Chateau de Langeais, un edificio dalla storia millenaria con giardini fantastici

Chateau de Langeais è il castello della Loira che vive dentro la città: mille anni di storia, un matrimonio reale e un parco da scoprire

Pubblicato:

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Langeais è un caso unico tra i castelli della Loira; vive dentro la città, tra le case, lungo la via principale, e sorprende i turisti appena girano l’angolo. Un gigante di pietra con quasi mille anni sulle spalle, che si trova in mezzo alla vita di tutti i giorni. Siamo in Touraine, con la Loira che scorre a due passi. I castelli sono due, in realtà: la vecchia torre di Folco Nerra, un mastio antichissimo, tra i più antichi in pietra ancora esistenti in Francia, e la residenza voluta da Luigi XI quattro secoli dopo.

La storia di Chateau de Langeais

Risaliamo fino all’anno Mille, quando la Touraine era terra di conquista, una terra strategica e instabile, contesa dalle grandi famiglie feudali della zona. Langeais finì nell’orbita di Folco Nerra, che vi fece innalzare una fortezza destinata a lasciare un segno duraturo.

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Gli interni di Chateau de Langeais

Poi Langeais passò di mano in mano, contesa tra i conti di Blois e quelli d’Angiò, finì sotto l’Impero Plantageneto, e solo nel 1206 rientrò nel demanio reale francese grazie alle vittorie di Filippo Augusto. Poi arrivò la Guerra dei Cent’anni, e per Langeais fu un disastro. La fortezza finì in mano alle bande armate, e quando Carlo VII riuscì a riprenderla, nel 1428, decise che tanto valeva liberarsene e diede l’ordine di demolizione. Di tutto quel complesso restò in piedi soltanto il mastio, che ancora oggi vediamo lì, testardo, sopravvissuto ai secoli e ai picconi.

Nel Quattrocento Luigi XI trasformò il sito in una residenza nuova affidando il progetto agli uomini della sua cerchia. Il cantiere fu rapidissimo per l’epoca e diede al castello quell’aspetto severo e insieme elegante che ancora oggi lo caratterizza. Già nel luglio del 1466, però, Luigi XI si sfilò e cedette il castello al cugino Dunois, figlio di quel compagno d’armi che aveva combattuto al fianco di Giovanna d’Arco. Il momento che ha consegnato Langeais alla grande storia arrivò nel dicembre del 1491, con le nozze tra Carlo VIII e Anna di Bretagna. Più che una cerimonia privata, fu un passaggio politico decisivo: il destino della Bretagna venne legato alla monarchia francese.

Il contratto conteneva una clausola che il destino avrebbe reso profetica: se il Re fosse morto senza eredi maschi, Anna avrebbe dovuto sposarne il successore. Andò esattamente così. I figli della coppia morirono piccolissimi, Carlo VIII se ne andò nel 1498, e Anna finì per sposare Luigi d’Orléans, poi Luigi XII.

Il castello, dopo secoli di gloria, conobbe anche il suo periodo di abbandono. La rinascita moderna si deve a Jacques Siegfried, che alla fine dell’Ottocento acquistò il castello e lo trasformò in una sorta di grande ricostruzione della vita nobiliare medievale. All’inizio del Novecento lo affidò poi all’Institut de France.

Lo stile e l’architettura di Chateau de Langeais

La cosa più curiosa di Langeais è che sembra due edifici diversi a seconda della posizione in cui lo osserviamo. E lo è, in un certo senso: il ponte levatoio fa da confine tra due mondi. Dal lato che guarda la città, il castello si riconosce per le sette torri massicce in pietra di tufo, il ponte levatoio incastrato tra due torrioni d’ingresso, e in cima una fila di caditoie.

Sembra pronto a reggere un assedio. In realtà è un bluff, e per giunta voluto: gli architetti di Luigi XI avevano progettato quella facciata arcigna soprattutto per impressionare chi arrivava, ricordargli chi comandava. Guardiamo bene le aperture: sono sottili, quasi tagli nella muraglia. Con il passare delle ore si osservano i giochi di luce che accendono la pietra chiara di riflessi caldi che cambiano dal mattino al tramonto.

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Lo stile di Chateau de Langeais

Sul lato del parco, invece, tutto cambia: la pietra si fa più elegante, le aperture diventano più ampie e l’edificio svela la vita di corte. Largo alla luce, alle aperture, alla bella vita di corte, con la pietra che diventa decorazione pura. È lo stesso edificio, ma racconta due epoche: il Medioevo che finisce e il gusto nuovo che avanza.

Dentro prevale ancora l’atmosfera della grande dimora signorile di fine Quattrocento, tra camini monumentali, mobili scolpiti e preziose tappezzerie. Il Rinascimento comincia ad affacciarsi, ma il Medioevo è ancora ben presente. E dal camminamento di ronda, in alto, si apre la vista sulla Valle della Loira, che l’UNESCO ha inserito tra i Patrimoni dell’Umanità.

Si può visitare?

Sì, ed è aperto tutto l’anno. Possiamo girare tra le quindici stanze arredate, o magari passeggiare per il parco (dove non mancano le attività per grandi e piccoli), e vedere da vicino il ponte levatoio, uno degli ultimi ancora funzionanti. Tra rievocazioni ed eventi, Langeais è uno di quei posti dove la storia ci gira intorno mentre camminiamo, viva e a portata di mano.

Cosa vedere

Impossibile non lasciarsi tentare dalla visita agli appartamenti reali; le stanze sono immerse nell’atmosfera del Quattrocento, tra tessuti pregiati, mobili d’epoca e grandi camini. Più che una mostra da guardare a distanza, sembra una casa nobiliare rimasta abitata, ferma al suo tempo. Da vedere la camera di rappresentanza.

Dopo la sala dei banchetti, con il suo camino enorme, il percorso attraversa ambienti dai nomi evocativi e fiabeschi, dalla Sala dei Mille Fiori agli spazi legati alla caccia, fino alle stanze più raccolte e agli oggetti sacri. E nella sala del matrimonio le figure in costume ci riportano al 1491, l’anno delle nozze tra Carlo VIII e Anna di Bretagna.

Dietro il castello resiste il vecchio mastio di Folco Nerra, quello dell’anno Mille, sopravvissuto a tutte le demolizioni. Attorno si stende il parco, con alberi secolari, un’area giochi ben tenuta per i più piccoli, perfino una casa sull’albero costruita su un cedro. Dal belvedere si vede anche il ponte di Langeais, più volte ricostruito nel corso della sua storia e diventato a sua volta parte del paesaggio della città.

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