Garlasco, i genitori di Chiara Poggi a Verissimo: “Per noi il colpevole è Stasi”. La verità sul risarcimento

I genitori di Chiara Poggi rompono il silenzio: per loro il colpevole resta Stasi. E sul risarcimento chiariscono: "Se dovremo restituirlo, lo faremo"

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Per la prima volta Giuseppe Poggi e Rita Preda, i genitori di Chiara Poggi, hanno scelto di raccontarsi in televisione. Ospiti di Silvia Toffanin a Verissimo, sono tornati sul delitto di Garlasco e sulla nuova inchiesta che ha riacceso i riflettori sull’omicidio della figlia, avvenuto il 13 agosto 2007. La loro posizione resta ferma: per loro il colpevole è Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. Ma se la giustizia dovesse arrivare a conclusioni differenti, sono pronti ad accettarle.

Garlasco, l’intervista dei genitori di Chiara Poggi a Verissimo

“Fino a quando la giustizia non ci consegnerà un altro nome, per noi il colpevole è Stasi”, hanno ribadito Giuseppe e Rita a Silvia Toffanin. Una convinzione legata alla sentenza definitiva arrivata dopo un lunghissimo iter giudiziario. “Abbiamo fatto cinque processi, otto anni di processi. Non è che ci intestardiamo”, ha spiegato il padre di Chiara a Verissimo.

La riapertura delle indagini e gli accertamenti su Andrea Sempio non bastano dunque, almeno per ora, a cambiare la loro posizione. “Non è che perché una procura fa un’indagine allora si accende la lampadina e uno cambia idea”, ha aggiunto Giuseppe. “Se la giustizia ci darà un altro colpevole, ne prenderemo atto”.

Rita ha ricordato Sempio come “un ragazzo normale”, che frequentava la loro casa soprattutto nell’estate del 2007. I genitori hanno inoltre assicurato di non avere nulla in contrario rispetto ai nuovi accertamenti: chiedono soltanto che siano gli esperti e la magistratura a stabilire la verità.

Hanno affrontato anche il delicato tema del risarcimento ricevuto da Stasi. Se un’eventuale revisione dovesse portare a conseguenze in tal senso, non avrebbero problemi a restituirlo: “I soldi sono lì”, hanno ribadito, precisando che la somma si trova ancora su un conto corrente condiviso con il figlio Marco.

L’ultimo ricordo di Chiara Poggi

Ma Giuseppe e Rita hanno scelto Verissimo soprattutto per riportare al centro Chiara, la persona prima ancora della vittima di uno dei casi di cronaca più discussi d’Italia. “In questo anno e mezzo di Chiara si è parlato troppo poco”, ha sottolineato il padre.

Era una ragazza determinata e molto esigente con se stessa. Sognava di diventare manager e puntava sempre al massimo negli studi. Una volta, dopo aver ottenuto 27 a un esame, disse al padre di volerlo rifare perché non era soddisfatta del risultato.

Poi il ricordo più doloroso, quello dell’ultima immagine della figlia ancora viva. Nell’agosto 2007 Chiara aveva deciso di non partire in vacanza con la famiglia, anche perché da poco era fidanzata con Alberto Stasi. “La ricordiamo ancora sul cancello che ci salutava con la mano”, hanno rammentato.

Dopo la sua morte anche i gesti più semplici sono diventati difficili. Rita ha continuato, per esempio, a frequentare il supermercato dove andava insieme alla figlia: “La prima volta mi è sembrato di scalare una montagna”.

“Dopo 19 anni Chiara ha diritto di riposare in pace”

A pesare oggi è anche la nuova pressione mediatica intorno al delitto di Garlasco. Rita ha raccontato di non riuscire più a seguire tutto quello che viene detto in televisione. In una sola sera, ha ricordato Giuseppe, avevano contato sette programmi dedicati contemporaneamente al caso.

Un’attenzione arrivata fino davanti alla loro abitazione, tanto che il Comune è dovuto intervenire per limitare l’accesso dei non residenti nella strada. Particolarmente dolorose sono state poi le ricostruzioni che hanno coinvolto Marco Poggi, fratello di Chiara. “Leggere che nostro figlio era tornato a casa di notte per uccidere Chiara con Sempio è stata una pugnalata”, hanno confessato.

Marco, secondo i genitori, ha pagato un prezzo altissimo: “Ha sofferto più di noi. Ci siamo trovati a dover combattere per nostra figlia e per lui”.

Dopo quasi due decenni, Giuseppe e Rita chiedono soprattutto che si arrivi a un punto definitivo. Senza opporsi alle indagini e pronti ad accettare ciò che stabilirà la giustizia. Ma con un desiderio che supera processi, ipotesi e ricostruzioni: “Vorremmo che questa storia finisse. Dopo 19 anni Chiara ha diritto di riposare in pace”.

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