Giulio Cesare, chi furono le sue tre mogli

Da Cornelia sino a Calpurnia: chi furono le tre mogli di Giulio Cesare fra tradimenti e numerose amanti.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

Giulio Cesare non è stato solamente l’ultimo dittatore della Repubblica romana, ma è conosciuto anche per essere stato un grande seduttore. Nel corso della sua vita ha infatti avuto numerosi amori: riuscì a conquistare la splendida Cleopatra, ma ebbe anche ben tre mogli.

Cornelia, il grande amore di Giulio Cesare

La sua prima moglie fu Cornelia, una nobile bellissima da cui ebbe la figlia Giulia. Quello fra Giulio Cesare e Cornelia fu un grandissimo amore, ma il loro matrimonio fu costellato da numerosi tradimenti. Cesare infatti non esitò a sedurre Tertulla, la moglie di Crasso, poco dopo fece innamorare Muzia, la consorte di Pompeo, spingendo quest’ultimo a ripudiarla. Questa sua relazione divenne una mossa politica importante: quando Pompeo lasciò la moglie infatti, Cesare lo convinse a sposare sua figlia Giulia, combinando il matrimonio fra la ragazza e il generale.

La relazione extraconiugale più lunga fu quella con Servilia, la sorellastra di Catone Uticense, uno dei maggiori avversari di Cesare. Servilia, che era la madre di Bruto (che avrebbe poi ucciso Cesare), divenne l’amante del dittatore, creando con lui un rapporto durato circa vent’anni, fatto di doni importanti e di un legame fortissimo. Quando Servilia divenne anziana, Cesare si legò invece alla figlia Terza.

La moglie Pompea e lo scandalo Bona Dea

Nel 68 a.C. Cornelia morì, Cesare dunque sposò Pompea, la nipote di Silla, che mise a disposizione del dittatore una dose notevole. Il matrimonio però durò poco, Pompea infatti venne ripudiata da Cesare a causa dello scandalo Bona Dea, un evento che sconvolse Roma, unendo politica, tradimento e sacrilegio religioso.

La Bona Dea era infatti una divinità romana legata ad un culto che era vietato rigorosamente agli uomini. La notte fra il 4 e il 5 dicembre del 62 a.C. Cesare dunque fu costretto ad uscire di casa, lasciando a sua madre, Aurelia Cotta, e a Pompea, sua moglie, la gestione del rito.

Publio Clodio Pulcro, giovane nobile che si era invaghito di Pompea (ricambiato), si intrufolò nella residenza travestito da suonatrice di flauto con la complicità di un’ancella. Mentre si trovava nella casa però venne scoperto a causa del suo timbro profondo di voce. Quando venne dato l’allarme i riti vennero immediatamente interrotti, ma ormai era stato compiuto un sacrilegio.

Il giorno dopo a Roma si parlava solo di questo scandalo. Clodio venne processato, ma riuscì a salvarsi dalla condanna a morte, corrompendo i giudici. Cesare non testimoniò, ma decise di ripudiare la moglie, nonostante non ci fossero delle prove del suo adulterio. Quando i giudici gli chiesero perché lui rispose con una frase rimasta celebre. “La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”, disse.

L’ultimo amore: Calpurnia (e il colpo di fulmine con Cleopatra)

Dopo aver divorziato dalla seconda moglie, Giulio Cesare sposò nel 59 a.C. Calpurnia, la figlia del senatore Lucio Calpurnio Pisone, uno dei suoi alleati più potenti. Il loro matrimonio durò sino alle idi di marzo, quando il dittatore venne assassinato. Anche Calpurnia, purtroppo, fu costretta a sopportare numerosi tradimenti. Fra le tante amanti del dittatore ci fu anche Cleopatra, splendida diciottenne che incontrò per la prima volta nel 48 a.C. quando aveva oltre cinquant’anni. Per il condottiero fu un colpo di fulmine e per nove mesi Cesare si dimenticò completamente di Roma, scegliendo di abbandonarsi all’amore. La coppia ebbe anche un figlio, Cesarione.

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