Equinozio d’autunno, quando cade nel 2026 e cosa cambia in cielo

L'equinozio d'autunno 2026 sta per arrivare: cosa accade e come cambierà il cielo.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

L’estate sta per finire e terminerà definitivamente con l’arrivo dell’equinozio d’autunno 2026. Una data importante che ci traghetterà versa la nuova stagione, con cambiamenti importanti anche nel cielo.

Equinozio d’autunno, cos’è e quando cade nel 2026

Partiamo dalle basi. L’equinozio d’autunno è il momento astronomico che serve a segnare l’inizio dell’autunno e la fine dell’estate nell’emisfero boreale. Il termine “equinozio” deriva dalle parole latine “aequus”, che significa uguale, e “nox” che vuol dire notte.

Questo nome dunque indica che la durata della luce e del buio sarà identica. Durante l’equinozio infatti i raggi del sole cadono perpendicolari all’equatore. Questo fa sì che la notte e il giorno durino esattamente dodici ore in qualsiasi parte della Terra.

L’equinozio d’autunno nel nostro emisfero, ossia quello boreale, cade in un periodo fra il 21 e il 24 settembre, mentre nell’emisfero australe nello stesso periodo inizia la primavera.

Va poi specificato che questo fenomeno non ha una data che è fissa, ma il suo arrivo varia ogni anno. In Italia l’appuntamento è per mercoledì 23 settembre 2026 alle 2:05 quando inizierà la nuova stagione.

Ma cosa accadrà in sostanza? L’arrivo dell’autunno il 23 settembre si farà notare e sarà accompagnato da un mutamento importante nella durata delle giornate. Nei prossimi giorni noteremo che il tramonto arriverà ogni giorno con un po’ di anticipo. Se il primo settembre era tramontato alle 19:49 alla fine del mese il buio arriverà alle 18:56. Nei mesi successivi questo fenomeno continuerà, sino all’arrivo del solstizio d’inverno.

Cosa cambierà nel cielo

Cosa cambierà nel cielo con l’equinozio d’autunno? Il mutamento più evidente riguarderà un cielo che, durante la notte, offrirà una maggiore possibilità di osservare stelle e pianeti. A settembre, in particolare, si potrà osservare Saturno che sarà ben visibile durante le ore notturne. Il 26 settembre invece gli astronomi segnalano l’opposizione di Nettuno che si potrà ammirare con il telescopio.

L’equinozio segna il passaggio fra le stagioni e un movimento ciclico che governa il nostro Universo. Questo momento è legato all’idea di ritorno e attorno ad esso esistono numerose leggende e credenze.

Nell’antica Grecia, l’equinozio d’autunno era legato ad Ade, il dio della morte. Secondo il mito Persefone, figlia di Demetra, venne rapita da Ade che si innamorò perdutamente di lei. La dea provò in tutti i modi a salvare la figlia, scendendo lei stessa negli inferi, ma non ci riuscì perché lei mangiò dei chicchi di melograno, legandosi in questo modo per sempre ad Ade.

La leggenda narra che Persefone da quel momento trascorrerà nel regno dei morti ben sei mesi – ossia quelli autunnali e invernali – e sulla Terra il restante dei mesi insieme alla madre Demetra, decretando l’arrivo di primavera ed estate.

I Celti invece collegavano l’equinozio d’autunno ad una sorta di festa dell’oscurità, capace di dividere gli innamorati. Questo momento dell’anno veniva celebrato con dei grandi fuochi che venivano accesi per tutta la notte, demonizzando in questo modo l’arrivo del grande freddo.

Anche gli Antichi Romani celebravano l’equinozio di autunno con celebrazioni e feste organizzate nei campi in cui si consumava vino.

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