Post Milano Design Week 2026 le novità di design da tenere d’occhio

Da Carl Hansen & Søn ad Alessi, da Listone Giordano alla capsule con C.P. Company: i prodotti e i linguaggi progettuali da seguire nei prossimi mesi

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Chiara Guarino

Service e product designer

Designer del prodotto con un occhio allenato a cogliere dettagli, finiture e armonie tra estetica e funzionalità. Crede che la bellezza stia nelle relazioni ben calibrate tra le cose.

Quando i riflettori di Milano si spengono e le installazioni urbane vengono smantellate, per i professionisti e gli appassionati di design inizia la fase più stimolante: la metabolizzazione.

L’ultima edizione della Design Week consegna un panorama in cui il confine tra passato e futuro si dissolve, dando vita a prodotti che non sono semplici oggetti, ma veri e propri manifesti culturali.

Tra il recupero di archivi storici, l’ibridazione con il mondo del fashion e una ricerca di nuovi orizzonti materici, una selezione delle novità da non perdere nei mesi a venire.

L’artigianato nordico: Carl Hansen & Søn

Carl Hansen & Søn
Il divano modulare CH280 e il tavolino CH086 di Hans J. Wegner per Carl Hansen & Søn: la struttura in rovere certificato FSC® con rivestimento in bouclé avorio, la seduta bassa e lo schienale reclinato pensati per incoraggiare le conversazioni nel living

In un mercato spesso dominato dall’inseguimento delle mode, il design danese conferma la sua incrollabile rilevanza. Lo storico marchio Carl Hansen & Søn propone due capolavori di eleganza e funzionalità firmati dal maestro Hans J. Wegner nel 1980: il divano modulare CH280 e il tavolino CH086, in arrivo nei negozi da agosto 2026.

Il divano CH280 è un inno al comfort informale: con la sua seduta bassa e lo schienale reclinato, è progettato per incoraggiare conversazioni rilassate nel living. Fedele alla cifra stilistica di Wegner, la struttura in legno massello non è nascosta dal rivestimento, ma esibita con orgoglio. Le doghe leggermente curve dello schienale gli conferiscono un aspetto solido ma visivamente leggero.

La natura modulare – sezione bracciolo, modulo centrale e poggiapiedi – permette di unire elementi longitudinalmente o ad angolo retto tramite una semplice staffa. A completare la zona conversazione interviene il tavolino CH086 in rovere certificato FSC®, con due prolunghe su cerniere in acciaio inossidabile spazzolato celate sotto il piano principale: un geniale meccanismo salvaspazio che aumenta la superficie d’appoggio senza sacrificare la stabilità.

Superfici vibranti: Supernova di Listone Giordano

Listone Giordano
Il parquet Supernova di Pietro Olioso per la linea Natural Genius di Listone Giordano in un living contemporaneo: il modulo ligneo dai lati concavi e convessi genera un tappeto visivo cangiante che cambia aspetto con la luce e il movimento

I pavimenti non sono più sfondi passivi, ma protagonisti capaci di dettare lo stile della stanza. Questa filosofia tocca il suo apice con Supernova, la nuova pavimentazione in legno firmata dall’architetto Pietro Olioso per la linea Natural Genius di Listone Giordano.

Listone Giordano
Il dettaglio zenitale del parquet Supernova di Listone Giordano: il singolo modulo, ruotando e incastrandosi con sé stesso, crea un effetto visivo cangiante in cui rombi, esagoni e stelle compaiono e scompaiono come in una costellazione

Supernova rivoluziona il concetto stesso di parquet, presentandosi come un universo in espansione che parte da un punto e si sviluppa nello spazio in modo multidirezionale. La sua architettura si basa su un unico modulo ligneo dai lati concavi e convessi che, ruotando e incastrandosi con sé stesso, genera un tappeto visivo cangiante.

Sfruttando la naturale capacità della fibra del legno di riflettere la luce, la superficie cambia aspetto assecondando i movimenti di chi la percorre: rombi, esagoni e stelle compaiono e scompaiono come in una costellazione, ricordando l’increspatura del mare o l’ondeggiare delle praterie.

Bella Tavola: Alessi riporta Sottsass in tavola

Alessi
La versione in porcellana bianca immacolata di “La Bella Tavola” di Ettore Sottsass per Alessi, riproposta sotto la direzione artistica di Andrea Incontri: la purezza formale del servizio originale del 1993 resta intatta, con le falde ampie e i profili sottilissimi

Tornando alla dimensione più intima della casa, Alessi ci ricorda che il design è fatto anche di rituali quotidiani. A Milano, l’azienda ha riproposto un capolavoro degli anni Novanta: La Bella Tavola, il servizio di piatti ideato da Ettore Sottsass nel 1993.

Sottsass non progettava strumenti: cercava di infondere negli oggetti una saggezza capace di elevare la percezione della nostra vita quotidiana. Questo servizio, riproposto sotto la direzione artistica di Andrea Incontri, incarna una purezza formale senza tempo, giocando sul perfetto equilibrio tra l’ampiezza delle falde e la sottigliezza dei profili.

Alessi
“La Bella Tavola” e “My Beautiful China” di Ettore Sottsass per Alessi: i piatti in porcellana bianca con il motivo geometrico blu — delineato da un lieve alone volutamente imperfetto — impilati in gruppi con tazzine da caffè

Riprodotto mantenendo la qualità manifatturiera originaria tedesca, è disponibile nella versione bianca immacolata e nella variante decorata “My Beautiful China”: un motivo geometrico blu delineato da un lieve alone, un dettaglio volutamente imperfetto che Sottsass considerava irrinunciabile.

Alchimie industriali: Alessi x C.P. Company

Alessi x C.P. Company
La Nylon B OverShirt della capsule collection Alessi x C.P. Company nel momento della tintura: il capo viola emerge da un macchinario industriale, testimoniando il processo di usura e colorazione che unisce la manifattura tessile di C.P. Company alla cultura produttiva di Alessi

L’ultima tendenza da non perdere è l’ibridazione tra settori, brillantemente esplorata dalla primissima collaborazione tra Alessi e C.P. Company. Due mondi apparentemente distanti hanno unito le forze riflettendo sulla fabbrica non solo come luogo di produzione, ma come laboratorio condiviso di idee. Partendo dal rito italianissimo del caffè, il sodalizio ha generato una capsule collection svelata tramite l’installazione immersiva BLEND.

Alessi x C.P. Company
caffettiera 9090 di Richard Sapper per Alessi nella versione Alessi x C.P. Company: la finitura in PVD nero ottenuta per sabbiatura manuale applica al metallo la stessa logica di usura e trattamento che C.P. Company riserva ai tessuti

Alcune icone del catalogo Alessi — la celebre caffettiera 9090 di Richard Sapper, le tazze di Jean Nouvel e il vassoio Arran di Enzo Mari — sono state reimmaginate attraverso un processo di sabbiatura manuale e un rivestimento in PVD nero. Questa finitura metallica ultra-sottile applica al metallo la stessa logica di usura e tintura che C.P. Company riserva ai tessuti.

Se c’è una lezione da trarre dalle novità presentate post Design Week, è che l’arredamento di domani non si accontenterà della sola estetica: cercherà di narrare storie profonde, unendo innovazione tecnologica e calore della materia viva.

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