Panni che sgocciolano sul balcone, le regole condominiali e quanto rischi di multa

Non è la legge a vietare di stendere i panni in balcone, ma ci sono comunque delle regole da rispettare: ecco tutto quello che c'è da sapere

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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A chi non capita di stendere i panni in balcone? Molte persone lo fanno quotidianamente, ma ci sono degli aspetti da conoscere: la legge in sé non vieta di stendere il bucato all’aperto, sono le regole condominiali quelle che dobbiamo prendere come punto di riferimento, in particolare quando le classiche goccioline arrivano sul balcone del vicino.

Si possono stendere i panni in balcone?

Il balcone fa parte del nostro appartamento, e lì possiamo stendere i nostri panni al sole come abbiamo sempre fatto. Sebbene non esista un divieto generale, rimane comunque necessario rispettare i diritti dei vicini e le eventuali limitazioni previste dal regolamento condominiale e da quello comunale.

In condominio la prima cosa da guardare è il tipo di regolamento. Quello approvato dall’assemblea a maggioranza detta le regole per le parti comuni, come il cortile o il terrazzo condiviso. Quello contrattuale, accettato da tutti i proprietari, spesso con l’atto di acquisto della casa, può invece arrivare fino ai balconi privati e vietare i panni stesi, per esempio sul lato della facciata che dà sulla strada. Il divieto, però, va scritto in modo esplicito: una clausola generica sul decoro dell’edificio è insufficiente.

Poi ci sono i Comuni: alcuni, soprattutto nei centri storici e nelle località turistiche, limitano il bucato steso alle finestre e ai balconi visibili dalla strada con il regolamento di polizia urbana. Prima di aprire lo stendino, quindi, soprattutto se magari abbiamo appena traslocato, meglio dare una lettura alle regole del palazzo o, in alternativa, fare una telefonata all’amministratore per togliere ogni dubbio. Se viviamo in affitto, possiamo chiederne una copia anche al proprietario di casa.

Cosa si rischia se i panni sgocciolano sul balcone del vicino?

Il problema nasce quando i panni sgocciolano, e capita soprattutto con lenzuola e asciugamani stesi di fretta, magari dopo una centrifuga leggera: l’acqua scende sul balcone di sotto e bagna le piante, i cuscini delle sedie, a volte anche il bucato del vicino, già asciutto. La Cassazione è stata chiara: chi abita al piano inferiore può chiedere che lo sgocciolamento si fermi. Di solito si comincia con una parola sul pianerottolo, poi arrivano la lettera dell’amministratore o una diffida. Se le gocce continuano, il vicino può rivolgersi al giudice per ottenere la cessazione dello sgocciolamento e il risarcimento dei danni dimostrati; a seconda del caso, può essere disposta anche la rimozione dello stendino.

E le multe? Dipende da dove arriva il divieto. Se è scritto nel regolamento condominiale, l’assemblea può decidere una sanzione fino a 200 euro, che sale fino a 800 euro quando la violazione si ripete. Se invece la regola è del Comune, la multa va di norma da 25 a 500 euro, con importi stabiliti da ogni amministrazione.

Lo sgocciolamento può avere conseguenze penali se rischia di bagnare, sporcare o infastidire chi usa il balcone di sotto (il getto pericoloso di cose è previsto dall’articolo 674 del codice penale). Il giudice valuta il caso a sé, considerando anche quanta acqua cade e quanto spesso succede.

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