Spille Olimpiadi invernali 2026, perché spopolano: dove trovarle

Impazza la spille-mania: sono tutti alla ricerca delle pins speciali per le Olimpiadi invernali 2026. Dove trovarle e quanto costano

Pubblicato:

Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

Cosa resterà a noi cittadini queste Olimpiadi italiane? Ai più fortunati, qualche spilla. Tra i gadget più richiesti dei giochi di Milano Cortina 2026 ci sono le spille, internazionalmente chiamate pins. Si tratta di uno dei souvenir storici dei giochi olimpici che, a Milano e dintorni, hanno causato una vera ossessione. Gente disposta a stare in fila per ore pur di accaparrarsi quella dedicata al proprio quartiere, c’è chi le rivende online e chi ne colleziona a decine. Entrare in possesso di una spilla delle Olimpiadi invernali non è facile, ma conosciamo i luoghi in cui cercarle.

Dove trovare le pins dedicate a Milano Cortina 2026

Sono numerosi gli shop olimpici sparsi per la città di Milano, qui si possono trovare gadget dedicati alle Olimpiadi di ogni tipo: dai peluche delle tenere mascotte Tina e Milo alle giacche, zaini e cappellini. Ci sono anche le spillette dedicate, quelle ufficiali che, però, non sono affatto tra le più richieste. Quelle che i milanesi (e non solo loro) vogliono sono le Official City Pins, la collezione speciale realizzata dal Comune assieme alla Fondazione Milano Cortina 2026.

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Si tratta di 14 spillette, 12 olimpiche e 2 paralimpiche, ispirate ai luoghi simbolo del capoluogo lombardo. Ogni spilla celebra un quartiere meneghino: ci sono quelle che omaggiano il Duomo e il Castello, e quelle dedicate a Brera, Navigli, Porta Romana, Sarpi, NoLo, Porta Venezia e Isola. Tutte distribuite gratuitamente, ogni giorno in quartiere diverso – quello raffigurato sulla pin appunto – presso sede culturale e edicole tradizionali.

Non serve pagare ma bisogna essere parecchio veloci. Le spillette sono distribuite gratuitamente dal 7 al 18 febbraio, ogni giorno in un luogo diverso, annunciato alle 8:00 del mattino sul canale Instagram di Visit Milano. La fila è lunga, lunghissima, e soltanto i più lesti e pazienti potranno, ottenendo 2 o più spille diverse, sperare di ottenere infine la Spilla del Panettone, la più rara, simbolo dell’intera città.

La storia delle spille delle Olimpiadi invernali

L’origine delle spille olimpiche ha radici antiche. Alle prime Olimpiadi moderne, quelle del 1896 ad Atene, allenatori e giornalisti indossavano piccoli distintivi in legno per identificarsi. Le prime vere spillette in metallo arrivarono nell’edizione non ufficiale del 1906, per poi prendere piede ai Giochi di Parigi del 1924. In Francia, gli atleti iniziarono a scambiarsi le spille dei rispettivi paesi in segno di amicizia. Almeno fino agli Anni ’70, il fenomeno riguardava esclusivamente gli addetti ai lavori: le spille si trovavano soltanto all’interno dei villaggi olimpici, destinate solo ai campioni e ai loro team.

Poi arrivarono gli statunitensi che, geni mondiali del marketing, trasformarono le spille in un fenomeno di massa. Il primo pin center, dove ottenere e scambiarsi le pin, fu allestito ai Giochi di Los Angeles nel 1984. Da allora, tutti hanno iniziato a realizzare una propria spilla: le squadre nazionali, gli sponsor, le categorie sportive, le testate, le istituzioni e persino i singoli atleti. Si tratta dunque di una tradizione di lunga data ma che i social, e la Fomo dei milanesi, hanno trasformato in una vera ossessione alle Olimpiadi invernali 2026. È la gara al di fuori delle gare: vince chi riesce ad accaparrarsi il maggior numero di spillette, da sfoggiare rigorosamente sui social.

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