L’11 settembre, incinte, persero i loro mariti, oggi Patti e Susan aiutano le giovani madri in difficoltà

La storia di Patti Quigley e Susan Retik, che dopo aver perso i loro mariti l’11 settembre 2001 hanno scelto di aiutare le madri vedove dell'Afghanistan

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Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

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25 anni fa la società occidentale diceva addio al mondo come fino ad allora lo si conosceva. L’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 ha lasciato una ferita insanabile. Le vittime furono migliaia, le famiglie che le piangono ancora più numerose. Patti Quigley e Susan Retik, all’epoca entrambe in dolce attesa, vissero lo stesso dolore: persero i loro mariti, i papà di quei bambini che dovevano nascere. Da allora non hanno mai smesso di lottare a favore di tutte le madri in difficoltà.

L’11 settembre 2001 persero i loro mariti

Patti Quigley e il marito Patrick si erano da poco trasferiti in una bella casa a Wellesley, nel Massachussetts. Avevamo bisogno di una sistemazione più grande, perché in attesa del loro secondo figlio. La mattina dell’11 settembre 2001, prima di accompagnare la piccola Rachel all’asilo, Patti salutò con un bacio veloce il marito che saliva su un taxi per dirigersi all’aeroporto, lo attendeva un volo diretto a Los Angeles.

A circa sei chilometri di distanza, nella cittadina di Needham, anche David, il marito di Susan Retik, stava partendo per Los Angeles. “Avevamo due figli, Ben e Molly, ed ero incinta del terzo. – ha raccontato la donna a People – Vivevamo una vita davvero meravigliosa”.

Quella mattina, l’aereo su cui viaggiava David, dirottato dai terroristi di al-Qaeda, si sarebbe schiantato contro la Torre Nord del World Trade Center. Diciassette minuti più tardi, l’aereo di Patrick avrebbe fatto lo stesso sulla Torre Sud. Due famiglie distrutte nel giro di mezz’ora, due felicità interrotte all’improvviso: “È stato davvero devastante”.

Poco più di un mese dopo la morte di Patrick, il 15 ottobre 2001, Quigley diede alla luce Leah. Qualche settimana dopo, Retik diede il benvenuto a Dina. Un’amica in comune le fece incontrare. “Entrammo subito in sintonia. – ricordano – Ci rendemmo conto di condividere qualcosa che nessun altro avrebbe potuto comprendere”.

L’associazione a sostegno delle madri vedove di guerra

Patti Quigley e Susan Retik, così come le altre vittime dell’attentato statunitense, ricevettero un grande aiuto dalle istituzioni e dalla comunità. Lo stesso non accadde alle donne afghane, il cui Paese fu invaso dalle truppe americane proprio in risposta all’attentato dell’11 settembre. “Avevamo tutto questo supporto qui negli Usa, e chi supportava loro? Non avevano voce. – ha affermato Retik – Come non avremmo potuto aiutare quelle donne?”.

Le due amiche fondarono l’associazione no profit Beyond the 11th, che nella sua prima operazione raccose oltre 325mila dollari a supporto di 500 vedove afghane e dei loro 2.500 bambini. “Nessuno vuole essere la vittima. Quando mi sono sentita abbastanza forte da aiutare qualcun altro, è stato questo a darmi la forza di andare avanti”: il coraggio di Susan è incomiabile. Nello stesso anno, le donne volarono in Afghanistan per incontrare di persona alcune delle giovani vedove che avevano beneficiato del loro aiuto.

Patti Quigley, oggi 62 anni, ha in seguito fondato Razia’s Ray of Hope, un’altra associazione no profit che ha costruito e gestisce una scuola femminile in Afghanistan. Beyond the 11th continua a elargire contributi mensili alle madri vedove delle alunne della scuola.

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