppo Mondadori si starebbe valutando il futuro della storica testata di cronaca rosa, anche alla luce delle recenti tensioni che hanno coinvolto Alfonso Signorini e del più ampio ridimensionamento del settore editoriale cartaceo.

Secondo quanto riportato, la situazione sarebbe legata non solo al cosiddetto caso Signorini, innescato dagli attacchi pubblici di Fabrizio Corona, ma soprattutto a una strategia più ampia che guarderebbe con maggiore interesse al settore librario rispetto alla stampa periodica.

“A Segrate stanno facendo i conti con un quadro di contrazione degli investimenti pubblicitari e di calo delle copie vendute”, scrive il magazine, sottolineando come Marina Berlusconi sarebbe orientata a rafforzare ulteriormente il comparto libri, oggi considerato il più redditizio per il gruppo.

Una scelta che rifletterebbe un cambio di rotta ormai evidente: i ricavi derivanti dalle attività digitali dell’area Media avrebbero già superato quelli della carta stampata, mentre il settore libri continuerebbe a rappresentare la fetta più importante in termini di margini e profitti complessivi.

In questo scenario, anche una testata storica come Chi si troverebbe inevitabilmente a fare i conti con un mercato sempre più difficile.

Il settimanale Chi dopo l’addio di Alfonso Signorini

A rendere ancora più delicato il momento è stato l’addio di Alfonso Signorini alla direzione editoriale del settimanale, annunciato qualche tempo fa con una lettera aperta ai lettori dopo vent’anni alla guida della rivista.

Signorini, direttore dal 2006 e volto simbolo della linea editoriale del giornale, ha spiegato che la sua decisione non sarebbe stata dettata esclusivamente dalle polemiche nate attorno agli attacchi di Fabrizio Corona, che nelle settimane precedenti avevano alimentato un forte clamore mediatico.

Il conduttore e giornalista ha parlato piuttosto della volontà di dedicarsi ad altri aspetti della propria vita, sentendo il bisogno di recuperare una dimensione privata che, negli anni, si era progressivamente dissolta.

È inevitabile però che il caso abbia avuto un peso anche sul piano dell’immagine pubblica del settimanale. L’uscita di scena di Signorini ha infatti aperto interrogativi non solo sulla guida futura della testata, ma anche sulla sua stessa sopravvivenza editoriale.

Per ora non esistono conferme ufficiali da parte di Mondadori, né comunicazioni formali sulla possibile chiusura del giornale. Ma il silenzio alimenta inevitabilmente le speculazioni.

La crisi di Chi (e della carta stampata)

Il caso Chi si inserisce in una crisi più ampia che riguarda l’intero comparto dei settimanali di cronaca rosa, da anni alle prese con un progressivo calo delle vendite e con la difficoltà di imporsi nel mondo digitale.

Il motivo è evidente: il gossip, oggi, si consuma in tempo reale. Non passa più necessariamente dalle copertine delle riviste ma dalle stories di Instagram, dai post su TikTok e dai contenuti immediati diffusi direttamente dai protagonisti.

La cronaca rosa si è trasformata in una narrazione continua, frammentata e istantanea, dove l’attesa dell’uscita in edicola ha perso gran parte del suo valore.

Per Chi, simbolo di un’epoca editoriale ben precisa, il futuro appare dunque incerto. E se davvero dovesse arrivare la chiusura, sarebbe molto più della fine di un giornale: sarebbe il segno definitivo di un cambiamento profondo nel modo di raccontare (e consumare) il gossip.

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