Potrei scrivere un milione di righe sul perché la morte di Eric Dane, l’indimenticabile “Dottor Bollore” – McSteamy, in originale – abbia scioccato e sconvolto il mondo. Perché era ancora giovane, bellissimo, famoso, perché aveva fatto sognare e innamorare miliardi di adolescenti (attraversando la GenX e i Millennials nel mondo) perché era un mito per tutti noi e i miti, come tali, dovrebbero essere intoccabili e immortali. Invece la morte di Luke Perry-Dylan, Shannen Doherty-Brenda, di James Van Der Beek–Dawson e ora la sua, ci fanno traballare, ci urlano che siamo tutti terribilmente fragili e “di passaggio”, che la crudeltà di tanti destini ingiusti non guarda in faccia nessuno. Eric Dane è stato colpito da una delle malattie più subdole e crudeli, la SLA, che toglie forza e vita piano piano, che spegne progressivamente e inesorabilmente il tuo corpo.
E vedere proprio il nostro Dottor Mark Sloan, quel gigante biondo e muscoloso, dalla vitalità ed energia prorompente, che avrebbe fatto sentire sicura ogni donna fra le proprie braccia, che con un sorriso ci scoglieva tutte, diventare l’ombra di se stesso, gracile e ridotto a muoversi su una carrozzina, destinato ad un finale inevitabile, è stato terribile, prima ancora di sapere della sua morte. Eppure Eric ha dimostrato che si può combattere e morire con dignità, anche di fronte al nemico più bastardo. Meglio che nella migliore sceneggiatura di Grey’s Anatomy. Lo ha fatto fino all’ultimo, recitando in un film nei panni di un uomo malato di SLA, diventando portavoce della ricerca sulla malattia e rilasciando un’ultima straziante intervista, in cui rivolgendosi al mondo e alle proprie figlie, racconta quello che gli ha insegnato questa esperienza, quattro cose che vorrebbe tutti facessero proprie.
“Voglio dirvi 4 cose cose che ho imparato da questa malattia e spero che voi non vi limitiate ad ascoltarmi.
Per prima cosa, vivete il presente. È difficile, ma ho imparato a farlo. Il passato contiene rimpianti. Il futuro rimane sconosciuto. Quindi dovete vivere ora. Il presente è tutto ciò che avete. Fatene tesoro , assaporate ogni momento.
Secondo, innamoratevi. Trovate la vostra passione, la vostra gioia, ciò che ci fa venire voglia di alzarvi la mattina. Non necessariamente di una persona, anche se consiglio anche quello. Ma innamoratevi di qualcosa. Io mi sono innamorato per la prima volta quando avevo più o meno la vostra età. Mi sono innamorato della recitazione. Quell’amore alla fine mi ha aiutato a superare i miei momenti più bui, i miei giorni più bui, il mio anno più buio. Trovate la vostra strada, il vostro scopo, il vostro sogno. E poi buttatevi, andateci fino in fondo.
Terzo, sceglite con saggezza i vostri amici: trovate le perosne giuste per voi e lasciate che siano loro a trovare voi. E poi apritevi a loro, completamente. I migliori tra loro vi ricambieranno. Nessun giudizio, nessuna condizione, senza fare domande. E amate i vostri amici con tutto ciò che avete. Teneteli stretti. Vi faranno sorridere, vi guideranno, vi sosterranno, e alcuni vi salveranno.
Quarto, combattete, con ogni briciolo del vostro essere e con dignità. Quando affrontate delle sfide, che siano di salute o di qualsiasi altra natura, combattete, non arrendetevi mai. Combattete fino all’ultimo respiro. Combattete e affrontatelo con onestà, integrità e grazia, anche se vi smebra insormontabile. Spero di aver dimostrato che si può affrontare qualsiasi cosa. Potete affrontare la fine dei vostri giorni, potete affrontarla con dignità”.
L’intervista si chiude con Eric che guardando in camera si rivolge direttamente alle figlie Billie e Georgia, lasciando di fatto il proprio testamento: “Billie e Georgia, Queste parole sono per voi. Ci ho provato. A volte ho inciampato, ma ci ho provato. Nel complesso ci siamo divertiti un mondo, vero? Ricordo tutti i momenti che abbiamo trascorso in spiaggia, voi due, io e la mamma, a Santa Monica, alle Hawaii, in Messico. Ora vi vedo giocare nell’oceano per ore, le mie creature acquatiche. Quei giorni, gioco di parole voluto, erano paradisiaci…”.
Vedere e sentire un uomo che sa di dover morire raccontare con dignità e compostezza i valori della vita è una lezione straziante ma commovente. Eric ha fatto la cosa più bella che potesse fare. Il dottor Sloan ha lasciato ai sui pazienti la migliore medicina al mondo. E noi gli saremo eternamente grati.