Il secchio è pronto e il profumo di pulito riempie la stanza. Poi l’acqua evapora ed ecco il piccolo dramma: ricompaiono le strisce, una patina opaca che spegne le piastrelle. Perché succede? Ci sono degli errori da non fare.
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Lavare il pavimento senza avere eliminato polvere e briciole
Il primo passo falso? Passare subito al lavaggio umido, senza aver tolto lo sporco asciutto. Capelli, granelli di sabbia, polvere e briciole, appena incontrano acqua e detergente, si trasformano in una poltiglia che il panno raccoglie e trascina da una parte all’altra della stanza. Il pavimento, in pratica, si sporca mentre crediamo di pulirlo.
La semplice scopa, per quanto comoda, tende a lasciarsi sfuggire le particelle più sottili, che poi ritroviamo ovunque. Meglio affidarsi all’aspirapolvere, alla scopa elettrica o a un panno cattura-polvere pulito, a seconda del tipo di superficie. E attenzione ai punti che di solito trascuriamo: gli angoli, i battiscopa, le fughe tra le piastrelle e le zone nascoste sotto i mobili, dove lo sporco secco si accumula indisturbato.
Usare troppo detergente pensando di pulire meglio
Passiamo al secondo errore: la convinzione che una dose abbondante di prodotto pulisca di più è tra le più radicate, e tra le più sbagliate. L’eccesso di detergente lascia sul pavimento una sottile pellicola, a volte opaca a volte vischiosa, che invece di sparire resta lì. Cosa comporta? Diventa una sorta di calamita: attira polvere e impronte, così dopo poche ore la superficie sembra di nuovo da lavare.
I prodotti concentrati vanno diluiti seguendo alla lettera le indicazioni sull’etichetta. Versare il tappo “a occhio”, con quella mezza dose in più per sicurezza, è il modo più facile per sbagliare le proporzioni.
Mai, poi, mischiare due detergenti diversi: non solo non avviene alcun effetto potenziato, ma si rischiano delle combinazioni pericolose. I prodotti si usano uno alla volta, come indica chi li ha formulati. Se il pavimento porta già i segni di un accumulo, proviamo a rimuoverlo con un passaggio con un panno pulito e pochissimo prodotto.
Continuare a lavare con acqua e panno ormai sporchi
Mentre laviamo, il panno raccoglie lo sporco dal pavimento, poi torna nel secchio e ne rilascia una parte nell’acqua. Andando avanti con la stessa soluzione, ormai torbida e grigia, quello sporco ricomincia il giro e finisce di nuovo sulle piastrelle.
La regola è semplice: appena l’acqua perde trasparenza, si cambia. Nelle stanze grandi o molto vissute può servire farlo più di una volta. Anche il panno o la frangia vanno puliti prima di iniziare e lavati e asciugati bene dopo l’uso, perché se lo straccio conserva i residui del lavaggio precedente rilascia aloni e cattivi odori. Prevediamo di usare due secchi, uno con la soluzione detergente e uno con sola acqua per il risciacquo del panno.
Usare la stessa quantità d’acqua e lo stesso prodotto su ogni superficie
Trattare gres, ceramica, parquet, laminato e pietra naturale tutti allo stesso modo è l’ultimo errore che non dobbiamo fare, soprattutto su alcuni materiali rischiamo persino di pagarlo a caro prezzo. Ogni superficie ha le sue esigenze, e il detergente andrebbe scelto tra quelli dichiarati adatti al tipo di pavimento, usandolo nella dose prevista. Le formule generiche e aggressive rischiano di rovinare alcune finiture in modo irreparabile.
Il legno è il più delicato di tutti. Su parquet e laminato il panno va ben strizzato, quasi asciutto, ma anche sulle altre superfici un pavimento troppo inzuppato si asciuga lentamente e finisce per mostrare striature. Il metodo migliore resta procedere per zone, sciacquando spesso il panno, e partire dal punto più lontano dall’uscita, così da uscire dalla stanza senza calpestare ciò che abbiamo appena lavato.