Parigi è sempre una buona idea, diceva Audrey Hepburn, e sembra che questo valga anche per la politica. Al centro delle cronache c’è l’incontro tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron. Un faccia a faccia che potrebbe regalare una svolta diplomatica, offrendo al pubblico un sapore inedito.
Il Vertice dei Volenterosi ha offerto la chance, insieme alla crisi internazionale scatenata da Stati Uniti e Israele, di scongelare i rapporti tra Roma e Parigi. Sembravano bloccati in un inverno perenne, tra sgarbi istituzionali e gelide strette di mano. Difficile dire che ora brilli il sole tra i due leader, ma abbiamo assistito a qualcosa in più di un primo passo.
Che accoglienza per Meloni
Lasciati da parte i protocolli ingessati tipici degli incontri politici, soprattutto quando avvengono in fasi critiche come quella che viviamo oggi. L’accoglienza per Giorgia Meloni è stata molto amichevole. Il mondo ha assistito alla scena, con le immagini del bacio, dell’abbraccio e di quella risata contagiosa che sono diventate virali.
Quando si parla di rapporti tra Stati, ogni gesto è ben calcolato. Il fatto che Macron sia stato non solo cordiale ma caloroso, vuol dire molto. Alcuni hanno già iniziato ad analizzare nel dettaglio le reazioni della premier, scandagliando ogni possibile espressione. Ciò che resta, però, è l’immagine che volutamente è stata fornita al mondo: bacio sulla guancia e momento di pura complicità successivo.
Giunta a bordo di un’Alfa Romeo, simbolo di italianità, ha visto Macron raggiungerla di fretta alla base delle scale, così da evitare il dover essere raggiunto. Di fatto non ha voluto mettere distanza tra loro e questo dice molto. Le due parti hanno chiaramente superato la fase della diffidenza, approdando a quella della collaborazione matura.
L’immagine è tutto, dunque, anche se qui sembra esserci anche tanta pragmaticità. Quella stessa che pare aver conquistato Macron, che pare abbia trovato in Meloni un’interlocutrice solida in chiave europea.
Il look di Giorgia Meloni
Lo stile di Giorgia Meloni sfoggiato a Parigi è stato perfetto. Sobrio ma deciso, unendo eleganza istituzionale e freschezza primaverile. Nel suo incontro con Macron ha confermato ancora una volta la sua predilezione per gli abiti sartoriali. Ha infatti indossato un completo rosso vivo, che cattura immediatamente lo sguardo.
Una vera e propria dichiarazione, la sua. Un tailleur dal taglio sartoriale, composto da blazer strutturato e pantaloni ampi, che scivolano morbidi fino a sfiorare le scarpe. Linea pulita ed essenziale. Un vero e proprio “power suit”.
Il colore non casuale, comunicando sicurezza e leadership. In un contesto come quello dell’Eliseo, è una tonalità che rompe gli schemi, senza per questo risultare fuori luogo. Sotto il blazer, una camicia chiara che ammorbidisce l’insieme, creando un equilibrio cromatico sofisticato. Accessori infine ridotti al minimo: niente eccessi, solo dettagli studiati per non distrarre dal messaggio principale.