Il bicarbonato di sodio è uno di quei prodotti che troviamo quasi sempre in casa, in dispensa accanto al sale oppure sotto il lavello insieme a spugne e detersivi. Quante volte lo abbiamo usato per un dolce o per rinfrescare il frigorifero? Ecco perché, quando tra gli scaffali compare una confezione di bicarbonato di potassio, il dubbio arriva puntuale: si tratta della stessa cosa? Il nome è quasi identico e la polvere bianca sembra la medesima, tanto da far pensare a due prodotti equivalenti. In verità l’uso giusto dipende da cosa vogliamo farne e da quanto riportato in etichetta alla voce destinazione d’uso.
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Bicarbonato di sodio e di potassio: quali sono le differenze
Quello che teniamo in dispensa è il bicarbonato di sodio, NaHCO₃, mentre il “cugino” presente sugli scaffali è il bicarbonato di potassio, KHCO₃. Si tratta di due sali distinti, legati però dallo ione bicarbonato, al quale dobbiamo quasi tutti gli usi che conosciamo, dal lavello di casa alla teglia dei dolci fino alle rose sul terrazzo.
Messi uno accanto all’altro si confondono con facilità, visto che di solito si presentano entrambi come polveri bianche e, una volta sciolti in acqua, danno un liquido debolmente alcalino. Alcalino vuol dire l’opposto di acido, e infatti appena incontrano limone, aceto o yogurt reagiscono e liberano bollicine di anidride carbonica: ce ne ricorderemo quando arriveremo ai dolci.
Attenzione però a dedurre da questa somiglianza che si possano usare l’uno al posto dell’altro in qualsiasi occasione. Oltre alla sostanza conta infatti ciò che acquistiamo, perché lo stesso sale viene venduto con destinazioni molto diverse: alimentare, tecnica oppure formulato per il trattamento delle piante, con purezza, additivi e istruzioni che cambiano di conseguenza.
Tra gli scaffali delle pulizie, poi, è facile confonderli con il carbonato di sodio (la soda per il bucato), il percarbonato o il carbonato di potassio. Sono sostanze diverse e decisamente più alcaline o, nel caso del percarbonato, ossidanti, che seguono regole d’uso proprie.
Come usare il bicarbonato di sodio nelle pulizie di casa
Passiamo ora alle pulizie, dove il bicarbonato di sodio è apprezzato soprattutto per due motivi. La sua grana sottile ha un’azione leggermente abrasiva, utile per rimuovere lo sporco leggero. Inoltre può tornare utile per attenuare alcuni cattivi odori, perché reagisce con alcune sostanze acide che ne sono all’origine.
Il modo più comodo per usarlo è preparare una pasta: versiamo un paio di cucchiai di bicarbonato in una ciotolina e aggiungiamo poca acqua alla volta, fino a ottenere una consistenza cremosa, simile a quella di un dentifricio. A questo punto la distribuiamo con una spugna morbida, per esempio sul lavello in acciaio o sui ripiani del frigorifero, strofiniamo delicatamente e risciacquiamo con cura, così da eliminare ogni alone bianco.
Naturalmente ricordiamo che il bicarbonato pulisce e deodora, ma per disinfettare servono prodotti specifici; allo stesso modo, contro il calcare sono gli acidi a funzionare, mentre il bicarbonato fa ben poco.
Come si usano i due bicarbonati in cucina
In cucina, naturalmente, usiamo soltanto bicarbonato dichiarato idoneo all’uso alimentare: la dicitura è riportata in etichetta ed è la prima cosa da controllare.
Il bicarbonato di sodio è un agente lievitante chimico, ovvero possiamo usarlo per far crescere gli impasti quando nella ricetta è presente un ingrediente acido, come lo yogurt, il latticello o il succo di limone. A contatto con l’acido libera anidride carbonica, le bollicine si espandono con il calore del forno e l’impasto si sviluppa.
Anche il bicarbonato di potassio, nella versione alimentare, può essere impiegato come agente lievitante e in alcune formulazioni pensate per ridurre il sodio apportato da questo ingrediente.
Si possono scambiare in una ricetta? La sostituzione è possibile, ma con qualche accortezza perché hanno un peso molecolare diverso e incidono sul gusto ciascuno a modo suo, quindi a parità di grammi il dolce può cambiare sia nel volume sia nel sapore.
Bicarbonato di potassio sulle piante: a cosa serve e come usarlo
Nei nostri giardini, in terrazzo e magari nell’orto, il bicarbonato di potassio è spesso sfruttato come sostanza attiva di alcuni prodotti contro le malattie fungine. Tra queste c’è l’oidio, chiamato anche mal bianco per la patina farinosa che ricopre foglie e germogli di zucchine, rose, fragole e vite.
Questi formulati agiscono per contatto, cioè sulla superficie della pianta raggiunta dal trattamento, dove il fungo si sviluppa. Le etichette indicano in genere di intervenire in prevenzione o ai primi sintomi; su una pianta già molto colpita l’esito è più incerto. Contro afidi, cocciniglie e altri insetti, invece, servono metodi di altro tipo. Per usarli controlliamo le colture e le malattie indicate in etichetta e rispettiamo dosi, diluizioni, intervalli e precauzioni previste per quel prodotto.
Il potassio contenuto nella molecola può far pensare a un concime, ma il bicarbonato di potassio è un fungicida da distribuire sulla vegetazione, e versarlo nel terreno per nutrire le piante è un errore.
Come scegliere il prodotto e conservarlo
In negozio leggiamo il nome per intero, così da capire subito se si tratta di bicarbonato di sodio o di potassio, e controlliamo la destinazione d’uso: alimentare, per le pulizie o per il trattamento delle piante. Un sacchetto destinato al giardino o alla casa va tenuto lontano dalle ricette.
Per la conservazione teniamo ogni polvere nella sua confezione originale, ben chiusa e al riparo dall’umidità, che tende a formare grumi. Evitiamo di travasarla in barattoli anonimi: è il modo più rapido per ritrovarsi con il bicarbonato sbagliato in un impasto. Un ultimo consiglio, per quando abbiamo un dubbio: giriamo il barattolo e leggiamo il retro con calma, perché è proprio lì, tra le scritte più piccole nelle etichette, che troviamo indicato a cosa serve davvero.