Gli slang che nascono dai trend TikTok come il “67” diventano, in poco tempo, degli inside joke generazionali. Ciò diventa un codice condiviso che crea il sentimento di appartenenza e gruppo che ci piace tanto cercare.
Ma non è sempre facile interpretarli, anche perché, negli anni, i tipi di meme che vanno virali sono cambiati molto.
Indice
Cosa significa davvero “67” sui social?
Eravamo abituate ai meme ironici, dove diventava virale una frase ironica (magari accompagnata da una musica specifica in sottofondo) e tutte chiunque cercava di replicarli.
Il trend di TikTok “67”, invece, non segue la logica dei meme tradizionali. È nato come un tormentone musicale proveniente dal brano Doot Doot (67) del rapper statunitense Skrilla e accompagnato da un gesto con le mani che simula una bilancia. Niente di più. Nessun significato nascosto, nessun riferimento. Solo due numeri, six-seven.
Un trend che appartiene, in realtà, alla Generazione Alpha, ma che è andato talmente virale che sicuramente lo abbiamo sentito tutte noi almeno una volta.
È interessante poiché “67” appartiene alla categoria dei brainrot, i meme che vanno virali sui social ma che non seguono nessun senso logico. Vi ricordate Tung Tung Sahur, la creatura di legno creata con l’Intelligenza Artificiale? È un esempio perfetto della categoria di meme che spopolano ma che non significano nulla.
La particolarità dei brainrot, come il “67”, è che divertono proprio per la loro natura no-sense. Ed è anche lo stesso motivo per cui a noi non piacciono: perché una cosa illogica dovrebbe far ridere?
È un trend divisivo, che rivoluziona la categoria dei meme rendendo virale una nuova comicità e che sembra allontanarci sempre di più dal mondo social, ma che costituisce un codice condiviso fatto di inside joke che trasmette la sensazione di far parte di un gruppo.
“67”, come nasce un linguaggio comune che ci fa sentire parte di un gruppo
Per chi frequenta assiduamente i social, i trend possono diventare un inside joke, ossia un riferimento a qualcosa comprensibile solo da una cerchia ristretta di persone. Un po’ come quando nei commenti di qualche video su TikTok troviamo “Questo lo può sapere solo chi scrolla per 12h”, ma più in grande.
Gli inside jokes escono dall’universo di internet per entrare nel nostro linguaggio quotidiano e, diffondendosi, creano la sensazione di appartenere a un gruppo.
Per la Gen Alpha, “67” è quasi un rifugio digitale. Un codice che permette di riconoscersi subito tra coetanei, online e offline. Nasce un’identità online condivisa che promuove un senso di appartenenza.
La diffusione di nuovi trend e meme su TikTok è molto accelerata grazie agli algoritmi che ci ripropongono video simili ai già visti, perciò abbiamo sempre nuove parole virali che assumono sempre un significato diverso. Bastano un video virale, un commento ripetuto migliaia di volte e un creator che cavalca il meme per creare un nuovo linguaggio.
E cosa accade quando molte persone utilizzano la stessa espressione? Essa assumerà significati diversi in base al contesto, fino a rendere quasi impossibile stabilire perché è davvero nato un trend.
È interessante sapere che “67”, per quanto online sia un brainrot, ha diversi significati: nella Smorfia Napoletana, il numero 67 indica una situazione caotica e grottesca. Il caso ha voluto che l’espressione “67” venga utilizzata proprio come risposta ironica a situazioni confusionarie, quindi senza nessun collegamento a ciò che è successo.
Perché il trend “67” su TikTok divide Gen Z da Gen Alpha?
I trend non durano per sempre, specie su TikTok dove sempre nuovi contenuti vengono spinti e creano sottoculture virali ma veloci.
Ciò che cambia è la comicità: i brainrot fanno ridere perché non hanno senso, e noi che siamo abituate a meme che abbiano un fondo di verità, li odiamo.
Il trend “67” per noi risulta incomprensibile: su TikTok sono molti i video di creator o persone della Gen Z che si chiedono che significato abbia e perché sia andato così virale. Nei commenti ci sentiamo tutte un po’ “boomer”. Quando arrivi a chiederti che significato abbiano i nuovi trend o le espressioni virali, capisci di essere cresciuta.
La realtà è che un po’ dipende dall’algoritmo di ognuna di noi, un po’ perché fondamentalmente siamo uscite dalla nuova community che si è insidiata sui social. Ciò che ora viene trovato divertente è diverso da prima, e forse facciamo fatica ad abituarci. È bello, però, che ogni generazione abbia la propria grande community online di riferimento. Le tipologie di meme ci differenziano e ci fanno percepire internet come uno spazio nostro, dove la complicità e la sensazione di appartenenza a un gruppo esclusivo fanno da colonne portanti.
Ma forse l’andazzo dei social è proprio così: la cultura di riferimento cambia per accogliere sempre più utenti.
Oggi è il trend “67”, domani chi lo sa: la velocità di TikTok
Sentirsi parte di un gruppo è una bella sensazione, ma che sui social assume ogni volta un volto diverso. Ciò che cambia è il meme, la sottocultura o l’espressione. Tutto contribuisce a creare una community in cui le persone che vi fanno parte condividono solitamente età e interessi.
Ma la velocità con cui i trend cambiano non permette a niente di stabilirsi tra gli utenti social. Il linguaggio è diventato qualcosa da reinventare continuamente, con storpiature o nuovi significati che gli vengono attribuiti, facendo nascere e morire velocemente le sottoculture.
Ce n’è per tutti: la cultura online è riconosciuta per essere effimera e veloce.
Il potere dei meme virali è proprio qui: essere costantemente aggiornati su ciò che gira su TikTok ci fa sentire connesse al presente e aggiornate. Un linguaggio comune in tempo reale che noi vogliamo capire e di cui vogliamo far parte.
È il motivo per cui le nuove espressioni create sono così potenti. Data la velocità di cambiamento che conosciamo bene, tutti vogliono sapere cosa significano e in che contesto si utilizzano, per utilizzarle a loro volta senza fare figuracce.
I meme non sono mai solo intrattenimento, ma un modo per riconoscersi e poter utilizzare la stessa ironia con chi li capisce. Ed è anche la ragione per cui ci divertiamo tanto quando mostriamo meme ai nostri genitori e loro ci riempiono di domande, non capendoli.
I trend passano, le espressioni cambiano significato e le sottoculture vengono presto sostituite da altre. Ma ciò che non cambia è il desiderio di appartenenza nascosto sotto strati di ironia e inside jokes. Perché alla fine tutte vogliamo sentirci parte di un gruppo, e tutte vogliamo poter scherzare con chi ci capisce davvero.