L’autunno è quel meraviglioso periodo di passaggio tra le due stagioni principali, che colora parchi e viali col suo variopinto foliage. Ma a proposito di foglie cadute dagli alberi, se pensiamo che siano un materiale di risulta da gettare, prepariamoci a cambiare idea.
Già, il tappeto di fogliame autunnale che copre la terra è infatti un elemento prezioso per i nostri orti e giardini. In pochi passaggi lo si può trasformare in compost o anche pacciamatura, due soluzioni furbe e naturali che donano nutrimento e protezione.
Ma non solo, visto che le foglie cadute possono diventare la materia prima più chic per i nostri lavoretti stagionali. Il fai da te in questo periodo dell’anno, quando le giornate si accorciano e il clima è ballerino, è un’occupazione deliziosa per passare i pomeriggi in casa.
Con le nostre ceste colme di foglie rosse, gialle, arancioni e ruggine abbiamo solo l’imbarazzo della scelta su cosa fare. Non ci resta che rimboccarci le maniche e vedere quali opzioni di riciclo sono le più adatte per non sprecare questa risorsa.
Indice
Foglie secche come concime: quando e come adoperarle
Le foglie cadute possono rivelarsi un ausilio ottimo per la salute del terreno, a patto di sapere come adoperarle. Va infatti considerato che il materiale secco lasciato nel suolo avvia un processo di decomposizione che assorbe azoto, impoverendo la terra invece di nutrirla.
Al contrario, per ottenere un ottimo compost di foglie, o leaf mold, è necessario guidare la decomposizione con batteri specifici. Il primo passaggio è di selezionare le foglie, eliminando quelle malate o che risultano intaccate da parassiti.
Ora dovremo spezzettarle con un biotrituratore: in questo modo romperemo la cuticola esterna migliorando l’esposizione e velocizzando la decomposizione. Non ci resta che mescolare i pezzetti di fogliame con una sostanza azotata, come lo stallatico.
Le proporzioni devono essere 3 parti di foglie per 1 di materiale azotato: i batteri attaccheranno il carbonio delle prime per avere energia e moltiplicarsi. L’ideale è creare una stratificazione in una compostiera da giardino, alternando gli strati e inumidendo con acqua.
L’umidità favorisce infatti la proliferazione dei microrgnismi. Il cumulo va arieggiato e ossigenato a cadenza regolare, così, a distanza di 4 o 5 mesi potremo ottenere un terriccio scuro e ricco di sostanza organica pronto a dare sprint alle piante.
Le foglie d’albero migliori
Una parentesi doverosa è sulle foglie migliori per il compostaggio, evitando invece le specie arboree che hanno fogliame con una decomposizione troppo lenta. Il carpino, il frassino, l’olmo, il tiglio, tutta la gamma di alberi da frutto tranne gli agrumi, la betulla, il nocciolo, il salice, il pioppo e la robinia sono tra gli alberi più indicati.
La struttura fogliare è infatti veloce a decomporsi, rendendo più agevole la fase di compost e permettendo di ottenere terricci ricchi in pochi mesi. Più lente le foglie di faggio, acero e quercia, ottime per la qualità di humus finale, ma bisognose anche di 12 mesi.
Da evitare invece noce, castagno, ippocastano, platano e acero montano, come anche le conifere e i sempreverdi quali magnolie e lecci. In alcuni casi i concimi possono necessitare fino a 24 mesi per essere pronti, in altri avrebbero un pH inadeguato per alcuni terreni.
Pacciamatura con le foglie secche
La pacciamatura con foglie secche è un metodo naturale che protegge terreno e piante dagli agenti esterni. Da una parte svolge funzione di schermaggio termico, limitando gli attacchi delle gelate invernali o dei climi torridi estivi alle radici, dall’altra controlla le erbacce.
Ma riduce anche evaporazione dell’acqua e inaridimento veloce del suolo, un altro punto a favore di questa soluzione. In questo caso le foglie migliori sono quelle delle specie latifoglie, come querce, olmi, aceri, frassini, castagni, noci e faggi.
La materia prima va triturata, in modo da garantire il passaggio di aria e acqua, poi applicata in modo uniforme a uno spessore di una decina di centimetri sulla terra. Per evitare marciumi, lasciamo spazio tra il fusto della pianta e la pacciamatura.
Se viviamo in una zona ventosa e vogliamo che lo strato non voli subito via, possiamo fissarlo con qualche rametto.
Lavoretti con le foglie autunnali
E passiamo dall’utile al dilettevole, trasformando il foliage nella base per i nostri lavoretti creativi di fai da te. Se abbiamo finito di svolgere i nostri compiti in giardino e ci sono avanzate foglie ancora integre e dai colori sgargianti, il mondo DIY è pieno di idee originali.
La più semplice è di creare un centrotavola autunnale mettendo le foglie secche sul fondo di un vaso ampio in vetro o un piatto di ceramica e decorare con pigne e lanterne. O se vogliamo possiamo trasformarle in un cuscino naturale dove adagiare melagrane e zucche.
Se abbiamo in conto una cena a tema autunnale o un aperitivo di Halloween, questa soluzione veloce e semplice da realizzare donerà immediato carattere alla tavola. Un’unica cura: se abbiamo candele accese, ricordiamoci di tenerle distanti dai materiali secchi.
Un altro modo per non sprecare le foglie cadute dagli alberi del giardino è di renderle protagoniste di raffinate ghirlande. Ma occhio, perché se vogliamo che durino nel tempo senza marcire, dovremo trattarle con sostanze chimiche per schermarle.
La ceratura e la copertura di glicerina vegetale sono le soluzioni migliori per foglie appena raccolte e non ancora trasformate in lavoretti. Se invece abbiamo già intrecciato le nostre ghirlande, una vaporizzata di lacca o di vernice trasparente acrilica spray potrà essere il tocco finale per aumentare la durata della creazione.
I consigli di fai da te
Per qualunque opera creativa siano destinate le nostre foglie, ricordiamoci che valgono alcune regole di raccolta. La prima è di recuperarle durante una giornata asciutta, o di tamponare l’eventuale umidità residua con un panno di cotone.
In questo modo ridurremo il rischio di marciumi e formazione di muffe, che non vanno d’accordo con la salubrità e la tenuta dei lavoretti. In secondo luogo, quando i nostri capolavori saranno pronti, ricordiamoci di evitare l’esposizione in luoghi troppo caldi o soleggiati.
Un calore eccessivo, tipo quello di stufe, caminetti e termosifoni, può infatti alterare la struttura delle foglie. Il sole le può invece scolorire, rendendo inutili i nostri sforzi per dare un tocco glamour alla casa, attraverso questi doni naturali del periodo autunnale.