Così, in punta di piedi, anche il secondo mese dell’anno è arrivato e la Festa degli Innamorati si avvicina sempre di più: qualunque siano i programmi per la serata, e soprattutto qualsiasi sia lo stato del proprio cuore, la domanda che attualmente attanaglia ogni fashion addicted sul pianeta è la medesima: ma come ci si veste a San Valentino?
Del resto che si spenda il proprio tempo in dolce compagnia, insieme alla famiglia, da soli, sul divano con il proprio cane oppure al fianco delle amiche e degli amici più cari, il 14 febbraio rappresenta in ogni caso un’opportunità unica per festeggiare e dare libero sfogo allo stile. Una missione molto più che possibile, addirittura oltremodo facile, dato il romanticismo a regnare sovrano sulle passerelle del 2026. Fra trasparenze audaci, generose porzioni di pizzo, accenti di rosso e bouquet indossabili, tutte mescolate in una sintesi perfetta tra raffinatezza e seduzione, individuare il perfetto look per San Valentino 2026 è un gioco da ragazzi.
Indice
Rosso, come l’amore e la passione
Da dove iniziare, se non dall’emblema cromatico dell’amore e della passione? I colori di tendenza cambiano di anno in anno, eppure ce n’è uno su cui non si sono mai spenti i riflettori. Non un trend stagionale, dunque, ma molto di più: il rosso è un grande classico, e questo lo sappiamo, che non tramonta mai ma comunque si rinnova sempre.
In passerella una presenza costante, un accento, un total look, che ovunque sia posto non perde mai la sua forza ma esercita lo stesso fascino ipnotico su chiunque.
Valentino ne ha fatto la propria cifra stilistica, Gucci ha dipinto Milano intera con il suo Ancora, più di recente, come nella più romantica e passionali delle visioni, Ferragamo aveva fatto sfilare capi e accessori color rubino su di una distesa di petali ton sur ton, in omaggio al Dna della maison.
Parliamo di una tonalità che a dispetto del tempo si presta alle interpretazioni più libere ed alle occasioni più diverse: dalla sfumatura più brillante al bordeaux tutte le gradazioni si abbinano perfettamente tra loro e ad ogni altra nuance esistente, regalandole da subito un impatto visivo diverso e più potente. Indossare lei per San Valentino non è banalità, è avanguardia.
Fiori (all over)
Visto il periodo è certamente l’amore ad essere nell’aria ma, a gran sorpresa e con un certo anticipo, lo è anche la primavera. Sono state le passerelle dell’haute couture parigina a confermarci ciò che era appena una sensazione: è stato un tripudio di fiori, creature alate e suggestioni micologiche, il preciso racconto di un cambiamento vivo e allegorico, tra la flora fiabesca ed il romanticismo terreno, restituito sotto forma di ricami, volumi e colori pastello.
Sull’indelebile impronta di John Galliano e Alexander McQueen, che quasi trent’anni fa trasferivano la botanica in pedana attraverso i propri abiti contrassegnati da petali appassiti e piume, Dior ha rinverdito la medesima narrazione servendosi di peonie, camelie, glicini e ricami arzigogolati accostati a finiture metalliche.
Chloé ha fatto lo stesso abbinando soggetti floreali e trasparenze, mentre Libran, Abi Nader e Manal Ajaj hanno preferito tridimensionalità e texture materiche per rivoluzionare le silhouette classiche. Il risultato? Un’alta moda che pare emergere direttamente dal mondo terreno, tra poesia e riferimenti dark, e che si propone con una certa puntualità come la fonte di ispirazione che si attendeva per il giorno più romantico dell’anno.
C’era una volta, e anche oggi, lo stile Regency
Pinterest Predicts 2026 lo aveva predetto e, scattato il nuovo anno, non c’è voluto poi molto perché la profezia fashion si avverasse: probabilmente complice anche l’arrivo della quarta stagione di Bridgerton, corsetti, ricami preziosi, maniche a sbuffo e gonfie crinoline sono ricomparse per le strade come in una nuova era della Reggenza.
Il 14 febbraio in realtà c’entra ben poco con la piega nostalgica ed il romanticismo decadente della moda in vigore, ma di certo cade a pennello: attingendo dalla letteratura romantica — e forse dall’arrivo nelle sale di Cime Tempestose, film di Emerald Fennell con Margot Robbie e Jacob Elordi tratto dall’omonimo, celebre romanzo di Emily Brontë — Valentino, Giambattista Valli, Erdem, Zimmermann, Simone Rocha, Jill Stuart e Stella McCartney hanno iniziato a riproporre le stesse silhouette del remoto passato mettendole accanto a forme più contemporanee, sino a dare corpo ad una inedita formula stilistica dove entrambe coesistono nella modernità.
Boudoir aesthetic e lingerie a vista
Underwear as outerwear: è questa l’implicita regola della moda 2026, ma urlata attraverso seta bianca rifinita da bordature in pizzo, corsetti, shorts in organza e ciniglia, sottovesti utilizzate come abiti, bralette sotto a tailleur da ufficio e trasparenze di ogni sorta. La lingerie è insomma finalmente fuoriuscita dal cassetto per mostrarsi in tutta la sua bellezza maliziosa alla luce del sole, polverizzando pregiudizi e confini con una naturalezza disarmante.
In pedana da Chloé il chiaro richiamo al boudoir era riletto in chiave anni Settanta, dove il vedo-non vedo in stile boho chic sapeva di sconfinato romanticismo, mentre Valentino ha portato in passerella stratificazioni di colori e tessuti velati in versione Eighties.
Dalla sua Alexander McQueen ha come voluto rendere omaggio alla moda medievale, attraverso svolazzanti capi in pizzo e scenografici colli plissettati, ampi volant e balze in ogni dove. Zimmermann, ancora, ha catturato appieno l’essenza della femminilità per mezzo di trasparenze, maniche a sbuffo, gonne a ruota e bustier. Diciamocelo: ormai indossare l’intimo non è semplicemente un modo per sedurre o ammaliare, ma soprattutto una scelta stilistica ed un segno di emancipazione. Vi è forse scelta più azzeccata per San Valentino 2026?