Standard “alti” in amore perché abbiamo scelto di non accontentarci più. Spesso quando imponiamo dei paletti in amore veniamo etichettate come “pesanti” o “gattare” (come se fosse una vergogna vivere circondate da gatti sicuramente più emotivamente disponibili di molti umani). Forse, però, dopo una catena di situationship e appuntamenti falliti, abbiamo imparato che chi entra nella nostra vita deve aggiungere qualcosa, non completarla. L’amore non è compensare, è accompagnare.
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Come sono cambiati gli standard in amore oggi
Per anni ci è stata insegnata l’equazione “amore=sopportazione”. Se provaste a parlare con una coppia sposata da cinquant’anni, alla domanda “Il segreto per arrivare così lontani?”, risponderebbe “Sopportare”. Ebbene, in una relazione ingoiare il boccone amaro e fare finta di niente sembrava l’unico modo per far funzionare davvero le cose.
Fortunatamente, noi siamo una ventata di aria fresca. Attenzione, lo sappiamo che la relazione perfetta non esiste e spesso bisogna arrivare a un compromesso con la nostra dolce metà, però abbiamo alzato i nostri standard. La cultura del self-care e la solitudine, anche forzata,a cui siamo state purtroppo abituate, ci hanno permesso di ascoltarci e capirci, ed è difficile che una persona che ha ben chiaro ciò che vuole scenda a patti. Abbiamo smesso di romanticizzare il bare minimum, che non significa rendere ogni piccolo gesto nullo, ma riconoscere il proprio valore e sapere cosa si vuole.
Accontentarsi di una relazione che non ci fa stare bene e che mette quotidianamente alla prova la nostra pazienza, non è sinonimo di maturità. Ognuna di noi è unica, gli standard non sono tutti uguali, ma una cosa è certa: per noi, l’amore non è più sopportazione.
Essere esigenti in amore: mito o realtà?
Forse la parola “esigente” non è il termine corretto. Indica una persona che non si accontenta facilmente. Ma rispetto a che cosa? Se come unità di misura prendiamo le relazioni vecchio stampo, allora sì, veniamo sicuramente definite come troppo pretenziose, e chi troppo vuole nulla stringe. O finisce a vivere con dieci gatti. Ma se pensiamo alla nostra generazione e a come siamo cresciute, non appariamo affatto esigenti, bensì oneste.
Il nostro motto è “mai accontentarsi”, poiché significa scendere a compromessi con la propria felicità, un bene troppo prezioso da sacrificare. Col tempo abbiamo imparato che una relazione non è necessaria, e che l’amore lo si può trovare in migliaia di forme diverse e in posti e persone che nemmeno ci si immagina. La realtà in cui siamo cresciute ci ha rese forti e indipendenti, con lo scopo di bastare a noi stesse. L’obiettivo è vivere un amore che ci accompagni nei giorni più grigi della vita, non una realtà masochista dove vince chi sopporta di più.
Self-care e solitudine: gli standard in amore partono da qui
Ovunque, ormai, viene pubblicizzato e spinto il self-care: un atteggiamento rivolto alla propria salute mentale e fisica, che spesso viene integrato nelle attività quotidiane, come guardare il nostro comfort movie o leggere il libro preferito. Sono attività in solitaria che vengono svolte per garantire il benessere della nostra persona, per donarci felicità e tranquillità e staccare la spina dal caos esterno.
Ciò ha fatto sì che sviluppassimo molta attenzione ai nostri bisogni, sia personali che relazionali. Diventa, quindi, difficile che ci accontentiamo del famoso bare minimum in una relazione, ossia il minimo indispensabile. Negli anni si sono andate perdendo anche le grandi compagnie di amici, che oggi sono state sostituite da poche amicizie e selezionate.
Preferiamo di gran lunga connessioni reali in contesti in cui si possono instaurare conversazioni profonde. La selettività anche in amicizia è il riflesso di quanto ci piaccia la compagnia di noi stesse e di quanto i nostri hobby bastino a intrattenerci. È per questo che ci viene difficile accontentarci e non avere standard in amore: ci conosciamo, sappiamo il valore della nostra compagnia e preferiamo chi ha le stesse vibes.
Dating fatigue: come ci ha rese più diffidenti
Non solo solitudine e amor proprio, ma anche stanchezza. Dopo una serie di sfortunati appuntamenti, in cui niente è andato per il verso giusto e chi incontriamo è emotivamente disponibile quanto un bicchiere, la pazienza finisce. La ricerca quindi si affina: iniziamo a cercare aspetti della personalità che non abbiamo ancora trovato. Anche le classiche situationship mettono a dura prova la nostra pazienza: il malessere di turno che arriva e sparisce quando vuole ci ha rese caute.
Essere ghostate, il breadcrumbing, i like alle storie senza un messaggio che li segua: non giochiamo più questa partita. Se vogliamo una relazione seria, pretendiamo rispetto e presenza anche dall’altra parte. E non tutti sono disposti a prendersi un impegno serio.
Alzare gli standard ha alzato anche il bare minimum?
Su TikTok è frequente vedere video di ragazze che criticano i gesti, fatti da qualcuno in una relazione, come “il minimo sindacabile”. Il bare minimum scatena spesso molte faide online, poiché c’è chi definisce certi gesti come il minimo dell’educazione o della galanteria, e altri che ritengono che con una mentalità così si vada a sminuire i piccoli gesti. Per alcune, il passaggio in macchina potrebbe essere bare minimum. Per altre, che a certi gesti forse non sono mai state abituate, è sinonimo di gentilezza e galanteria.
Avendo alzato gli standard in amore, pare si sia alzata anche l’asticella del minimo indispensabile. In realtà, corrono su due linee parallele. Gli standard sono soggettivi e dettati dalla propria esperienza e dai propri desideri. In base a ciò, certi gesti che da qualcuno possono essere interpretati come minimo indispensabile, per altri significano moltissimo. E seguire gli standard in amore che vediamo su TikTok, creerebbe delle false aspettative sulle nostre future relazioni, basate su un aspetto totalmente soggettivo. Il concetto di bare minimum è molto soggettivo e non può essere utilizzato come standard da tutte, poiché ognuna lo plasma in base ai propri valori. Sotto l’asticella, io non scendo.
Non siamo esigenti in amore, siamo meno disponibili al caos
Il problema principale è la differenza di interpretazione della relazione seria. Ad oggi, in pochi vogliono prendersi un tale impegno, e quindi si comportano con leggerezza, spesso giocando con i sentimenti di chi sta dall’altra parte. La diffidenza che ora c’è non se ne andrà facilmente, tranne con la sincerità. Che due persone non cerchino lo stesso legame è perfettamente possibile, ma dirselo prima elimina molti problemi dopo. Sappiamo che da sole ci bastiamo e sappiamo goderci il nostro tempo, non accettiamo più situationship, ghosting o chiunque non dimostri serietà e volontà.
A ben vedere, non abbiamo alzato nessun tipo di standard in amore, forse li abbiamo creati, poiché prima non esistevano proprio all’interno di una relazione. Cercare presenza, affetto e impegno non è essere esigenti in amore, è avere rispetto per la propria persona. E sotto l’asticella non ci scendiamo davvero.